Politica 17 ottobre 2018

Contratto medici, Ettore (Fesmed): «Non scioperiamo solo per l’aumento ma per mettere in sicurezza la sanità pubblica»

«Ogni giorno dentro gli ospedali è a rischio la vita», l’allarme del leader sindacale. Sulla carenza di professionisti aggiunge: «Oggi mancano almeno 3mila medici tra ginecologi e neonatologi, specializzazioni tra l’altro rischiose più di altre»

Immagine articolo

Sit-in, mobilitazioni e due giornate di sciopero, il 9 e 23 novembre (la seconda per gli anestesisti). L’autunno caldo della sanità è alle porte. Cresce l’insoddisfazione nel fronte sindacale che giudica insufficienti le proposte del governo. In primis i rappresentanti della dirigenza medica contestano il mancato rinnovo del contratto, firma che ormai manca da nove anni. Ma sul tavolo ci sono molti altri problemi, a partire da quello dei turni massacranti e dell’adeguato rifinanziamento del fondo sanitario nazionale. Temi che non sembrano trovare risposta nella manovra finanziaria che, al momento, concede solo 284 milioni di euro per il rinnovo dei contratti del personale sanitario. «I cittadini devono prendere consapevolezza che il problema che noi stiamo ponendo oggi con le nostre iniziative è un problema globale – spiega Giuseppe Ettore, Presidente Fesmed (Federazione Sindacale Medici e Dirigenti) a Sanità Informazione – ma è un problema della società civile, non è solo un problema dei medici, perché alla fine quello che noi chiediamo non è l’aumento che è di 40 euro al mese, ma è che venga messo in sicurezza il sistema della sanità pubblica in Italia».

Presidente, l’intersindacale medica ha annunciato lo sciopero, il blocco della trattativa tecnica con l’Aran e del sit-in a seguito di questa situazione. Qual è la vostra posizione e qual è il messaggio che volete dare non solo ai medici ma a tutti gli altri cittadini?

«Il messaggio è quello di portare realmente a conoscenza una condizione di altissimo pericolo che sta attraversando la sanità pubblica, in particolare la vita di ogni giorno dentro gli ospedali. Questa è una realtà che deve essere conosciuta perché ancora molti cittadini, pensano che arrivare in ospedale sia garanzia di poter trattare in acuto ogni patologia, avere subito farmaci con mezzi tecnologici necessari. Ecco, io credo che non sempre sia possibile e questa condizione deve essere portata a conoscenza in aggiunta a quelle che sono le carenze del personale, ai medici andati in pensione non sostituiti, ai turni massacranti, agli stessi medici che prestano servizio in diversi ospedali, come sta accadendo, il fatto che ai concorsi non si trovano più medici per coprire i turni. Oggi non si trovano ginecologi, non si trovano neonatologi, ecco perché oggi mancano in Italia almeno 3mila medici sia ginecologi che neonatologi anche perché il lavoro espletato è un lavoro molto a rischio. Ecco perché i cittadini devono chiedere prima di entrare in un ospedale se c’è un determinato servizio, se c’è la guardia attiva, se ci sono tutti i servizi, se c’è la rianimazione, se c’è la disponibilità di sangue, se ci sono tutti gli altri specialisti che possono concorrere per quella cura. Allora in tutto questo io credo che i cittadini devono prendere consapevolezza che il problema che noi stiamo ponendo oggi con le nostre iniziative è un problema globale, è un problema della società civile, non è solo un problema dei medici, perché alla fine quello che noi chiediamo non è l’aumento che è di 40 euro al mese, ma è che venga messo in sicurezza il sistema della sanità pubblica in Italia».

Articoli correlati
I sindacati della dirigenza medica e sanitaria sospendono lo sciopero ma mantengono lo stato di agitazione
Nel corso dell'incontro con l'intersindacale, il ministro della Salute Giulia Grillo ha mostrato l'emendamento che annulla la retroattività del comma 687 della Legge di Bilancio e si è impegnata a far convocare i sindacati dall'Aran. Sul tavolo, anche confronto per lo sblocco della RIA
Contratto medici, Quici (CIMO): «Partita denuncia a Corte europea. Chiudiamo subito quello scaduto e pensiamo al nuovo»
«La denuncia alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e la class action, a cui i medici potranno aderire da aprile, sono atti dovuti nei confronti dei colleghi, che attendono il rinnovo contrattuale da 10 anni». Intervista al presidente della CIMO Guido Quici, che sullo spot sui ricorsi per errore medico aggiunge: «Se le strutture affogano nei contenziosi legali, ridurranno i servizi ai cittadini» 
Contratto medici, sindacati soddisfatti da incontro Funzione Pubblica, ma per ora scioperi confermati
Un emendamento al decreto Semplificazione, in discussione al Senato martedì 22, posticiperà gli effetti del comma 687 della legge di Bilancio al contratto 2019-2021. Ma rimane il nodo della RIA, su cui c'è il blocco del ministero dell'Economia
Il 15 gennaio OSS in sciopero. Minghetti (Human Caring): «Siamo stanchi di essere sfruttati e inascoltati»
Scoperchiando il vaso di Pandora, il vice-coordinatore nazionale del sindacato denuncia il malcontento della categoria: «Per Ministero e Regioni siamo fantasmi, e nessuno controlla la nostra formazione. Circolano attestati falsi, ci sono ovunque corsi non adeguati e frodi. È il caos. Siamo considerati ‘inferiori’, ma ci vengono assegnate mansioni che non ci competono. E adesso le aziende sanitarie ci impediscono di scioperare»
Rinnovo contratto, Cosmed: «La verità documentale evidenzia la responsabilità politica delle regioni su quanto accaduto»
«Le parole vanno e vengono, ma i fatti restano e anche grazie all’intelligenza artificiale sono reperibili e documentabili. L’accordo sulle aree è stato stipulato il 13 luglio 2016 e approvato all’unanimità da tutte le parti che lo hanno sottoscritto, vincolante anche per le Regioni e le autonomie. Tale accordo sostituiva il precedente del 1° febbraio […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Formazione

Formazione ECM, tutte le novità 2019: dall’aggiornamento all’estero alla certificazione

Un dovere sentito sempre più come opportunità professionale. Ecco, in una rapida carrellata, i principali cambiamenti che hanno investito negli ultimi anni il sistema dell’Educazione Continua in M...
Politica

Deroga iscrizione Ordini, Beux (TSRM e PSTRP): «Condividiamo obiettivi ma così si rischia sanatoria. In decreti attuativi si ponga rimedio o faremo da soli»

Il provvedimento inserito in legge di Bilancio prevede che chi ha lavorato 36 mesi negli ultimi 10 anni possa continuare ad esercitare anche senza i titoli per iscriversi al maxi Ordine delle professi...
Politica

Deroga iscrizione Ordini, la bocciatura dei fisioterapisti. Tavarnelli (Aifi): «Si riaprano i percorsi di equivalenza già previsti dalla legge 42 del ’99»

Il presidente Aifi: «Senza un passo indietro si rischia una sanatoria globale, una grande confusione per il cittadino ed una scarsissima tutela della sua salute»
di Isabella Faggiano