Salute 4 Aprile 2022 09:59

Cancro, dalle campagne di screening ai social: ecco perché la comunicazione è una forma di cura

Berardi (AIOM): «Fondamentale abbattere il gap comunicativo operatore – paziente e aumentare la consapevolezza sull’importanza di informare correttamente»

Cancro, dalle campagne di screening ai social: ecco perché la comunicazione è una forma di cura

I pazienti oncologici in trattamento sono più vulnerabili rispetto alle fake news, soprattutto quelle relative al Covid-19 e in particolar modo quelle diffuse dai social, rispetto a coloro che hanno superato la malattia e sono in follow up. È il dato che emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Patient Education and Counseling, che ha approfondito proprio la relazione tra la disinformazione in era Covid-19 e le persone che combattono contro il cancro.

Un gap di comunicazione che coinvolge anche gli operatori sanitari, i giornalisti, e tutti gli attori coinvolti nei processi di informazione e divulgazione in materia di salute verso i pazienti e i cittadini, come emerge da un ulteriore studio promosso dall’Università Politecnica delle Marche. Nello stesso Ateneo, a giugno, partirà il primo corso di perfezionamento universitario intitolato “Comunicare il cancro, la medicina e la salute”, con l’obiettivo di implementare la formazione in ambito comunicativo allo scopo di fornire ai pazienti informazioni corrette attraverso modalità che facilitino anche l’instaurarsi di un rapporto positivo con il proprio medico curante, aumentando di pari passo la compliance rispetto ai percorsi terapeutici.

Di tutti questi aspetti abbiamo parlato con la professoressa Rossana Berardi, Ordinario di Oncologia Medica all’Università Politecnica delle Marche, direttore della Clinica Oncologica Ospedali Riuniti di Ancona e membro del Direttivo Nazionale AIOM.

La fragilità dei pazienti oncologici e la necessità di insistere su una corretta comunicazione

«La comunicazione è stato sempre stato un asset fondamentale per l’oncologia, una branca caratterizzata dall’estrema fragilità dei pazienti – sottolinea Berardi – e dall’importanza di fornire informazioni corrette. Sicuramente la pandemia ha amplificato l’importanza di una comunicazione di qualità, in tutto l’ambito della salute.

Questo bisogno di acquisire modalità di comunicazione più efficaci, come evidenziatoci dagli operatori sanitari stessi, ci ha spinto a ideare un percorso accademico di perfezionamento in tal senso. Il corso – aggiunge – è rivolto non solo agli operatori sanitari ma anche ai giornalisti e agli specialisti dei social network, così da andare a coprire tutti i canali di comunicazione, non solo verso i pazienti ma verso i cittadini in generale veicolando informazioni non fuorvianti».

Il ruolo dei social e l’importanza di una giusta targetizzazione

«È fondamentale avere conoscenza dei social, imparandone le regole, le metriche e i possibili utilizzi a seconda del target di riferimento – afferma Berardi – perché è chiaro che i vari social impattano diversamente tra le fasce di popolazione. Per quanto riguarda il paziente, abbiamo visto che Facebook permette un’azione molto importante e più efficace di altri social rispetto alla divulgazione e all’identificazione di uno specifico target, cioè le associazioni di pazienti e le associazioni di volontariato, da coinvolgere in determinate esperienze, eventi, e contenuti. Se invece vogliamo incidere sui più giovani – osserva la professoressa – sia in ambito di prevenzione sia per quelli che sono già in trattamento, sono altri i social di riferimento».

Quando la comunicazione incide sulla prognosi

«Il 25% dei pazienti percepisce la cura come tecnica, tecnologia e farmacologia usata nel trattamento, mentre per il 75% dei pazienti la cura viene interpretata in termini di relazioni autentiche – spiega Berardi – dal tipo di comunicazione al rapporto di alleanza e di fiducia con il proprio oncologo. Sebbene non esistano dati scientifici che affermino che comunicare bene incida sulla prognosi in modo diretto – osserva – possiamo però affermare che una buona comunicazione aumenta l’aderenza al percorso di cure da parte del paziente implementandone la tollerabilità e quindi anche l’efficacia.

In questo senso è evidente un legame potente tra lo strumento comunicativo e i processi di cura e guarigione. E questo dobbiamo pensarlo anche in termini di prevenzione: campagne educazionali corrette fanno sì che le persone aderiscano più volentieri ai programmi di screening, e sappiamo che questo abbassa i livelli di mortalità favorendo la diagnosi precoce, così come il successo delle campagne di informazione per la vaccinazione anti HPV contribuisce ad abbattere la mortalità per cancro della cervice. In questo senso – conclude la professoressa Berardi – possiamo ben dire che la comunicazione è una forma di cura».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
La disinformazione viaggia su Twitter
In pandemia i “cinguettii” hanno ostacolato le vaccinazioni. Lo dimostra un’enorme revisione di dati scientifici internazionali pubblicati su social media e vaccini anti-Covid condotta dai ricercatori dell’Università Cattolica. Ecco i risultati
La sessualità dopo il cancro si può, via all’iniziativa «Ballata Sensuale»
Abbattere i tabù sulla sessualità e il cancro. Questo è l’obiettivo dell’evento pop-up «Sexandthecancer– Ballata Sensuale», una tre giorni dedicata alla divulgazione scientifica attraverso l'arte
di Redazione
Cancro, per i pazienti la ricerca è ancora un tabù: meno del 5% partecipa agli studi clinici
L’arruolamento nei protocolli di ricerca consente maggiori chance terapeutiche. Gori (ROPI): «Fondamentale aumentare l’informazione per pazienti e professionisti»
Obesità in Europa al 59% negli adulti. Chianelli (AME): «Non è una questione di volontà, è una malattia e va curata»
Secondo l’ultimo Rapporto europeo sull'obesità regionale dell'OMS 2022 l'obesità ha raggiunto "proporzioni epidemiche" in Europa. L'organizzazione mondiale della sanità, dopo la presentazione del suo ultimo report mostra che la malattia sta causando 200.000 casi di cancro e 1,2 milioni di decessi all'anno
di Stefano Piazza
“La forza e il sorriso”, in Parlamento sostegno bipartisan per la pdl che promuove il benessere delle pazienti oncologiche
Alla Camera presentato l’intergruppo parlamentare “La forza e il sorriso” promosso dalla deputata Benedetta Fiorini. Obiettivo della proposta di legge rendere più accessibile l’acquisto di prodotti cosmetici per l’igiene, la protezione e il benessere personale
di Francesco Torre
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 24 giugno, sono 542.130.868 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.326.038 i decessi. Ad oggi, oltre 11,63 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono i sintomi della variante Omicron BA.5 e quanto durano?

La variante Omicron BA.5 tende a colpire le vie aeree superiori, causando sintomi lievi, come naso che cola e febbre. I primi dati indicano che i sintomi durano in media 4 giorni
Covid-19, che fare se...?

Il vaccino può causare il Long Covid?

Uno studio americano ha segnalato una serie di sintomi legati alla vaccinazione anti-Covid. Ma per gli esperti non si tratta di Long Covid, ma solo di normali effetti collaterali