Lavoro 16 Maggio 2019

Sanità, l’allarme di Ganga (Cisl): «Confronto su Def, ma rischio tagli c’è. Su contratto pronti a scendere in piazza»

Il segretario confederale della Cisl sottolinea: «È sempre un’incognita la fase di confronto sul Def perché noi arriviamo da dieci anni di tagli lineari sul sistema sanitario». Poi affronta il problema delle carenze: «Arriveremo al 2022 con 55mila medici in meno e 39mila infermieri in meno, andiamo verso una sanità inanimata»

Immagine articolo

Il rischio c’è. Il segretario confederale Cisl Ignazio Ganga, ai microfoni di Sanità Informazione, non esclude il taglio dei fondi alla sanità nonostante il governo abbia annunciato un cospicuo aumento nei prossimi anni del fondo sanitario. Nell’esecutivo l’argomento è tabù: tutti negano, il ministro della Salute Giulia Grillo ha persino dichiarato di essere pronta a fare da ‘scudo umano’ per evitare tagli. Ma la legge di Bilancio 2019 parla chiaro: per garantire l’equilibrio dei conti pubblici italiani tra entrate e uscite, l’Iva ordinaria salirà dal 22% al 25,2% nel 2020 e al 26,5% nel 2021 e l’Iva agevolata dal 10% al 13% nel 2020. A meno di non trovare 23 miliardi nel 2020 e 29 miliardi nel 2021. Così, la sanità rischia di tornare nel mirino, rischio acuito dallo slittamento del Patto per la Salute che doveva essere varato entro il 31 marzo. «Sicuramente la nostra è una sanità fortemente definanziata. Il rapporto tra spesa sanitaria e Pil si attesta al 6,4%, mentre l’OMS ha detto che dobbiamo stare sopra il 6,5% per garantire il pieno diritto alla salute», sottolinea Ganga. Il problema è che il nostro Paese «considera la sanità un costo piuttosto che un investimento», aggiunge il sindacalista. Sul tema però i sindacati non intendono abbassare la guardia e sono pronti anche a scendere in piazza: «Sui contratti e sulla garanzia dei diritti inderogabili il sindacato non arretrerà».

LEGGI ANCHE: “ARTICOLO 32”, L’ALLARME DI CISL E SIMEDET: «TUTELA DELLA SALUTE NON SEMPRE GARANTITA». ANELLI: «MEDICI GARANZIA, MA SERVE AUTONOMIA»

Segretario, siete in fase di confronto sul Def, si parla di aumento dell’Iva e di come evitarlo. Ma non è che alla fine si faranno dei tagli alla sanità per evitare l’aumento dell’Iva?

«Il rischio c’è, tenendo presente che sanità e previdenza da tempo sono i due contenitori rispetto ai quali si cerca di compensare la carenza di cassa. Sono i due contenitori che hanno dato il maggior contributo al risanamento del bilancio dello Stato. Per cui è sempre un’incognita la fase di confronto sul Def perché noi arriviamo da dieci anni di tagli lineari sul sistema sanitario e non ci siamo ancora affrancati dal sistema dei tagli perché anche se apparentemente non succede niente non ci sono nuove risorse per la sanità o per lo meno quando se ne discute, quando ci si confronta in tal senso le nuove risorse ci saranno nella misura in cui ci sarà un nuovo Patto per la Salute che ci doveva essere entro il 31 marzo, ancora non c’è e se qualcuno ci sta lavorando non c’è sicuramente la possibilità di dare un contributo come sindacato. Questo è un grosso problema. Sicuramente la nostra è una sanità fortemente definanziata. Se pensiamo al fatto che il rapporto tra spesa sanitaria e Pil si attesta al 6,4% e lo scorso 19 settembre a Roma l’OMS ha detto che dobbiamo stare sopra il 6,5%, pena non garantire pienamente ai cittadini il diritto alla salute. Quindi già questo è un indicatore molto preoccupante. Permangono alcune storture gravi rispetto alle quali noi abbiamo creato una piattaforma articolata unitaria rispetto alla quale vorremmo confrontarci con il ministro competente che parte dal tema del rifinanziamento, si pone il problema di come ovviare alla gabella dei superticket. Abbiamo in sofferenza tutto il sistema sanitario meridionale. Il vero problema è che quando ti confronti in questa fase sul Def prima e sul bilancio dopo il nostro Paese è un Paese che considera la sanità un costo piuttosto che un investimento. Questo è un vero problema perché manca la consapevolezza che il Sistema salute contribuisce alla costruzione di quota parte del Prodotto interno lordo, non è un ‘moloch’ mangia soldi e non è una entità inanimata. Noi è anni che cerchiamo di rinnovare i contratti. I contratti dei medici non siamo riusciti a rinnovarli, quelli del comparto ci siamo riusciti però è già scaduto il contratto e nel bilancio non ci sono le risorse a disposizione. La sanità è fortemente depotenziata per le note carenze delle dotazioni organiche. È un problema grossissimo che si aggiunge al fatto che il provvedimento su quota 100 sta depotenziando ulteriormente le dotazioni organiche. Noi arriveremo al 2022 con 55mila medici in meno e con 39mila infermieri in meno a fronte di questo dato ne mancano già 47mila, ecco che allora una sanità inanimata non potrà sicuramente riuscire a cogliere l’obiettivo di una società in salute che invece era l’obiettivo dell’articolo 32 della Costituzione».

