Salute 8 Aprile 2020

Anziani e Coronavirus. Conversano (HappyAgeing): «Meno fragili con vaccino contro pneumococco, influenza e herpes zoster»

“L’Esperto risponde”, un servizio online gratuito curato da HappyAgeing, promuove l’invecchiamento attivo ai tempi del lockdown: «Mangiare in modo sano per non aggravare le patologie esistenti, praticare attività fisica in casa e chiacchierare tutti i giorni con i propri cari, anche se a distanza»

di Isabella Faggiano

«Vaccinarsi contro lo pneumococco: sarà questa la prima cosa da fare appena usciremo dalla fase 1 dell’emergenza». È il consiglio che Michele Conversano, presidente di HappyAgeing, direttore del dipartimento di Prevenzione della ASL di Taranto, Past President della Società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva (SItI), rivolge a tutti gli anziani d’Italia. O per lo meno a tutti coloro che non l’hanno già fatto in passato: «Il vaccino antipneumococcico, infatti – aggiunge lo specialista -, si effettua una sola volta nella vita. Subito dopo, già a metà settembre – in anticipo rispetto al solito -, sarà necessario provvedere al vaccino antinfluenzale, per poi tutelarsi anche contro l’herpes zoster».

Non solo perché la prevenzione vaccinale è uno dei pilastri, riconosciuto anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, per un invecchiamento attivo, «ma anche perché – aggiunge Conversano – è probabile che in autunno ci troveremo a dover fronteggiare una nuova emergenza Coronavirus. E non possiamo farci trovare impreparati. Due su tre delle vaccinazioni consigliate ai più anziani servono a prevenire malattie respiratorie: l’influenza e la polmonite da pneumococco. Evitare di essere suscettibili a queste patologie – spiega il presidente di HappyAgeing – ci permette di avere un sistema immunitario capace di rispondere meglio alla circolazione del Coronavirus. Lo abbiamo visto anche in questo periodo: chi ha affrontato il Covid-19 dopo aver contratto una malattia acuta respiratoria, come una seria influenza, ha avuto meno possibilità di reagire al contagio da Coronavirus».

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Da quando è cominciata l’emergenza Coronavirus Michele Conversano è “virtualmente” accanto a tutti gli anziani d’Italia attraverso “l’Esperto risponde”, un servizio online gratuito, lanciato e curato da HappyAgeing, per una corretta informazione e buone pratiche. (Per inviare le domande è sufficiente compilare il modulo di richiesta).

A rispondere alle domande degli utenti, pubblicate in forma anonima, saranno due medici: il dottore Michele Conversano e il professore Claudio Pedone, membro del direttivo di HappyAgeing in rappresentanza della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria e professore associato di Medicina interna, Università Campus Bio-Medico di Roma.

Un supporto necessario se si considera che le fasce d’età più colpite da mortalità durante l’epidemia da Covid-19 in Italia, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, sono quelle tra i 70 e i 90 anni, un dato confermato anche a livello globale dall’OMS. Ma non è tutto. Le conseguenze sugli anziani non si limitano purtroppo all’elevatissimo tasso di decessi (quasi il 90% dei deceduti da Covid-19 ha più di 70 anni): la pandemia da Covid-19, secondo uno studio promosso dalla Sigot, la Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio, ha fatto emergere il rischio per l’anziano  fragile di disabilità funzionale, cognitiva e psico-sociale, che renderanno difficile il ritorno alla condizione precedente l’infezione.

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«L’isolamento sociale – continua Conversano – è da sempre una delle nostre principali battaglie. Per questo motivo, oltre a supportare gli anziani spiegandogli come applicare nel modo corretto tutte le norme igienico-sanitarie dettate dal governo, li invitiamo costantemente a prendersi cura di sé. Innanzitutto, attraverso una sana alimentazione, per non aggravare le patologie di cui si soffrono. Poi, praticando un po’ di attività fisica, che in questo periodo si può fare anche in casa o semplicemente evitando di prendere l’ascensore se si esce a fare la spesa. E infine non trascurando mai le relazioni sociali, contattando i propri cari con tutti i mezzi a diposizione: chat, videochiamate, ma anche una semplice telefonata, affinché – conclude Conversano – l’isolamento sociale non si trasformi in un isolamento psichico».

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