Formazione 14 Marzo 2018

Legge Gelli, De Vincentiis (Otorino): «Necessario scoraggiare medicina difensiva durante formazione specialisti»

Secondo il professore «I giovani hanno un approccio “spaventato” ma seguendo linee guida e buone pratiche si possono evitare errori». Dello stesso parere anche il collega Massimo Ralli: «Aggiornarsi è indispensabile per adeguare il proprio operato»

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Mancano ancora tre decreti attuativi per rendere completa la La Legge Gelli-Bianco sulla responsabilità dell’esercente la professione sanitaria, in vigore dal 1 aprile 2017. È con impazienza che la  classe medica attende la conclusione del cerchio normativo arrivato alle battute finali con le elezioni dello scorso 4 marzo e lo scioglimento delle Camere. I restanti decreti, in tema assicurativo, dovrebbero essere emanati prima dell’insediamento del nuovo governo e dimostreranno concretamente se sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati: ridurre il contenzioso medico legale e arginare la medicina difensiva che ha un costo per la spesa pubblica, stimato dal Ministero della Salute, di oltre 10 miliardi di euro.

La nuova legge prevede l’istituzione dell’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza in sanità presso l’Agenas (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali) per prevenire e gestire il rischio clinico, monitorare le buone pratiche e l’aggiornamento del personale sanitario. La formazione dei medici, assume, infatti, un ruolo di primaria importanza nell’attuazione della normativa: per questo, il provider Ecm 2056 Sanità in-Formazione, in partnership con Consulcesi Club, ha arricchito la collana dei corsi a tema risk management per rispondere alla crescente richiesta formativa.

«La legge Gelli ha introdotto novità che vanno modulate alla luce della costituzione della linee guida» spiega a Sanità Informazione il Professor Marco de Vincentiis – Ordinario di Otorinolaringoiatria e Direttore della Scuola di specializzazione in Otorinolaringoiatria della Sapienza, interpellato a margine dell’incontro sulla “Responsabilità professionale nel distretto Testa Collo. Cosa cambia con la Legge Gelli” organizzato a La Sapienza Università di Roma. «C’è da considerare la lunga tempistica che prevede l’accreditamento presso l’Istituto Superiore di Sanità – prosegue il Professore -. Durante questo periodo possiamo seguire le buone pratiche stabilite dalle società scientifiche che per quanto riguarda l’otorinolaringoiatria, esistono in letteratura e sono già stabilite».

«Mi rendo conto che i giovani medici hanno un approccio di persone “spaventate” ma in realtà, seguendo le linee guida e la buona pratica e rimanendo sereni si può cercare di evitare di non fare o di fare troppo» precisa il Professore sottolineando quanto una corretta formazione dei professionisti sanitari sia fondamentale per guidare soprattutto i giovani medici e scoraggiare il ricorso alla medicina difensiva.

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Dello stesso avviso anche il Dottor Massimo Ralli – Specialista in Otorinolaringoiatria alla Sapienza di Roma intervistato in occasione dell’incontro presso l’Ateneo:«Le linee guida e le buone pratiche hanno un ruolo molto importante nella legge Gelli. Si andrà a definire la regolamentazione dell’emanazione delle linee guida, la validazione dei soggetti e delle società che potranno elaborarle e l’aggiornamento delle stesse – sostiene il dottor Ralli -. Attualmente ci troviamo davanti ad indicazioni vecchie chiamate impropriamente linee guida; devono essere definite, aggiornate, e presenti in un database di facile accesso. Renderle consultabili a chi poi dovrà effettivamente usufruirne e adeguare il proprio operato ad esse. Le buone pratiche clinico assistenziali – prosegue – saranno “subordinate” alle linee guida: il medico potrà attenersi ad esse nel caso in cui le linee guida non siano presenti. Saranno più snelle, facili da reperire però sicuramente meno rilevanti e meno istituzionalizzate rispetto alle linee guida».

Con l’attuazione della legge, diventa sempre più importante essere adeguatamente preparati, competenti e aggiornati: «Formarsi è indispensabile per far sì che il medico non risponda penalmente del proprio operato, qualora vada a agire per imperizia – conclude il dottore -. La legge agevolerà il lavoro di tutti: sarà più semplice per il professionista sanitario sapere come comportarsi ed essere tutelato e sarà più facile per chi andrà a gestire il contenzioso (medico legale in primis ma anche avvocati, assicuratori, magistrati)» conclude.

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