Pronti a scendere in piazza se il governo non vi ascolta?

«Questo tema dei contratti è un tema fondamentale, il tema della garanzia dei diritti inderogabili è un tema su cui il sindacato non arretrerà. I nostri colleghi hanno detto chiaramente che per realizzare quanto l’articolo 32 prevede debba essere realizzato ci vuole una sanità diversa che si caratterizza maggiormente sui professionisti del sistema sanitario, quindi medici e infermieri e quant’altro occorre a far funzionare un modello sanitario che si è fortemente depotenziato negli ultimi anni».

Articoli correlati
«Rischioso aderire al Mes senza un progetto per il futuro della sanità». Intervista al presidente Cimo-Fesmed Guido Quici
«Questa è una vera opportunità per riformare il SSN. Servono ospedali flessibili, continuità con il territorio e centralità della professione. Ora la politica ci strumentalizza, poi finirà tutto nel dimenticatoio. Se sono sinceri, ci convochino per il nuovo contratto»
Quest’estate gli ospedalieri potrebbero non riuscire ad andare in ferie. Leoni (CIMO Veneto) spiega perché
Nuovo contratto, carenza di personale e recupero delle prestazioni rimandate per il Covid: la tempesta perfetta che rende le vacanze estive di chi lavora in ospedale un miraggio
Covid-19, quali tutele per chi si ammala in ospedale o sul luogo di lavoro? Intervista a Enrico Coppotelli (Cisl Lazio)
Il segretario regionale Cisl Lazio chiarisce il ruolo del sindacato a tutela dei lavoratori coinvolti nell'emergenza
di Vanessa Seffer, Uff. stampa Cisl Medici Lazio
Coronavirus, monitoraggio nelle scuole per studenti di ritorno dalla Cina. Cifaldi (Cisl Medici): «Ora siamo più sereni»
Il Ministero della Salute, d’accordo con il Ministero della Istruzione, ha provveduto ad aggiornare al principio di massima precauzione la circolare del 01/02/2020 che conteneva “Indicazioni per la gestione degli studenti e dei docenti di ritorno o in partenza verso aree affette della Cina”. Sull’argomento, è intervenuto Luciano Cifaldi, Segretario generale Cisl Medici Lazio: «Interessanti […]
Sanità, il presidente ARAN: «Nel 2020 si chiude nuovo contratto»
Antonio Naddeo, presidente dell'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni a sanità informazione: «In legge bilancio stesse risorse per rinnovo contratti 2019-2021 della tornata precedente. In corso discussione Governo-sindacati se sono sufficienti»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 5 agosto, sono 18.543.662 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 700.714 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 5 agosto: nell’ambito del ...
Contributi e Opinioni

«Contro il Covid non fate come noi. Non sta funzionando». La lettera di 25 scienziati e medici svedesi

Un gruppo di 25 scienziati e medici dalla Svezia scrive una lettera su Usa Today al resto del mondo: «La strategia "soft" non funziona, abbiamo perso troppe vite»
di 25 dottori e scienziati svedesi
Salute

Tumori della pelle in aumento, l’allarme di Ascierto: «Paura Covid ha scoraggiato i controlli»

L’esperto: «Una diagnosi precoce consente alti tassi di guarigione, la prevenzione è l’arma più efficace»