Mondo 8 febbraio 2018

La storia di Jerome, l’uomo dai tre volti. È il primo ad aver subito due trapianti di faccia

A causa della neurofibromatosi, il primo intervento nel 2010. Poi il rigetto cronico e, dopo un mese e mezzo senza volto, il secondo trapianto

Jerome è il primo uomo al mondo ad aver avuto, nella sua vita, tre volti. Dopo aver subito il primo trapianto nel 2010, un rigetto lo ha costretto al secondo trapianto di faccia. L’intervento, eseguito all’Hopital Européen Georges Pompidou di Parigi, è stato eseguito tre settimane fa dall’equipe del Professor Laurent Lantieri, di cui fa parte anche il chirurgo italiano trentaquattrenne Francesco Wirz.

È la prima volta in assoluto che un paziente subisce un secondo trapianto di faccia, a distanza di sette anni dal primo.

Jerome soffriva di neurofibromatosi, una malattia degenerativa, conosciuta anche per il film “The Elephant Man”, che deforma il volto in modo tale da non permettere di uscire di casa e di condurre uno stile di vita normale. Da lì la necessità del primo trapianto che è durato per sette anni.

Poi, il corpo di Jerome ha reagito con quello che l’equipe del Professor Lantieri ha definito “rigetto cronico”. L’anno scorso si sono presentati i primi sintomi e, al moltiplicarsi delle zone con necrosi, per evitare ulteriori rischi al paziente lo scorso 30 novembre il viso è stato asportato. Da allora, fino al 15 gennaio, è rimasto “senza viso” in rianimazione, guardato a vista dai chirurghi per il rischio di infezioni. Trovato il donatore, si è proceduto con il secondo trapianto.

L’organismo di Jerome accetterà un nuovo corpo estraneo? «Il rischio di rigetto c’è, così come in tutti i trapianti, ed in questo caso è anche più importante», ha commentato al quotidiano francese Liberation Olivier Bastien dell’Agenzia di Biomedicina. Per questo motivo i medici hanno prescritto farmaci anti rigetto particolarmente aggressivi che potrebbero causare degli effetti collaterali non indifferenti: diabete, insufficienza renale, ipertensione arteriosa, osteoporosi solo per citarne alcuni. Inoltre, come accade ai pazienti che subiscono trapianti di cuore o di rene, i farmaci anti rigetto hanno reso Jerome più fragile e quindi più vulnerabile al rischio di infezioni e tumori.

Attualmente il paziente è in osservazione e sta bene. Nonostante l’intervento sia riuscito, i chirurghi sono ancora prudenti.

Articoli correlati
Roma, il piccolo Alex è arrivato in Italia. Presto il trapianto al Bambino Gesù
Alessandro Maria Montresor, il bimbo di 18 mesi  affetto da una grave malattia genetica, è arrivato in Italia e a breve sarà ricoverato all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Riceverà il trapianto midollare da genitore, una tecnica innovativa  nella quale l’ospedale del Vaticano è all’avanguardia a livello mondiale. Alessandro era ricoverato al Great Ormond Street […]
Napoli, in tremila in fila per aiutare Alex
Oltre 1650 tamponi salivari e 340 prelievi di sangue. È stata questa la grande risposta della città di Napoli all’appello sui social della famiglia di Alessandro Maria Montresor, un bambino che soffre di una rara malattia ed ha urgente bisogno di un trapianto di midollo. La famiglia del piccolo è alla ricerca un donatore di midollo osseo compatibile: la […]
Napoli, 19enne in vita grazie al cuore artificiale
Sta bene Vincenzo Langella, 19 anni, il ragazzo che ha avuto un trapianto di cuore dopo sei mesi di attesa e dopo aver vissuto per un periodo con il cuore artificiale. Come riporta il Corriere, il giovane è stato seguito al Monaldi di Napoli ed ha potuto attendere il dono, grazie al “cuore di Berlino”. In centro di […]
Bologna, primo trapianto di utero tra gemelle
Due gemelle, una storia d’amore. Quella che ha consentito di far nascere un bel maschietto all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, dopo un trapianto di utero tra due sorelle gemelle omozigoti.Il grandissimo gesto di generosità ha permesso alla sorella gemella, nata senza l’organo a causa di una malformazione congenita, di diventare madre. Il neonato, concepito con la […]
Torino, alle Molinette eseguito trapianto di rene su paziente sveglio
È affetto da una rara malattia congenita, la sindrome di Prune-Belly e soffre di insufficienza respiratoria. Per questo, all’Ospedale Molinette di Torino, è stato effettuato un trapianto di rene da sveglio su un uomo di 40 anni, senza anestesia generale, ma con un’anestesia combinata peridurale e spinale. Come riporta l’Ansa, l’operazione è stata realizzata dal dottor Omidreza Sedigh […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

E-fattura, Marino (OMCeO Roma): «Dal 2019 cambia tutto, professionisti sanitari si attivino o rischio sanzioni»

«Per attivare la procedura occorre il ‘sistema d’interscambio’: ecco come funziona» così Emanuela Marino dell’Ufficio relazioni con il pubblico dell’OMCeO Roma parla delle novità in mate...
Salute

Endometriosi, arriva nuovo Ddl: 25 milioni per la ricerca e bonus malattia. Sileri (Comm. Sanità): «Prevenzione e tutela contro patologia subdola»

Per contrastare il ritardo nella diagnosi il disegno di legge presentato al Senato prevede corsi di formazione per ginecologi e medici di famiglia e una Giornata nazionale per parlare della malattia. ...
Politica

Sunshine Act, ecco cosa prevede Ddl trasparenza. Il relatore Baroni (M5S): «Così si previene corruzione. Per i medici no oneri burocratici»

Il provvedimento, in discussione in Commissione Affari Sociali, è sul modello di una analoga legge francese. Soglia minima per la dichiarazione è 10 euro: l’obbligo sarà in capo alle industrie sa...