Mondo 21 Maggio 2021 18:58

Global Health Summit, Draghi: «Dopo un anno e mezzo iniziamo a vedere fine tragedia»

L’evento è organizzato dall’Italia insieme alla Commissione dell’Unione europea ed è presieduto sia dal Presidente del Consiglio italiano che dalla Presidente della Commissione Ursula Von der Leyen

Global Health Summit, Draghi: «Dopo un anno e mezzo iniziamo a vedere fine tragedia»

«Dopo un anno e mezzo, stiamo iniziando a vedere la fine di questa tragedia. Per la prima volta, la normalità si avvicina». Così il premier Mario Draghi, intervenendo al Global Health Summit. L’evento è organizzato dall’Italia insieme alla Commissione dell’Unione europea ed è presieduto sia dal Presidente del Consiglio italiano che dalla Presidente della Commissione Ursula Von der Leyen. Presenti i leader del G20 e alcuni relatori esterni.

Draghi: «Italia favorevole a sospensione temporanea brevetti vaccini»

«Dobbiamo assicurarci che i vaccini siano più disponibili per i Paesi più poveri – ha spiegato Draghi –. È essenziale consentire la libera circolazione di materie prime e vaccini oltre i confini. L’Ue ha esportato circa 200 milioni di dosi di vaccini Covid-19 in 90 Paesi, quasi la metà della sua produzione totale. Tutti gli Stati devono fare lo stesso. Dobbiamo revocare i divieti generalizzati di esportazione, soprattutto nei Paesi più poveri». E proprio al fine di aiutare i Paesi a basso reddito, compresa l’Africa, Draghi spiega che «probabilmente avremo bisogno di più cicli di vaccinazione in futuro, e aumentare la produzione è essenziale. Una proposta è quella di introdurre una sospensione dei brevetti sui vaccini Covid-19. L’Italia è aperta a questa idea, in modo mirato, limitato nel tempo e che non metta a repentaglio l’incentivo ad innovare per le aziende farmaceutiche». Tuttavia, questa proposta «non garantisce – osserva il Presidente del Consiglio – che i Paesi a basso reddito siano effettivamente in grado di produrre i propri vaccini. Dobbiamo sostenerli finanziariamente e con competenze specializzate. L’Italia accoglie con favore l’iniziativa della Commissione europea volta a produrre vaccini e prodotti sanitari nei Paesi a basso e medio reddito. Vogliamo coinvolgere le nostre aziende farmaceutiche e i nostri centri di ricerca per sostenere la produzione, in particolare in Africa. E lo faremo insieme ad altri paesi partner, tra cui Francia e Germania».

Michel: «Non solo brevetti, trasferire tecnologie e know how»

Per arrivare a un mondo post-Covid «serve un equo accesso ai vaccini». Lo ha ricordato il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel, nel suo intervento al Global Health Summit di Roma, sottolineando l’importanza di garantire «le linee di rifornimento, le esportazioni, la capacità produttiva». È importante anche il ruolo del Wto, ha proseguito Michel, spiegando che non si tratta solo della questione dei brevetti ma anche «di trasferimento di tecnologie e know how».

Von der Leyen: «Da azienda 1,3 miliardi di dosi a Paesi in difficoltà»

«Stiamo lavorando strettamente con i nostri partner industriali per fornire vaccini ai Paesi a basso e medio reddito. Si sono appena impegnati a fornire 1,3 miliardi di dosi a questi Paesi nel 2021». Lo ha annunciato la Presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, al Global Health summit di Roma, precisando che 1 miliardo di dosi arriverà da BioNTech/Pfizer, 200 milioni da Johnson&Johnson e 100 milioni da Moderna. «Dobbiamo essere sicuri – ha continuato Von der Leyen – che questa sia l’ultima pandemia e questo deve essere l’obiettivo della Dichiarazione di Roma: mettere fine a questa pandemia e prepararci per evitare nuove eventuali emergenze».

