Mondo 16 Dicembre 2019

Cancro al seno, grazie a nuovi farmaci si vive di più e meglio. Ma come coniugare disponibilità e sostenibilità?

Conte (Università Padova): «Necessario iniziare a cambiare il modo di produrre evidenza scientifica». Del Mastro (Università Genova): «Serve pianificazione delle spese dando priorità a farmaci che hanno grosso impatto ed evitando sprechi di risorse»

È partecipando ad importanti consessi internazionali come il San Antonio Breast Cancer Symposium che si tocca con mano il lavoro nascosto dietro ogni trial e ogni nuova scoperta. Ed è guardando i grafici, le curve e i numeri che vengono presentati che ci si rende conto quanto la ricerca stia andando avanti per migliorare la vita dei pazienti. In questo caso, delle donne con cancro al seno. «Se ad esempio parliamo di malattia metastatica, le pazienti hanno una prospettiva di vita molto più lunga rispetto al passato – sottolinea la professoressa Lucia Del Mastro, docente di Oncologia presso l’Università degli Studi di Genova e coordinatrice del Centro di Senologia dell’Ospedale Policlinico San Martino -. Ed alcuni dei nuovi farmaci hanno la caratteristica di essere particolarmente efficaci e di avere una tossicità più bassa rispetto alla classica chemioterapia, quindi anche la qualità di vita di queste pazienti tende a migliorare».

LEGGI ANCHE: CANCRO AL SENO, ECCO I TRE STUDI PIU’ SIGNIFICATIVI PRESENTATI AL SAN ANTONIO BREAST CANCER SYMPOSIUM

È evidente allora l’importanza di avere sempre più e più rapidamente molecole innovative. Auspicio che tuttavia si scontra con due problemi fondamentali: da una parte le tempistiche necessarie per portare avanti gli studi e completare l’iter di approvazione dei farmaci, dall’altra i costi elevati che i servizi sanitari devono sostenere.

«A mio avviso – commenta PierFranco Conte, professore di Oncologia presso l’università di Padova e direttore della struttura Oncologia 2 dell’Istituto Oncologico Veneto – è necessario iniziare a cambiare il modo di produrre evidenza scientifica. È indubitabile che necessitiamo di informazioni su numeri grandi di pazienti e sull’efficacia e tollerabilità a lungo termine, ma non appena i dati risultino molto promettenti, i farmaci innovativi andrebbero approvati rapidamente.  Al contempo, però, bisognerebbe obbligare l’industria farmaceutica e i clinici a produrre dati di sicurezza e di efficacia sui pazienti che verranno trattati nella pratica clinica e poi, magari dopo uno o due anni, eventualmente rivedere, alla luce di questi dati, le indicazioni registrative, il profilo di tollerabilità ed i costi».

Eccola la parola magica che rischia di compromettere l’intero processo. I costi elevati dei nuovi farmaci. Per affrontarli, secondo la professoressa Del Mastro «è necessaria una pianificazione delle spese dando ovviamente priorità ai farmaci che hanno un grosso impatto dal punto di vista clinico e cercando di evitare sprechi di risorse anche in campi della medicina diversi da quello farmaceutico, che in genere sono meno controllati rispetto alla spesa farmaceutica».

LEGGI ANCHE: CANCRO AL SENO, DAL TEXAS NUOVE SPERANZE PER PAZIENTI CON TUMORE METASTATICO HER2 POSITIVO

Un problema che in Europa è sentito e affrontato in modo diverso a seconda dei diversi sistemi di rimborso dei farmaci e, soprattutto, delle diverse capacità economiche degli Stati: «Se la European Medicines Agency è l’unica autorità a livello europeo autorizzata ad approvare un farmaco per uso clinico – aggiunge il professor Conte -, i 28 Paesi membri dell’Unione Europea sono estremamente differenti tra loro sotto questo punto di vista. A fronte di Stati ricchi che possono permettersi nuovi farmaci anche molto costosi, ci sono Stati che hanno problemi economici più rilevanti dove diventa difficile mettere immediatamente a disposizione dei propri pazienti questi farmaci».

In questo panorama, l’Italia si trova in una situazione intermedia. «Per fortuna – continua Conte – tra autorità regolatoria e industria farmaceutica, soprattutto se i dati clinici sono molto promettenti, si riesce quasi sempre a raggiungere un gentlemen’s agreement: l’autorità regolatoria italiana approva il farmaco in una prima fase, senza approvare e concordare un prezzo di rimborso. Dal canto suo l’industria farmaceutica mette a disposizione dei pazienti italiani il farmaco gratuitamente o a un prezzo simbolico. È quindi in questa fase in cui si discuterà e si cercherà di raggiungere un accordo sul prezzo – conclude – che si possono acquisire dati aggiuntivi sulla sicurezza del farmaco in una popolazione più ampia di pazienti trattati».

Articoli correlati
«Pochi o nessun beneficio dagli antivirali sperimentati su pazienti Covid ricoverati». I primi risultati del trial OMS
I risultati intermedi del big-trial Solidarity su Remdesivir, Idrossiclorochina, Lopinavir, Ritonavir e Interferone-B1A
di Peter D'Angelo
Fibrosi cistica e Covid-19, l’esperto: «Pochi casi in tutto il mondo, ma non bisogna abbassare la guardia»
La Senatrice Binetti definisce tre strade da seguire per rispondere alle esigenze dei malati, chiarisce le potenzialità del nuovo farmaco e chiede a gran voce l’approvazione della Legge sulle malattie rare e del Piano nazionale
Giornata Fibrosi Cistica, Puppo Fornaro (Lifc): «Presto terapie per tutti. Ancora disparità regionali nell’applicazione della 548/93»
Rischio Covid-19 e prevenzione, novità terapeutiche, nuovi farmaci e vaccini. Questi i temi affrontati nella conferenza stampa organizzata dalla Lega Italiana Fibrosi Cistica in collaborazione con l'Osservatorio Malattie Rare. Presentata Martina, nuovo peluche-mascotte di LIFC realizzato da Trudi
Boom di vendite di farmaci on line, ma Federfarma avverte: «Attenzione ai siti non autorizzati»
Racca (presidente Federfarma Lombardia): «In crescita e-commerce per integratori e farmaci da banco tra i giovani, ma il ruolo della farmacia dei servizi resta fondamentale. Per il futuro, screening di prevenzione»
di Federica Bosco
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 20 ottobre, sono 40.403.537 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 1.118.293 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 20 ottobre: Ad oggi in I...
Contributi e Opinioni

«Tamponi Covid sui bambini: troppe prescrizioni che non tengono conto dei rischi intra-procedurali»

di prof. Filippo Festini, Professore Associato di Scienze Infermieristiche generali, cliniche e pediatriche all’Università degli Studi di Firenze
di Filippo Festini, Professore Associato di Scienze Infermieristiche generali, cliniche e pediatriche, Università di Firenze
Salute

Covid, Cavanna: «Casi severi in aumento, riabilitare l’idrossiclorochina. Pazienti vaccinati sembrano avere prognosi migliore»

L’oncologo famoso in tutto il mondo per le sue cure anti Covid a domicilio spiega: «Estate tranquilla ma ora qualcosa è cambiato». Presto sarà pubblicato uno studio sulla sua metodologia di cura...