OMCeO, Enti e Territori 17 Aprile 2019

Embolia polmonare, studio dimostra che il trattamento domiciliare con rivaroxaban è fattibile, efficace e sicuro

Uno studio presentato al 68° Congresso dell’American College of Cardiology (ACC) a New Orleans ha dimostrato che, in pazienti con embolia polmonare acuta a basso rischio, la dimissione del paziente anticipata e il trattamento domiciliare con rivaroxaban è fattibile, efficace e sicuro. I risultati dell’analisi intermedia a tre mesi dello studio di Fase IV a […]

Uno studio presentato al 68° Congresso dell’American College of Cardiology (ACC) a New Orleans ha dimostrato che, in pazienti con embolia polmonare acuta a basso rischio, la dimissione del paziente anticipata e il trattamento domiciliare con rivaroxaban è fattibile, efficace e sicuro.

I risultati dell’analisi intermedia a tre mesi dello studio di Fase IV a braccio singolo HoT-PE, condotto su 525 pazienti, mostrano eventi di tromboembolismo venoso (TEV) o embolia polmonare fatale (endpoint primario) solo in tre casi (0,6%) e assenza di esiti infausti con la terapia. Questi risultati hanno permesso di concludere anticipatamente lo studio.

L’embolia polmonare (EP) acuta è una delle principali fonti di mortalità al mondo per cause cardiovascolari e costituisce, pertanto, una seria minaccia per la salute generale. Tuttavia, almeno il 95% dei pazienti è stabile dal punto di vista emodinamico all’arrivo in ospedale e coloro che soddisfano particolari criteri possono essere dimessi prima. Individuare quei soggetti con rischio sufficientemente basso per poter anticipare le dimissioni e continuare la terapia anticoagulante a domicilio può minimizzare le complicanze associate alla degenza ospedaliera e ridurre i costi sociali ed economici.

 «I risultati di questo studio confermano che, adottando specifici parametri clinici e funzionali sulla gravità della malattia, si possono individuare i pazienti a basso rischio di complicanze correlate a embolia polmonare – ha dichiarato Stavros V. Konstantinides del Centro Trombosi ed Emostasi dell’Ospedale Universitario Johannes Gutenberg di Magonza -. Questi parametri possono rassicurare i medici nel dimettere prima quei pazienti che risultano idonei e che poi continueranno la terapia con rivaroxaban a casa, limitando il rischio di sviluppare complicanze associate alla degenza e, nel contempo, razionalizzando l’impiego delle risorse sanitarie».

Lo Studio

HoT-PE è uno studio internazionale nell’embolia polmonare acuta, promosso dell’Ospedale Universitario di Magonza, e sostenuto con fondi pubblici. Il promotore ha ottenuto il farmaco per lo studio e un supporto da Bayer, che ha sviluppato rivaroxaban con il suo partner di sviluppo Janssen Research & Development, LLC. Lo scopo primario dello studio era di valutare efficacia e sicurezza di anticipare la dimissione dall’ospedale e di proseguire la terapia con rivaroxaban a casa.

Tra i criteri per individuare i pazienti idonei si segnalano: diagnosi di embolia polmonare confermata e con assenza di disfunzionalità o ingrossamento del ventricolo destro e di trombi mobili nel ventricolo o nell’atrio destri; assenza di indicazioni per instabilità emodinamica, seria co-morbilità; altra ragione che imponga la degenza in ospedale come ad esempio la mancanza di supporto familiare/sociale che garantisca la prosecuzione della terapia a domicilio.

La prima dose di rivaroxaban è stata somministrata in ospedale e i pazienti sono stati poi dimessi entro le 48 ore dal ricovero.

Risultati di efficacia

L’analisi intermedia ha mostrato che eventi di endpoint primario d’efficacia, ovvero recidiva di TEV sintomatica o mortalità correlata a embolia polmonare, hanno interessato solo 3 pazienti (0,6%), una percentuale sufficientemente bassa che ha permesso di interrompere anticipatamente lo studio, come da disegno statistico.

