Voci della Sanità 20 Marzo 2020

Coronavirus e burn out, Manai e Romualdi (Pd): «Ora più che mai sostegno medico-psicologico al nostro personale sanitario»

Gli esponenti Pd sottolineano: «Grazie a tutti gli operatori sanitari, ma impegniamoci ad aiutarli ancora di più, con DPI, tamponi e ora più che mai, sostegno medico-psicologico»

«Ansia, depressione, senso di vulnerabilità, paura incontrollabile, una paura che va oltre la persona, si estende soprattutto ai familiari, agli amici, alle persone care. E quel senso di vulnerabilità, dato da una morte silenziosa, seguita dal “momento della forza, del coraggio, della solidarietà, della responsabilità reciproca”». Stefano Manai, Responsabile Nazionale della formazione medico Sanitaria del PD e Giovanni Romualdi, Vice Coordinatore Forum Sanità GD, commentano così la lettera che il reparto di Psichiatria dell’Università di Genova, diretto dal Prof. Mario Amore, ha dedicato al difficile momento psicologico che stanno vivendo gli operatori sanitari impegnati in prima linea: «È il momento della forza e della solidarietà ma anche quello dell’apprendimento, della riflessione e della consapevolezza – spiegano Manai e Romualdi -. È il momento di soluzioni pratiche, per il sostegno a tutto il personale sanitario, a tutte le persone in quarantena e alle loro famiglie, con tecnologie digitali e piattaforme di teleconsulto».

«Si lavora affiancati a interfacce di supporto psicologico per combattere il burn out, ansia, panico e nel medio-lungo termine, anche il disturbo post traumatico da stress – continuano gli esponenti Pd – . A tal proposito è grande l’impegno dell’“Associazione EMDR per l’Italia” in collaborazione con ASST Regione Lombardia e le altre aziende sanitarie italiane per organizzare gruppi di defusing (tecnica del Critical Incident Stress Management, 1983 Mitchell et al.) a sostegno degli operatori sanitari e la condivisione di linee guida per la comunicazione ai familiari delle vittime da Covid».

«Dall’inglese “defuse”, disinnescare, stare vicini al personale sanitario con incontri di gruppo (anche in remoto) per decomprimere la reazione emotiva di fronte ad un impatto altamente traumatico. Si tratta di supportare chi supporta in quanto vittima a più livelli, sia in modo indiretto (traumatizzazione vicaria) che diretto (rischio di essere contagiato, di contagiare o si essere parente o collega di una persona deceduta per covid). Grazie a tutti gli operatori sanitari, ma impegniamoci ad aiutarli ancora di più, con DPI, tamponi e ora più che mai, sostegno medico-psicologico».

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