Giovani 31 Gennaio 2019

Gemelli, inaugurazione anno accademico 2018-2019. Rettore Anelli: «Vogliamo continuare a contribuire a Ssn ma metteteci in condizione di farlo»

«Scambiare l’attenzione alla sostenibilità per orientamento al profitto svaluta l’imponente sforzo quotidiano. Difendere l’equilibrio dei conti significa anche difendere lavoratori e famiglie, e va fatto con la massima determinazione», così il Rettore Franco Anelli nel discorso inaugurale

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«Il nostro Policlinico ha sempre operato nell’ambito del Servizio sanitario pubblico, e intende continuare ad assicurare il proprio contributo ad un sistema assistenziale che costituisce un valore prezioso. Per questo il Gemelli deve essere sostenuto e difeso. Rimangono criticità che rendono arduo il nostro compito». Lo dichiara il Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Franco Anelli, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2018-2019 a cui sono intervenuti anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro della Salute Giulia Grillo.

«Fra le tante, le situazioni che provocano ingiustizie cui non è possibile essere acquiescenti sono quelle che ci impongono di operare strutturalmente sotto costo nell’erogazione di talune prestazioni sanitarie – evidenzia Anelli -. Ciò avviene, nella maggior parte dei casi, perché gli incrementi di costi legati all’innovazione non sempre trovano corrispondenza in un’adeguata remunerazione».

In merito a questo il Rettore fa riferimento ad alcune emblematiche situazioni in cui la cura delle persone si traduce in una perdita immediata. Per esempio «la radioneurologia interventistica per il trattamento degli ictus richiede l’uso di dispositivi di costo rilevante e un intenso dispiego di personale: l’effetto, documentabile, è una perdita media di 9.850 euro per ogni caso trattato (94 casi nel 2018)». Stessa situazione per «i trattamenti cardiochirurgici con impianto di valvole – prosegue -. Anche per queste patologie si rende necessario l’uso di dispositivi ad alto costo, con una perdita media per caso di 9.000 euro». Questi solo alcuni esempi di una situazione più grave che ha determinato al Gemelli «una perdita totale diretta (prima dell’imputazione dei costi generali) superiore a 2,1 milioni nel solo anno 2018» continua Anelli. «È tuttavia importante che si abbia chiara contezza di tutto questo, affinché si sappia quali oneri sostengono l’Università e il Policlinico, queste strutture “private”, per garantire a tutti le cure migliori; affinché ne sia compreso il servizio pubblico, rivolto a tutti, cittadini e no, senza eccezioni».

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«Suona come mancato riconoscimento – prosegue il Rettore – , un tradimento della nostra identità, sentire formulare giudizi discriminatori fondati su una fraintesa, e ormai anche tecnicamente inattuale, enfatizzazione della natura giuridica privatistica di un ente che ha sempre operato per la realizzazione del bene comune – rimarca -, così come dispiace che talora si fraintenda l’inevitabile preoccupazione per l’equilibrio economico della gestione, presupposto della continuità del nostro operare e della preservazione della qualità dell’offerta assistenziale. Scambiare l’attenzione alla sostenibilità nel tempo per orientamento al profitto svaluta, anzi mistifica, l’imponente sforzo quotidiano che l’Ateneo, il Policlinico e le oltre 5.000 persone che vi operano sostengono per assolvere la loro missione al servizio della comunità, senza distinzioni di alcun genere».

«Né si può dimenticare – ammonisce – l’attenzione alla tutela dei posti di lavoro, che non è venuta meno neppure nei momenti più difficili, quando la solidarietà di tutti ha permesso di evitare la facile via di una drastica riduzione del personale, e che è costantemente presente nelle scelte di gestione. Difendere l’equilibrio dei conti significa anche difendere i lavoratori e le loro famiglie, e va fatto con la massima determinazione».

Seppur in questo scenario per alcuni versi preoccupante «il Policlinico dell’Università Cattolica sta compiendo e continuerà a compiere ogni sforzo per adempiere la propria missione – conclude Anelli -, per ricevere e curare tutti quelli che ne avranno bisogno, senza operare selezioni, senza distinguere tra chi conviene curare e chi no. Però occorre che sia mantenuto nella condizione di farlo».

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