Professioni Sanitarie 12 Gennaio 2021 11:23

Igienisti dentali, Abbinante (AIDI): «Siamo operatori ad altissimo rischio. Il vaccino anti-Covid sia garantito anche ai libero-professionisti»

«Molti studenti hanno scelto tesi per indagare l’effetto della pandemia sulla salute orale e sulle conseguenze che lo stress dell’emergenza ha avuto anche sul benessere degli igienisti dentali»

Operatori sanitari e sociosanitari, residenti e personale delle Rsa per anziani sono le categorie che, secondo il Piano strategico per la vaccinazione anti-Covid-19, hanno la priorità per la somministrazione del farmaco. Tra questi non sono considerati coloro che lavorano in regime libero professionale, ma solo il personale di strutture pubbliche o private accreditate. «Un piano che, purtroppo, esclude a priori oltre il 90% degli igienisti dentali – denuncia Antonella Abbinante, presidente dell’Associazione Italiana Igienisti Dentali (AIDI) –. La maggior parte dei nostri professionisti, pur lavorando nel privato non accreditato, è una delle categorie a più alto rischio di contagio da Covid-19. Entriamo in stretto contatto con gli aerosol prodotti dai nostri pazienti e la nostra esposizione ad eventuali microrganismi patogeni contenuti, supera di molto i 15 minuti, tempo oltre il quale la possibilità di trasmissione di eventuali virus aumenta in modo esponenziale».

La mobilitazione degli operatori sanitari che operano nel privato

Per inserire anche gli operatori sanitari che lavorano in strutture private la Federazione Nazionale degli ordini delle professioni sanitarie (FNO TSRM PSTRP) ha interpellato il ministro della Salute Speranza. «L’AIDI, in veste di associazione tecnico scientifico e la Commissione d’Albo Nazionale – spiega la presidente dell’Associazione degli igienisti dentali – hanno esortato un contatto con le Regioni, che possono autonomamente strutturare il proprio calendario vaccinale. Tanto che in Piemonte e Valle d’Aosta, ad esempio, gli igienisti dentali hanno già ricevuto l’appuntamento per la somministrazione del vaccino anti-Covid. In altre regioni, come la Toscana e la Puglia, è stato previsto un arruolamento su base volontaria, permettendo agli igienisti dentali di prenotare la propria vaccinazione sotto la voce “altri operatori socio-sanitari”. Ma è verosimile che, avendo specificato di lavorare presso strutture private non accreditate, verranno chiamati solo dopo che sarà terminata la somministrazione in tutte le fasce ritenute a rischio o fragili».

Formazione universitaria e post-laurea

Ed è proprio l’importanza del vaccino, come efficace mezzo di prevenzione per poter tornare alla normalità, da attuare non come obbligo ma su base volontaria, consapevole e diffusa, uno degli argomenti che verrà trattato nei corsi di aggiornamento professionale online in programma per il 2021.

«Anche la formazione universitaria è stata, ovviamente, spostata online: oltre ai docenti anche i tutor, uno ogni due studenti, sono impegnati con video tutorial o dimostrazioni in diretta per mostrare al meglio, anche se a distanza, tutto ciò che è propedeutico e necessario ad approcciarsi al paziente in uno studio reale», racconta Abbinante.

Gli stessi studenti hanno cercato di non scoraggiarsi di fronte alla pandemia in atto, sfruttando i social – ed in particolare i gruppi di Facebook – per scrivere delle tesi di laurea sperimentali. «C’è chi ha analizzato gruppi di fumatori per indagare la suscettibilità al virus o di pazienti Covid per monitorare le conseguenze dell’alterazione del gusto a livello orale. Ancora – continua Abbinante – chi ha scelto come focus gli stessi igienisti dentali che, operando in piena emergenza Covid, hanno dovuto adattarsi a tutte le misure di sicurezza e ad interazioni modificate dalla distanza con i propri pazienti. Questi lavori di tesi hanno fatto emergere le principali difficoltà lavorative, comprese lo stress e la stanchezza fisica, per poi proporre delle soluzioni concrete per aiutare i professionisti sanitari di categoria».

L’esperienza del 2020: un tesoro per il 2021

Un anno difficile quello appena trascorso che, finendo, ha lasciato anche un bagaglio di importanti esperienze di cui fare tesoro. «Utilizzo delle nuove tecnologie, rafforzamento dei dispositivi di sicurezza e telemedicina sono senza dubbio tre aspetti positivi della pandemia da intensificare e non abbandonare nemmeno quando questa sarà finita – afferma la presidente degli igienisti dentali -. Dal punto di vista tecnologico abbiamo fatto passi da gigante che, senza l’emergenza in corso, avremmo compiuto, probabilmente, in molti più anni, costringendo anche i meno avvezzi all’hi-tech ad apprenderne l’utilizzo. I nuovi dispositivi di protezione, come la visiera oltre la mascherina o il camice in TNT o TTR da sovrapporre alla divisa, credo che difficilmente saranno abbandonati: rappresentano una garanzia di sicurezza ulteriore di cui sarà complicato fare a meno d’ora in poi. E, infine, la telemedicina: una gran bella scoperta per la nostra categoria che ora ci permette di avere un contatto vis à vis con i nostri pazienti, impossibile da ottenere mentre si è bardati dalla testa ai piedi. E in futuro se adeguatamente sviluppata – conclude Abbinante – ci permetterà di avere un’arma in più per controllare che i nostri pazienti, soprattutto i meno volenterosi, seguano i programmi di igiene dentale prescritti».

 

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