Mondo 12 Aprile 2019 18:05

Epidemia morbillo a New York, parla il direttore dell’Istituto USA malattie infettive: «No ad esenzione vaccini per ragioni ‘filosofiche’»

ESCLUSIVA | Le interviste di Sanità Informazione al NYC Department of Health e al direttore del National Institute for Allergy and Infectious Diseases Anthony Fauci, che dichiara: «Il morbillo è una malattia molto pericolosa. Prima del vaccino causava la morte di 2-3 milioni di persone l’anno in tutto il mondo. Le autorità devono far capire meglio alla popolazione che i vaccini sono sicuri ed efficaci in modo che si sottoponga volontariamente alla profilassi»

Epidemia morbillo a New York, parla il direttore dell’Istituto USA malattie infettive: «No ad esenzione vaccini per ragioni ‘filosofiche’»

È la comunità ebraico ortodossa di Williamsburg, Brooklyn, l’epicentro dell’epidemia di morbillo che ha colpito la città di New York e che ha spinto il sindaco de Blasio a decretare lo stato di emergenza sanitaria. In quella zona della Grande Mela le coperture vaccinali sono infatti particolarmente basse e hanno causato il contagio di almeno 285 persone. A confermarlo a Sanità Informazione è il direttore dell’Istituto statunitense malattie infettive (NIAID) Anthony Fauci, che abbiamo raggiunto al telefono: «Se negli Stati Uniti il tasso di copertura vaccinale contro il morbillo è tra il 91 ed il 95% – spiega – solo il 70% della comunità ebraica newyorchese è vaccinata. Una percentuale che la rende particolarmente vulnerabile».

Il legame tra bassi tassi di vaccinazione e religione è evidente e spiegato dal fatto che lo Stato di New York, come ci ha confermato il Dipartimento della Salute della Città, prevede la possibilità di chiedere l’esenzione dalle vaccinazioni obbligatorie per motivi religiosi. «In realtà – prosegue il dottor Fauci – sono pochissime le religioni che non consentono le vaccinazioni, e molti scambiano per dettato religioso un credo filosofico. Ecco, credo che dovremmo essere più severi e meno flessibili nei confronti delle esenzioni filosofiche, con le quali le persone spesso giustificano il fatto di non volersi vaccinare».

La reazione delle autorità della città è stata ovvia, ed in linea con quanto già visto in altri Paesi, Italia inclusa, che hanno combattuto con emergenze simili: rendere i vaccini obbligatori nelle aree più a rischio, pena multe fino a 1000 dollari e persino la chiusura di scuola e asili nido. Una misura che il Dipartimento della Salute reputa «abbastanza forte per aiutare a fermare l’epidemia – ci scrive -, ma dobbiamo comunque fare in modo che tutti coloro che possono essere vaccinati lo facciano. E per fermare l’epidemia e aumentare i tassi di copertura dobbiamo considerare tutte le opzioni. L’immunità di gregge è l’unico modo per proteggere coloro che non possono vaccinarsi».

«Spero sempre che non sia necessario arrivare alle vaccinazioni obbligatorie – commenta il dottor Fauci -; è sicuramente meglio che la popolazione si sottoponga alla profilassi volontariamente, e conosca quindi le ragioni per le quali è necessario vaccinarsi. Le autorità dovrebbero educare meglio la popolazione su questi temi. Dovrebbe essere chiaro a tutti, mostrando fatti e dati veri, che i vaccini sono sicuri e molto efficaci. È la diffusione di notizie false e fraudolente la ragione per cui molti non vogliono essere vaccinati».

«Ma finché questo non avverrà – aggiunge -, sarà importante rendere i vaccini obbligatori. Bisogna inoltre sottolineare che non si possono costringere le persone a vaccinarsi, ma si può impedire a chi non è vaccinato di frequentare i luoghi pubblici». Come le scuole.

E come abbiamo già visto in altri Paesi, Italia inclusa, che hanno combattuto con emergenze simili e che hanno impedito ai bambini non vaccinati di andare a scuola, anche a New York si sono scatenate le proteste. «Malattie come il morbillo non sono una minaccia tale per la salute della popolazione da giustificare misure di questa portata», hanno dichiarato gruppi di no-vax.

«Hanno torto su tutta la linea – commenta a Sanità Informazione Anthony Fauci -. Fino alla metà degli anni Sessanta, quando il vaccino contro il morbillo non era ancora disponibile, ogni anno morivano 2-3 milioni di persone in tutto il mondo a causa di questa malattia, che oggi continua a far registrare 110mila decessi annui. Prima del vaccino, negli Stati Uniti si registravano 2-3 milioni di casi l’anno, che portavano a circa 500 morti, mille casi di encefalite o malformazione del cervello e 50mila ricoveri ospedalieri. Quindi dire che il morbillo non è una malattia pericolosa è assolutamente sbagliato».

Malattia pericolosa, quindi, e altamente contagiosa, che ha portato ora le altre aree di New York a temere il contagio. «I neonati che sono troppo piccoli per essere vaccinati o coloro che hanno un sistema immunitario compromesso e non possono sottoporsi alla profilassi – prosegue Fauci – non sono protetti neanche se rimangono lontani dal focolaio di Williamsburg. Le persone si spostano, vanno in altre parte della città ed espongono a rischi importanti i più fragili. Ecco perché il sindaco ha dichiarato lo stato d’emergenza. Le malattie infettive non rimangono confinate nella comunità di origine».

Un timore che inizia ad assalire anche i tanti viaggiatori che si recano a New York per turismo o lavoro. Non c’è ancora l’obbligo di vaccinazione, ma il Dipartimento di Salute ci ricorda che «tutti coloro che possono essere vaccinati dovrebbero farlo. Non importa la destinazione dei loro viaggi».

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