Salute 6 Aprile 2020 10:29

Covid-19, Guastamacchia (Ame): «Ecco le regole da seguire per i pazienti diabetici»

Il presidente dell’Associazione medici endocrinologi (Ame) fornisce specifiche raccomandazioni e indicazioni alle persone con diabete per prevenire e gestire al meglio questo momento di emergenza sanitaria

Covid-19, Guastamacchia (Ame): «Ecco le regole da seguire per i pazienti diabetici»

Le informazioni e i dati epidemiologici raccolti finora sull’infezione da nuovo coronavirus, dimostrano che gli anziani, le persone fragili e con patologie pregresse e croniche, rischiano complicanze maggiori in caso di contagio.  È così anche per i pazienti diabetici «che non si ammalano più frequentemente di Covid-19 rispetto alla popolazione generale ma quando, purtroppo, questo accade, l’evoluzione della patologia è sicuramente più grave e la mortalità più elevata rispetto alla popolazione generale».

LEGGI ANCHE: PREVENIRE IL DIABETE SI PUÒ: LA PAROLA AL PROFESSOR GUASTAMACCHIA (AME)

A fare chiarezza è Edoardo Guastamacchia, presidente dell’Ame (Associazione medici endocrinologi). A Sanità Informazione spiega che «in questo momento così complesso e delicato, i pazienti diabetici devono osservare tutte le cautele possibili per prevenire il contagio ed avere una massima attenzione alla gestione della patologia, perché è evidente – d’altra parte emerge dai dati epidemiologici – che l’evoluzione dell’infezione è più severa se il paziente presenta un cattivo compenso glico-metabolico».

«I pazienti diabetici di tipo 2, spesso ultrasessantacinquenni sono frequentemente affetti da altre patologie associate, quali ipertensione, cardiopatie, obesità, dislipidemia; ciò, li rende più fragili e facili prede di infezioni avendo, in generale, una situazione immunitaria più compromessa. È questo – prosegue il presidente Ame – il motivo per il quale i diabetici devono osservare in maniera più rigorosa le regole di prevenzione dal contagio indicate nel Decalogo del ministero della salute. In questo delicato periodo – continua – non è opportuno recarsi presso gli studi medici senza motivazioni valide; è importante richiedere l’intervento del medico di medicina generale e del diabetologo solo per reali necessità o emergenze – scompenso glico-metabolico, gravidanza all’esordio o a rischio, complicanze relative a preesistente piede diabetico».

LEGGI ANCHE: DIABETE: DONNE PIÙ ESPOSTE A RISCHI CARDIOVASCOLARI E A ICTUS. ATTENZIONE A STILE DI VITA E FUMO

«Per i pazienti più giovani -aggiunge Guastamacchia – che hanno maggiore familiarità con la tecnologia, può essere opportunamente utilizzata la telemedicina o altre modalità di comunicazione quali WhatsApp che richiede una responsabilità diretta del medico che le utilizza.

«In tale periodo emergenziale – precisa – il ruolo del medico di famiglia è estremamente importante perché egli è il sanitario che più degli altri conosce il paziente nella sua globalità quindi oltre che dal punto di vista clinico anche dal punto di vista socioeconomico. E può pertanto suggerire al paziente tutti i comportamenti utili da tenere considerando la specificità o peculiarità dello stesso. D’altra parte, il medico di medicina generale rappresenta il filtro fra pazienti e specialisti permettendo che a questi arrivino solo i casi che necessitano di interventi urgenti e tempestivi».

«In questo periodo di quarantena forzata – evidenzia il presidente Ame – tutti i soggetti, ma in particolare i pazienti diabetici, possono andare incontro a stati d’animo di ansia e depressione che potrebbero essere gestiti cercando di eseguire un controllo equilibrato e non ossessivo della glicemia e anche rivolgendo la propria attenzione a cose semplici e distraenti, quali leggere un libro, vedere un film di successo, ascoltare musica o rivedere qualche incontro di calcio storico. Oltre a questo – sottolinea Guastamacchia – è importante fare un minimo di attività fisica nel rispetto della situazione clinica generale del paziente e delle regole restrittive che bisogna osservare, va bene anche passeggiare in casa ove possibile. Senza attività fisica, infatti, il compenso glicemico può peggiorare».

