Mondo 8 Giugno 2020 10:02

Brasile, la strage del Covid-19 in Amazzonia. Hirata (MSF): «È tra le regioni con il maggior numero di morti»

Il capo progetto di Medici Senza Frontiere nello stato di Amazonas: «Assistiamo i pazienti critici in terapia intensiva, garantiamo l’isolamento medico per quelli meno gravi e promuoviamo la salute per spezzare la catena del contagio»

di Isabella Faggiano
Brasile, la strage del Covid-19 in Amazzonia. Hirata (MSF): «È tra le regioni con il maggior numero di morti»

«L’Amazzonia brasiliana, con circa 1.780 decessi, è tra le regioni con il maggior numero di morti per Covid-19 nel Paese, nonostante abbia una popolazione relativamente limitata. Nell’area l’epidemia ha determinato il crollo non solo del sistema sanitario ma anche di quello funerario. Un’espansione senza controllo del Covid-19 potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza delle comunità indigene della regione». È Cecilia Hirata, capo progetto di Medici Senza Frontiere (MSF) nello stato di Amazonas, a raccontare a Sanità Informazione i devastanti esiti della pandemia nell’area.

Secondo i dati ufficiali dello Stato (bollettino epidemiologico Covid-19, fondazione di sorveglianza sanitaria dell’Amazzonia del 26 maggio) i casi confermati sono 28.802, di cui 3.489 gravi.

«Per evitare il peggio – continua Cecilia Hirata – stiamo assistendo i pazienti critici in terapia intensiva, garantiamo l’isolamento medico per quelli meno gravi e promuoviamo la salute attraverso specifiche attività, cruciali per spezzare la catena del contagio sia nelle aree urbane che in quelle rurali. Gli ospedali locali di Manaus, capitale dello stato di Amazonas, sono riusciti ad aumentare il numero di letti in terapia intensiva, ma il tasso di mortalità legato alla malattia rimane elevato e nelle ultime settimane, nella capitale e in tutto lo Stato, i numeri hanno raggiunto livelli allarmanti».

LEGGI ANCHE: LA DIFFICILE MARCIA DELL’AFRICA PER CONTRASTARE IL CORONAVIRUS (E LE SUE CONSEGUENZE)

Il sistema sanitario, in alcune zone del Brasile, era già fragile prima dell’arrivo dell’epidemia che, esplodendo, ha peggiorato ulteriormente la situazione. «Per questo – spiega il capo progetto di MSF nello stato di Amazonas – stiamo cercando di ridurre il peso sul sistema sanitario, sia in relazione al Covid-19, che alle altre malattie. Stiamo lavorando nelle grandi città come San Paolo e Boa Vista, nel Nord del Paese, dove vive un numero significativo di migranti e richiedenti asilo venezuelani. Nello specifico a San Paolo, le attività sono concentrate nei luoghi frequentati dai senza dimora, mentre a Boa Vista lavoriamo con i migranti e i richiedenti asilo venezuelani che vivono in condizioni precarie, in pochi spazi sovraffollati e spesso senza accesso regolare all’acqua potabile».

Il personale di MSF punta a rallentare il tasso di contagio per ridurre il numero di casi gravi che giungono negli ospedali nello stesso momento. Ma il problema non è solo sanitario; è anche politico. «La complessità della pandemia – sottolinea Hirata – è aggravata dal contrasto sorto tra diversi livelli di governo in relazione al distanziamento sociale, con pareri discordanti. In una situazione come questa è cruciale avere un orientamento chiaro. Invece, stiamo assistendo alla diffusione di indicazioni contraddittore che ostacolano il rispetto delle misure necessarie. L’emergenza in atto colpisce ancora di più quelle fasce della popolazione più vulnerabili, e chi vive in strada, se senza cure, morirà in strada».

Le équipe di MSF visitano quotidianamente i dormitori, le mense sovvenzionate dal governo e le realtà che distribuiscono cibo ai senzatetto, fornendo attività di formazione sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale agli operatori sanitari. «Ci rechiamo regolarmente presso gli insediamenti informali dove vive un’ampia parte della popolazione migrante – racconta il capo progetto di MSF -. La capacità dei campi ufficiali, dove le condizioni igieniche ed abitative sono ragionevoli, è di circa 7 mila persone. Ma ci sono decine di migliaia di individui che non trovano posto all’interno dei campi e vivono in insediamenti spontanei, spesso in condizioni di sovraffollamento, senza acqua potabile, rete fognaria e corrente. Altri ancora vivono in strada. In collaborazione con altre organizzazioni, stiamo lavorando anche per ampliare l’accesso all’acqua nei campi ufficiali e informali e stiamo distribuendo kit per l’igiene sul posto. Il lavoro del personale sanitario a Boa Vista presta particolare attenzione alle persone con malattie pre-esistenti, perché sono le più vulnerabili al Covid-19. MSF fornisce anche formazione sulle misure di controllo e prevenzione dell’epidemia agli operatori sanitari che lavorano nell’ospedale allestito dal governo a Boa Vista per assistere i pazienti Covid».