Risultati di sicurezza

Gli endpoint di sicurezza comprendevano emorragia maggiore (secondo i criteri della Società Internazionale di Trombosi ed Emostasi), emorragia clinicamente rilevante non-maggiore ed eventi avversi seri.

Dodici pazienti sono stati nuovamente ricoverati per recidiva di embolia polmonare o per emorragia. Si è verificata emorragia maggiore in 4 dei 519 pazienti. Si sono verificati 2 decessi, entrambi per tumore in stadio avanzato.

Articoli correlati
Ospedale dei Castelli, parte “4 Zampe con te” . Gli animali domestici “in visita” ai pazienti
Gli animali d’affezione rappresentano una parte integrante nella vita di chi li ama, ancor più quando ci si trova in situazioni di fragilità emotiva e fisica come durante un ricovero. Per questo è stata inaugurata all’interno dell’Ospedale dei Castelli l’area “4 Zampe con te”, che nasce dalla collaborazione fra la Asl Roma 6, la struttura […]
L’obesità aumenta più in campagna che in città. Lo studio pubblicato sul giornale scientifico Nature
Una grande ricerca internazionale, alla quale partecipa il Progetto Moli-sani dell’I.R.C.C.S. Neuromed, evidenzia come il problema dell’obesità stia colpendo in modo molto più grave chi vive in aree rurali
Olio Extravergine d’Oliva, un alleato nella lotta contro l’Alzheimer. Lo studio della ricercatrice di Airalzh Onlus
Una delle cause della perdita di funzionalità neuronale nella patologia di Alzheimer è la presenza di placche amiloidi e ammassi neurofibrillari riscontrati nel cervello con effetti neurotossici. Il processo di formazione di tali ammassi comprende vari passaggi, in cui più copie di un frammento proteico, detto beta-amiloide (Aβ1-42) si aggregano per formare oligomeri, protofibrille e […]
Carcinoma mammario: giovane oncologa premiata a Berlino con uno studio di medicina personalizzata
Una giovane oncologa dello IOV-IRCCS, Gaia Griguolo, è tra le protagoniste del Convegno europeo sul carcinoma mammario in corso questi giorni a Berlino (ESMO-Breast Cancer; 2-4 Maggio). Il poster presentato dall’oncologa – ERBB2 mRNA as predictor of response to anti-HER2 antibody-drug conjugates (ADC) in Breast cancer – è stato infatti premiato con il prestigioso Merit […]
Taranto, ISS: livelli di diossine e PCB nel latte materno in città più elevati che in Provincia. Tendenza in calo
Si è concluso lo studio, durato tre anni, per valutare l’esposizione a diossine e PCB in donne di Taranto e provincia tramite l’analisi del latte materno. Mediamente, lo studio ha mostrato una concentrazione di queste sostanze nel latte nelle donne residenti a Taranto e Statte del 28% più elevata rispetto a quella delle donne residenti […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

ECM, finisce a Striscia la Notizia il caso dei medici non in regola. FNOMCeO: «Dal 2020 sanzioni per chi non sarà in regola»

Anche la popolare trasmissione di Canale 5 punta i riflettori sul caso dei tanti medici che non rispettano l’obbligo di legge sull’aggiornamento continuo in medicina. Gerry Scotti: “Pazienti pre...
Formazione

Obbligo ECM, Rosset (OMCeO Aosta): «La formazione tutela la salute pubblica. Con sentenza si esce dall’ambiguità»

«Il rispetto della formazione, la tutela della salute e l’obbligo di rispondere a quanto viene dettato dal legislatore, quindi a osservare la legge, sono cose assolutamente imprescindibili e che re...
di Giovanni Cedrone e Diana Romersi
Salute

Guarire dalla balbuzie si può: Chiara Comastri, psicologa ed ex balbuziente, ci spiega come agisce il metodo Psicodizione

Da balbuziente ad esperta di linguaggio: la psicologa Chiara Comastri si racconta a Sanità Informazione e rivela: «Con un approccio di tipo cognitivo comportamentale e un percorso preciso si possono...