Salute 7 Marzo 2017

Assistenza domiciliare, sistema da reinventare. Il Presidente Osa: «I nostri ambulatori mobili in periferia»

Il progetto della Cooperativa, che ha tra i partner l’Ospedale Bambino Gesù e il Vaticano, continua a portare anche nelle periferie supporto medico. Milanese: «In Olanda il 18% over 65enni assistiti a domicilio, in Italia il 2%. Serve regolamentazione e maggiore formazione per operatori»

Un camper che va in giro per dare assistenza ai bambini e agli anziani più bisognosi di aiuto. Un progetto, quello della Cooperativa Osa (Operatori Sanitari Associati), che coinvolge diverse tipologie di professionisti: medici, infermieri, assistenti sociali. Una squadra prende in carico il paziente e gli fa fare un’analisi completa delle sue condizioni di salute, per fare in modo che nessuno resti inascoltato e lasciato a se stesso. Ne abbiamo parlato con il dottor Giuseppe Milanese, Presidente Osa.

Dottor Milanese, un’importante iniziativa, quella organizzata da Osa nelle ultime settimane per raggiungere nelle periferie minori e anziani attraverso strutture mobili.

«È solo l’ultima iniziativa, in ordine di tempo, messa su da Osa sulla scorta di quella che è la sua storia. Osa si è sempre occupata delle persone che versano in stato di difficoltà. Abbiamo iniziato diversi anni fa con l’assistenza domiciliare nelle periferie romane, con il supporto alle persone affette da AIDS, ed oggi torniamo nelle periferie – dove in realtà siamo sempre rimasti – con questi camper che hanno la funzione di assistere i bambini, i minori, nelle loro necessità. Questo primo camper ha come partner l’Ospedale Bambino Gesù di Roma, mentre il secondo nasce su volontà del Vaticano e della Segreteria di Stato per fornire assistenza agli anziani e per poter gestire le fasi di cronicità che purtroppo oggi interessano gran parte della nostra popolazione».

Quello della cronicità, dell’invecchiamento della popolazione nella società rappresenterà sicuramente la grande sfida del futuro dell’Italia.

«L’assistenza primaria è il principale problema di cui lo Stato deve occuparsi. Oggi in Italia non abbiamo dati confortanti: abbiamo un’assistenza domiciliare fatta a macchia di leopardo nelle varie regioni. Con il Ministero della Salute abbiamo cercato di regolamentare questo sistema, come si fa negli altri Paesi: basti pensare che in Olanda il 18% degli ultra 65enni è assistito a domicilio, mentre in Italia siamo intorno al 2%. Stiamo dunque cercando di dare una mano anche come Federazione e come Conf-cooperative nel dire cosa si può fare. Sicuramente c’è da costruire un sistema. La cronicità non può essere più affrontata trasferendo moneta ai soggetti affetti. In tutti questi anni abbiamo dato alle famiglie di chi versa in questa situazione soldi che sono stati impiegati essenzialmente per cercare badanti, e questo è un non-sistema».

Per concludere, quanto è importante migliorare la formazione degli operatori sanitari su questi temi, in modo da affrontare sempre meglio anche questo tipo di sfida.

«La formazione è essenziale. Noi medici studiamo tanti anni e non abbiamo nessuna formazione specifica nel campo dell’assistenza primaria. Noi stessi, quando da giovani appena laureati andavamo nelle case delle persone con AIDS, non eravamo perfettamente in grado di affrontare dal vivo, in casa, una persona con questo tipo di patologia. Quindi un conto è affrontare una persona in casa, in quel caso con una malattia molto acuta e problematica, un conto è affrontarla in ospedale. Sicuramente c’è bisogno di una formazione specifica che consenta agli operatori di approcciare il domicilio in maniera serena, perché nel domicilio non hai tutto il supporto che invece puoi avere in una struttura residenziale. Hai dunque bisogno di una formazione specifica, sia che tu sia un medico, un infermiere o un fisioterapista. In questo tipo di missione, quello della formazione è un elemento imprescindibile».

Articoli correlati
L’ematologo Massimo Cardillo sarà il nuovo direttore generale del Centro Nazionale Trapianti
Il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha nominato l’ematologo Massimo Cardillo nuovo direttore generale del Centro Nazionale Trapianti. L’incarico avrà durata quinquennale a decorrere dall’11 marzo 2019. “Voglio fare i migliori auguri al neodirettore  Massimo Cardillo – dichiara il ministro Grillo –  perché prende le redini di un’istituzione modello in Europa e nel mondo. Il […]
Quasi 6 miliardi la spesa delle strutture sanitarie pubbliche nel 2017 per i dispositivi medici
L’aumento rispetto all’anno precedente è del 2,6%. Oltre un milione gli apparecchi censiti
Griglia LEA, 16 regioni promosse: Piemonte al top, arretra la Calabria
Le Regioni sono tenute ad una serie di adempimenti per poter accedere a maggior finanziamento. Migliora la Campania anche se ha un punteggio migliorativo anche se non raggiunge ancora il livello minimo accettabile. Ultima Bolzano, ma dati sono parziali. Sileri (Comm. Sanità): «Inutile averne tantissimi sulla carta per poi non avere i soldi per portarli avanti».
Formazione ECM, parla Carpani: «Fondamentale aggiornamento costante e conoscenza linee guida»
Il nuovo braccio destro del Ministro Grillo, grande esperto di tematiche sanitarie, tratteggia in una recente intervista rilasciata a Sanità Informazione in occasione delle giornate formative organizzate dalla FNOMCeO a Bari, la sua idea di professionista sanitario ‘modello’. Un medico sempre aggiornato e attento alla cura nel rapporto con il paziente
Ministero Salute, liste d’attesa: al via il numero 1500 per l’ascolto dei cittadini
Il Ministero della Salute ha attivato il numero di pubblica utilità 1500 sul tema delle liste di attesa. Dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 16.00, infatti, il personale sanitario risponderà ai cittadini per informare sulle modalità di accesso alle prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale e raccogliere eventuali segnalazioni. «Il servizio di risposta telefonica, […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Riscatto agevolato della laurea, ecco perché ai medici conviene. Cavallero (Cosmed): «È l’unico modo per programmare un’uscita dal lavoro prima dei 70 anni»

La norma voluta dal governo permetterà a chi ha iniziato a lavorare dal 1996 di poter guadagnare anni di contribuzione pagando 5240 euro per ogni anno di studio. «Dobbiamo capire perché universitar...
Lavoro

Allarme pensioni, Palermo (Anaao): «Si rischia il caos. Speriamo che aderisca a Quota 100 solo il 25%»

In base alle stime del sindacato, per il combinato disposto di Quota 100 e gobba pensionistica, in tre anni lasceranno il SSN 24mila medici, che si aggiungono all’attuale deficit di 10mila camici bi...
Lavoro

Rinnovo contratto sanità privata, Aiop: «Siano coinvolte Regioni». Cgil: «Chi fa profitti non può chiedere che a pagare siano altri»

Dopo 18 mesi di trattativa, i sindacati confederati hanno interrotto il dialogo perché le controparti, Aiop e Aris, non sono disposte a farsi carico della parte economica del rinnovo del contratto di...
di Giulia Cavalcanti e Giovanni Cedrone