Le regole fondamentali sono:

  • Adottare misure di prevenzione del contagio
  • Mantenere un buon controllo glicemico che deriva da una dieta il più possibile sana;
  • Fare un minimo di attività fisica, compatibile con la situazione attuale;
  • Evitare le visite di controllo non indispensabili;
  • Continuare a seguire la terapia farmacologica prescritta dallo specialista. Non ci sono problemi di carenza farmaci perché i piani terapeutici sono stati prolungati fino a quando l’emergenza non verrà meno. Se i piani terapeutici dovessero scadere in questo periodo, infatti, possono essere prescritti dal medico di medicina generale, come precisato dal ministero della Sanità e dall’Aifa.
  • Non assumere farmaci antivirali e antibiotici e non interrompere la terapia ipotensiva se non sotto indicazione del medico curante.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
L’olio evo contrasta diabete, ipertensione e sindrome metabolica
L'olio extravergine di oliva (Evo) gioca un ruolo chiave nel contrastare l'insorgenza delle patologie cronico-degenerative non trasmissibili come il diabete mellito, l'ipertensione arteriosa, la sindrome metabolica, i tumori, le malattie a carico del sistema nervoso e la malattia renale cronica. Lo confermano le ricerche condotte e in corso all'Università degli Studi di Roma Tor Vergata
di V.A.
Diabete di tipo 2: remissione possibile con stile di vita sano, benefici anche per cuore e reni
Il diabete di tipo 2 può essere "curato" perdendo peso e, in generale, adottando uno stile di vita sano, riducendo significativamente il rischio di malattie cardiovascolari e renali. Queste sono le conclusioni di uno studio dell’Associazione europea per lo studio del diabete (EASD), pubblicato sulla rivista Diabetologia
Diabete di tipo 1, se compare in bimbi under 10 ruba 16 anni di vita
L'Italia è il primo paese al mondo ad aver istituito uno screening del diabete di tipo 1 che come prima e importante conseguenza positiva consentirà di prevenire la chetoacidosi. Oggi infatti il 40% delle diagnosi di diabete di tipo 1 avviene in ritardo a seguito di un esordio drammatico, Senza contare che, quando la malattia ha un esordio precoce, prima dei 10 anni di età, si possono arrivare a perdere ben 16 anni di aspettativa di vita. Questi sono i messaggi lanciati da Valentino Cherubini, presidente della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (Siedp) che lancia un appello in occasione della Giornata Mondiale del Diabete che si celebra domani
di V.A.
“Movember”: la Società Italiana di Urologia in Senato per promuovere informazione e prevenzione sui tumori maschili
La Siu ha presentato la sua campagna di informazione e sensibilizzazione sui tumori della prostata e dei testicoli. Al centro del dibattito la necessità di un cambiamento culturale nella percezione che gli uomini hanno della propria salute ma anche le difficoltà dei clinici ad agire senza una normativa specifica che ne tuteli le scelte e le azioni. Il contrappasso è il rischio di una medicina difensiva costosa e inutile.
Diabete: nuove linee guida per il trattamento delle malattie cardiovascolari
Sono state pubblicate le nuove linee guida per le malattie cardiovascolari nelle persone con diabete. Molti i temi trattati: dalla stratificazione del rischio cardiovascolare allo screening fino alla diagnosi e il trattamento. Le linee guida valutano e riassumono le evidenze scientifiche disponibili al momento della loro stesura, con l’obiettivo di supportare gli operatori sanitari nel proporre il miglior approccio diagnostico o terapeutico
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Anziani, il ‘Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza’ al Premier: “Riformare i servizi domiciliari e riqualificare le strutture residenziali”

Le 60 organizzazioni che hanno sottoscritto il 'Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza' in una lettera aperta al Premier Meloni: “Lo schema di decreto legislativo recante disposizi...
Advocacy e Associazioni

Cancro delle ovaie: e se fosse possibile diagnosticarlo con un test delle urine? Nuove speranze per la diagnosi precoce

Cafasso (ALTo): “La sopravvivenza a cinque anni delle pazienti che scoprono la malattia ad un primo stadio si aggira intorno al 85-90%, percentuale che si riduce drasticamente al 17% nel quarto ...
Salute

In Italia l’obesità uccide 4 volte in più degli incidenti d’auto

Nel nostro paese l'obesità è in aumento esponenziale e sempre più "killer", con un numero di morti all'anno 4 volte superiore a quello degli incidenti d'auto, e una previsione, en...