Lavoro 5 Febbraio 2019

Arbitrato della Salute, La Torre (Collegio chirurghi): «Legge Gelli non sta funzionando, positiva idea di una camera di compensazione»

Il presidente del CIC sottolinea come i contenziosi medici-pazienti siano, insieme al blocco del turn over e alla difficoltà nella formazione, uno dei motivi per cui molti medici non scelgono questa specializzazione

Arbitrato della Salute, La Torre (Collegio chirurghi): «Legge Gelli non sta funzionando, positiva idea di una camera di compensazione»

I dati parlano chiaro: nei prossimi anni l’Italia andrà incontro a una grave carenza di specialisti. Colpa dei pensionamenti ma anche del famoso ‘imbuto formativo’ che impedisce a tanti laureati di accedere alla specializzazione. Ancora più delicata la situazione dei chirurghi, una professione sempre meno attrattiva: l’aumento dei contenziosi, i ritardi nella formazione e le sirene che vengono dall’estero sono tra i principali motivi del rischio ‘estinzione’ di questa categoria. «Da noi i chirurghi diventano chirurghi oltre i 40 anni, negli altri paesi a 30 anni sono pronti», ricorda a Sanità Informazione Filippo La Torre, presidente del Collegio Italiano dei Chirurghi, che annovera tra le principali problematiche da risolvere anche il blocco del turn over e le normative che bloccano il ruolo degli specializzandi. E, poi, l’aumento dei contenziosi. E su questo La Torre guarda con favore all’idea di istituire una camera di compensazione, un Arbitrato della Salute, come promosso da una petizione online che sta raccogliendo migliaia di firme, che possa diminuire il numero di cause e consentire ai medici di vivere con più serenità la loro professione. «La legge Gelli – spiega La Torre – doveva costituire un momento di caduta di questo meccanismo. Non lo è stata purtroppo, nonostante noi ci avessimo creduto tantissimo. La camera di compensazione potrebbe essere un sistema. Secondo me il Ministro dovrebbe pronunciarsi sul tema in maniera particolarmente rigorosa».

LEGGI ANCHE: TRIBUNALE DELLA SALUTE, DE PAOLIS (SIC): «IN ITALIA SEMPRE MENO CHIRURGHI, COLPA DEI CONTENZIOSI. BENE CAMERA DI COMPENSAZIONE PER ARGINARLI»

Cosa si può fare per rendere più attrattiva la professione del chirurgo? Perché oggi c’è questa carenza?

«È stato fatto tanto per rendere questa professione bellissima poco affascinante. In questi anni la professione ha incontrato molti ostacoli: dai contenziosi medico-legali ai ritardi nelle assunzioni con i blocchi del turn over e alle difficoltà nella formazione del chirurgo con la creazione di lacci e lacciuoli con i ruoli degli specializzandi. L’attrazione degli altri Paesi europei e degli Stati Uniti è diventata molto più forte rispetto alla sanità, pur di eccellenza, del nostro Paese. Da noi i chirurghi diventano chirurghi oltre i 40 anni, negli altri paesi a 30 anni sono fatti. Questo vuol dire che abbiamo lavorato male. Per rendere attrattiva la professione dovremo cercare di smontare questi lacci che ho appena lanciato».

C’è una petizione in questi giorni sul tema del contenzioso, l’idea di una camera di compensazione che possa in qualche modo ridurre il contenzioso. Lei come la valuta?

«Il Collegio dei chirurghi ha lavorato moltissimo su questo. Quattro anni fa facemmo uno spot sull’argomento dopo che c’era stata la prima ondata di spot fatta dagli studi legali per cercare di rendere attrattiva la denuncia verso il personale sanitario, verso le aziende sanitarie. La legge Gelli doveva costituire un momento di caduta di questo meccanismo, non lo è stata purtroppo, nonostante noi ci avessimo creduto tantissimo. La camera di compensazione potrebbe essere un sistema, secondo me il Ministro dovrebbe pronunciarsi sul tema in maniera particolarmente rigorosa perché questo non è un attacco al personale sanitario ma un attacco verso il Sistema sanitario nazionale».

LEGGI ANCHE: CONTENZIOSI LEGALI, GALLO (CORTE D’APPELLO DI ROMA): «SERVE SQUADRA DI MEDIATORI CHE TROVI COMPROMESSO PER EVITARE TRIBUNALE»

 

Articoli correlati
Contenziosi, aggressioni e assicurazioni: l’importanza della tutela legale in sanità
Mellacina (Cisl Medici Lazio): «I contenziosi sono in aumento, fondamentale tutela legale»
di Vanessa Seffer, Uff. stampa Cisl Medici Lazio
Malpractice, i chirurghi scrivono al Ministro Grillo: «Basta pubblicità ingannevole. Ridurre contezioso medico-paziente»
Una lettera aperta del Collegio Italiano dei Chirurghi indirizzata la Ministro della Salute, Giulia Grillo riporta di nuovo l'attenzione sulle pubblicità che promuovono azioni legali temerarie nei confronti dei medici italiani
Chirurgia, troppi oneri e pochi onori: è “crisi di vocazione” tra boom di denunce e rischio aggressioni
Il vicepresidente dell’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani Vincenzo Bottino: «Nonostante l’aumento delle borse di specializzazione permangono lacune nella formazione»
Boom di denunce per “malpractice”, i chirurghi non ci stanno: «Nessuno vuole fare più questo mestiere»
Dei 35mila procedimenti che si aprono ogni anno oltre il 90% si risolvono in un nulla di fatto. Il Presidente del Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC), Filippo La Torre: «Serve legge che regoli la malpractice facendo giustizia di questi numeri impossibili»
Marco Camisani Calzolari spiega la blockchain in Sanità: «Renderà tutto molto più trasparente»
A Milano il convegno “Responsabilità professionale e arbitrato della salute” è stata l'occasione per presentare tutte le potenzialità in campo sanitario della nuova tecnologia
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 2 dicembre, sono 63.894.184 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 1.480.709 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 2 dicembre: ...
Voci della Sanità

Manovra 2021, prevista indennità per gli infermieri. Beux (FNO TSRM e PSTRP): «Offesa alle altre professioni sanitarie, si premi il merito»

L’articolo 66 della bozza della Legge di Bilancio prevede una indennità di “specificità infermieristica” in vigore a partire dal primo gennaio 2021. Ma il Presidente del maxi Ordine delle prof...
Salute

Covid-19, Stefano Vella: «Dall’HIV abbiamo imparato che i virus vanno affamati»

Intervista a Stefano Vella dell'Università Cattolica di Roma: «Pandemia dichiarata colpevolmente in ritardo, ci siamo fidati della SARS. Testare tutti è impossibile, dobbiamo raggiungere una copert...
di Tommaso Caldarelli