LEGGI ANCHE: COVID-19, LA SVEZIA PAGA IL PREZZO DEL LOCKDOWN SOFT. IL RACCONTO DI UN MEDICO ITALIANO: «TURNI DI 60 ORE E SELEZIONE DEI PAZIENTI DA SALVARE»

Oltre alle misure specifiche legate al Covid-19, MSF continua a portare avanti le attività dei suoi progetti, incluse cure mediche primarie in tre strutture sanitarie pubbliche, sessioni di salute mentale nei campi ufficiali e informali e le attività di promozione della salute. «Negli ultimi anni, è arrivato nel Roraima un alto numero di migranti e richiedenti asilo fuggiti dal Venezuela. Alla fine del 2018 – racconta Hirata – MSF ha avviato attività a Boa Vista per supportare il Sistema sanitario nazionale a gestire i bisogni in aumento. Con l’epidemia, stiamo continuando questi progetti adattando parte delle attività per aiutare ad affrontare le nuove sfide del Covid-19. A Manaus, capitale dello Stato di Amazonas, MSF ha già lavorato in sei strutture per rifugiati e senzatetto, organizzando sessioni di promozione della salute, fornendo supporto sulle misure di igiene e prevenzione volte a contrastare e contenere il virus ed effettuando visite mediche per individuare persone che potessero aver contratto il virus. È inoltre in allestimento, in collaborazione con le autorità locali, un centro di isolamento e osservazione per le persone vulnerabili positive al coronavirus ma che non necessitano del ricovero ospedaliero».

La salute delle comunità indigene, che hanno limitato accesso alle cure mediche, è un elemento di grande preoccupazione per MSF: «Siamo in contatto con i leader comunitari indigeni per guidare l’assistenza in queste comunità. Le équipe di MSF hanno infatti iniziato a fornire cure anche nelle aree più remote e rurali dello stato di Amazonas, in particolare – conclude Cecilia Hiratanel Comune di São Gabriel da Cachoeira».

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
SARS-CoV-2, Clerici (Uni Milano): «Evolve in modo non favorevole. Vaccino unica arma che abbiamo»
Una ricerca dell’IRCCS Eugenio Medea e dell’Università degli Studi di Milano ha preso in esame più di 800 mila sequenze di SARS-CoV-2
di Federica Bosco
Covid-19 o peste? Il poema di fine 500 che sembra ambientato ai giorni nostri
Nella sua "Regola da preservarsi in sanità ne’ tempi di suspetto di peste", l'autore Marcantonio Ciappi provava a dare dei consigli in versi ai suoi concittadini: il lockdown, la quarantena, il coprifuoco e persino il "Green pass"
Terza dose di vaccino, chi deve farla e perché? È sicura? Le risposte dell’Aifa
Da lunedì 20 settembre la somministrazione della terza dose di vaccino è diventata realtà. L’Agenzia italiana del Farmaco risponde alle domande più comuni
Midollo, nuovi donatori in (lieve) aumento ma sono ancora pochi: +12,1% nei primi 8 mesi del 2021
Cresce il numero di iscritti al Registro IBMDR rispetto al 2020 ma prima della pandemia erano 10mila in più. Fino a sabato oltre 100 appuntamenti negli ospedali e nelle piazze con i volontari delle associazioni dei donatori per la settimana di sensibilizzazione “Match it now”
TSRM, Galdieri: «Tecnici di radiologia siano inseriti nelle équipe delle Case di Comunità»
La presidente della CdA nazionale dei TSRM Carmela Galdieri ricorda il periodo più difficile della pandemia: «Esperienza che porterò nella mia pratica professionale per tutta la vita». Poi promuove l’idea di creare un Direttore Asistenziale: «È una grande opportunità a favore della necessaria riorganizzazione del servizio sanitario»
di Francesco Torre
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 24 settembre, sono 230.619.562 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 4.729.061 i decessi. Ad oggi, oltre 6 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dall...
Formazione

Punteggi anonimi per il test di Medicina 2021, a qualcuno non tornano i conti

Si confrontano i punteggi anonimi del test di Medicina 2021 e si fanno le prime previsioni sulla soglia minima per entrare, che oscilla tra due cifre. Intanto in molti lamentano di non aver ricevuto i...
Lavoro

Rinnovo contratto sanità, Ferruzzi (Cisl): «Pugno di ferro su adeguamento salariale e revisione classificazione personale»

Tavolo tecnico convocato per il 21 settembre 2021. Dopo due incontri estivi si entra nel vivo della trattativa con le controproposte dei sindacati
di Isabella Faggiano