Nobel Sirleaf: «Più vaccini per tutti entro tre mesi o stop a brevetti»

La capacità produttiva di vaccini anti-Covid «deve essere rapidamente ampliata, attraverso il supporto di accordi di licenza volontaria e accordi per il trasferimento tecnologico. Se questo non succede nei prossimi tre mesi, allora deve entrare in vigore con effetto immediato una sospensione dei Trips». È un invito a stoppare i brevetti se entro breve non si riuscirà a garantire un ampliamento della produzione di vaccini quello lanciato al Global Health Summit in corso a Roma da Hellen Johnson Sirleaf, co-presidente dell’Independent Panel for Pandemic Preparedness & Response istituito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, il gruppo di esperti autori di un report finito sotto i riflettori internazionali la scorsa settimana, in cui si è analizzato il modo in cui il mondo ha reagito alla minaccia di Covid-19.

«Nel nostro report – ha evidenziato Sirleaf, premio Nobel per la Pace 2011 – sosteniamo che Covid è diventata una pandemia per via dei fallimenti, dei gap e dei ritardi nella preparazione e nella risposta. Abbiamo bisogno che i leader si impegnino per oggi e per il lungo termine». Prima di tutto «chiediamo azioni immediate per fermare la pandemia attuale. La mappa della copertura vaccinale oggi è una chiara immagine di iniquità». E per far sì che cambi, «almeno un miliardo di dosi di vaccini entro il primo settembre devono essere impegnate per i 92 Paesi a basso e medio reddito del Gavi Covax Advance Market. Abbiamo bisogno di questo impegno da quelli di voi che sono già sulla strada per avere una copertura nazionale adeguata, che hanno surplus di vaccini e sono nella posizione di condividerle». Il secondo punto per l’esperta è l’ampliamento della produzione, perché «se anche le dosi esistenti venissero redistribuite, non basterebbe». Ecco perché bisogna agire sulla capacità produttiva. Questo l’appello del Nobel per i leader del G20. Terzo punto è l’invito a colmare il gap di finanziamento della piattaforma Act-Accelerator, che punta a garantire ampio accesso agli strumenti per la lotta a Covid-19 (diagnostici e terapeutici). «È un passo necessario, non un atto di carità», ha concluso.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Estensione Green Pass, depressione, fine vita e commissione d’inchiesta su origine Sars-CoV-2 nella settimana in Parlamento
Attesa per l’esame in commissione Affari costituzionali del Senato del decreto legge che estende il Green Pass ai luoghi di lavoro. A Montecitorio in discussione due mozioni: una per la cura delle cerebrolesioni e una per potenziare gli strumenti per la diagnosi e la cura della depressione
di Francesco Torre
Immigrazione, Aodi (Amsi): «Solo il 7% di 800.000 persone senza tessera sanitaria ha il green pass»
Solo in 13 regioni su 21 si possono effettuare vaccini per irregolari, ribadisce Aodi (AMSI) e denuncia i ritardi nelle vaccinazioni nei paesi più poveri
Liste d’attesa e fondi a Regioni per recupero prestazioni sanitarie, Cittadinanzattiva: «Disomogeneità e poca trasparenza»
Le PA sono state interpellate su emanazione del piano regionale per il recupero delle liste d'attesa e fondi previsti, programmi/azioni per il recupero delle liste d'attesa, numero prestazioni effettivamente recuperate e ancora da recuperare
Draghi ha firmato il Dpcm con le linee guida sui controlli del Green pass al lavoro
Prevista maggiore flessibilità negli orari di ingresso e uscita, chi non avrà la certificazione sarà allontanato dal posto di lavoro. Ecco le linee guida del Dpcm firmato dal presidente del Consiglio in vigore dal 15 ottobre
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 18 ottobre, sono 240.692.909 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 4.898.901 i decessi. Ad oggi, oltre 6,61 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Ecm

Formazione ECM, Sileri: «Tre mesi per recuperare trienni passati, poi controlli e sanzioni a irregolari»

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ricorda la scadenza della proroga dei trienni formativi 2014-2016 e 2017-2019 prevista per il 31 dicembre 2021, e chiarisce: «Non ci saranno altre...
Lavoro

Esonero contributivo Enpam, c’è tempo fino al 31 ottobre. Come funziona

Chi può accedere all'esonero contributivo per gli iscritti Enpam che arriva fino a 3mila euro?