Voci della Sanità 29 Settembre 2015

Anzio-Nettuno, un reparto pediatrico nuovo di zecca

Attrezzature rinnovate grazie alle donazioni benefiche di Consulcesi Onlus e Aisic

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Svariati reparti e una mole enorme di pazienti. E’ questa la realtà degli ospedali polivalenti, e sono questi i motivi per cui tali istituti risentono spesso di carenze strutturali e organizzative maggiori rispetto alle strutture specialistiche.


Un paradosso, se si pensa che sono le prime ad offrire, in prima istanza, cure e aiuto ai cittadini. Supportare le strutture ospedaliere polivalenti sul territorio, attraverso l’implementazione dei servizi e dei macchinari, è l’obiettivo di un progetto portato avanti da associazioni benefiche come Consulcesi Onlus e Aisic (Associazione Italiana contro lo Stress e l’Invecchiamento Cellulare), i cui sforzi congiunti si sono indirizzati, proprio di recente, per aiutare gli Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno. Con il supporto delle due organizzazioni, il suo reparto pediatrico è stato appena dotato di attrezzature nuove di zecca.

«Questi aiuti e queste donazioni sono una manna del cielo – afferma il dott. Michele Di Paolo, direttore sanitario -. Per noi è difficile dover accettare, a volte, di non poter offrire agli utenti un servizio all’altezza della domanda. La nostra è infatti l’unica struttura del litorale, è facile capire come d’estate la domanda sanitaria aumenti in modo esponenziale. E’ importante che le strutture polivalenti dimostrino eccellenza su tutte le linee di attività».

«Il reparto pediatrico dell’ospedale di Anzio ha un enorme numero di accessi – spiega il primario, dottor Mauro Persiani – e questo richiede una particolare attenzione. Adesso arriverà il picco epidemico e la popolazione locale, di 150mila abitanti, avrà bisogno di un’assistenza adeguata».

«Ci tengo a ringraziare la Consulcesi Onlus per il suo appoggio fondamentale in questo progetto – interviene Cinzia de Vendictis, presidente dell’associazione Aisic, protagonista di questa bella iniziativa che ha aiutato a colmare una lacuna delicata. Il nostro motto è ‘Andiamo dove serve, portiamo cosa serve’. Quello che ci gratifica in particolar modo è che ora sono gli ospedali a chiamare noi, a cercarci e a chiederci di andare da loro. Significa che il nostro progetto sta lasciando un segno importante. Le strutture polivalenti sono più numerose di quelle specialistiche ma meno strutturate, soprattutto in periodi come questo, di tagli e fondi che vengono meno. Interveniamo per aiutare queste strutture a garantire ai cittadini un servizio uniforme e di qualità, in tutti i reparti».

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