Lavoro 1 Luglio 2022 15:46

La medicina legale con Anelli. Palermo (Comlas): «Formazione continua indispensabile, non si finisce mai di studiare»

Vincenza Palermo (Presidente Comlas), Alessandro Dell’Erba (Presidente Famli) e Raffaele Migliorini (Medico legale Inps) concordano con il Presidente Fnomceo sulla importanza dell’aggiornamento professionale nell’ambito della medicina legale e della responsabilità sanitaria

L’Educazione Continua in Medicina (ECM) per i professionisti sanitari va ben oltre il semplice conseguimento dei “crediti”. «Formarsi significa garantire la qualità delle prestazioni» ha detto il presidente Fnomceo Filippo Anelli in una recente intervista al nostro giornale. Non solo, per essere pronti a possibili future pandemie e per tenere il passo della medicina e della tecnologia. Di sicuro, per proteggere la scienza da fake news e disinformazione. Insomma, un medico formato e aggiornato diventa una garanzia per la salute dei cittadini a cui vanno garantiti elevati standard assistenziali.

Medicina legale, Dell’Erba (Famli): «Evoluzione ci impone di essere up to date»

La formazione ECM è un obbligo per tutti gli operatori che operano in sanità. Lo ha stabilito il Codice Deontologico e la legge. E l’aggiornamento continuo di conoscenze, capacità e competenze è fondamentale anche nell’ambito della responsabilità sanitaria, in particolare nell’attività medico legale Covid correlata.

«La formazione è importante nell’ambito della medicina legale – ha detto Alessandro Dell’Erba, presidente Famli (Federazione delle Associazioni Medico Legali Italiane) ai nostri microfoni -. Soprattutto in questo campo, infatti, bisogna essere sempre sul pezzo. Nel nostro caso, l’evoluzione oltre ad essere scientifica è anche normativa e giurisprudenziale. E ci impone di essere up to date».

Migliorini (Medico legale Inps): «Medicina legale in continua evoluzione»

Già l’emergenza sanitaria e ora il post Covid richiedono un potenziamento delle professionalità dei professionisti sanitari. Saper gestire rapidi cambiamenti organizzativi e gestionali e adattarsi a nuove ed improvvise condizioni sono qualità richieste al medico del futuro “aggiornato e competente”. Su questo «il mondo accademico è sempre una continua fonte di ispirazione e idee – ha aggiunto Raffaele Migliorini (Coordinamento generale Medico legale Inps) -. Ritengo fondamentale questo tipo di sinergia e collaborazione. La nostra branca, la medicina legale è in continua evoluzione. Sia per quanto riguarda gli aspetti legislativi sia a causa di una serie di episodi e accadimenti improvvisi che si sono verificati, come la pandemia e il Covid. Questo ha messo a dura prova le strutture sanitarie ma la risposta è stata uniforme».

 

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Palermo (Comlas): «Non si è mai finito di studiare. Così vaccini in tempi velocissimi»

Dello stesso avviso Vincenza Palermo, presidente Comlas (Società Scientifica dei Medici Legali delle Aziende Sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale). «La formazione continua è indispensabile – ha evidenziato – non si è mai finito di studiare. L’emergenza pandemica ce lo ha dimostrato ampiamente e ha trovato una scienza preparata. A livello internazionale ci si è mossi tutti insieme e questo ha garantito anche di trovare i vaccini in tempi velocissimi. Grazie alla collaborazione internazionale di tanti scienziati, compresa l’Italia, siamo riusciti a creare un vaccino in tempi brevi» ha ricordato con orgoglio.

Niente polizza per i professionisti non in regola con l’ECM

E c’è un’altra novità che riguarda la medicina legale. Un emendamento al decreto-legge per l’attuazione del Pnrr prevede che se non si è in regola con almeno il 70% del credito formativo triennale non si potrà godere della copertura delle polizze di RC professionale previste dalla Legge Gelli. «È importante far comprendere – aveva specificato Anelli – che oggi il medico e l’operatore sanitario non in regola si trova di fronte a delle difficoltà di carattere medico legale. Né le assicurazioni, né i giudici possono comprendere perché il medico non si è formato».

«Bisognerà vedere come poi si concretizzerà la nuova legge – ha spiegato Dell’Erba -. A mio avviso, andrebbe rivisto tutto il meccanismo degli ECM che alle volte sembrano non corrispondenti a quella che è l’esigenza formativa. Dovrebbero essere più mirati e il loro calcolo dovrebbe variare. L’importante, però, è che l’ECM ci sia perché se ogni 10 anni cambia l’80% delle nozioni mediche è ovvio che dobbiamo essere sempre aggiornati».

Non ottemperare agli obblighi formativi, oltre a determinare problemi con le polizze assicurative per la responsabilità civile, può portare a sanzioni. I controlli e le verifiche saranno gestiti dagli ordini di riferimento. Anche Migliorini invita a «incentivare assolutamente l’acquisizione degli ECM. La formazione continua è un modello europeo che stiamo chiaramente promuovendo in sinergia con il mondo accademico» ha concluso.

 

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