Lavoro 6 Febbraio 2019

In Italia sempre meno chirurghi, Schillaci (Tor Vergata): «Necessario ricreare rapporto di fiducia tra medico e paziente»

Il Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia all’Università Tor Vergata di Roma spiega ai nostri microfoni cosa bisogna fare per superare la “crisi di vocazione” in atto in Italia

Immagine articolo

La chirurgia è una parte fondamentale della medicina ma da qualche anno a questa parte si sta registrando un trend negativo per quanto riguarda il numero di medici che decidono di specializzarsi in questa disciplina. Una delle colpe di questa “crisi di vocazione” è rappresentata dall’aumento dei contenziosi aperti da pazienti che ritengono di essere stati vittima di un episodio di malpractice. E poco importa che nella stragrande maggioranza dei casi questi processi si concludono con l’assoluzione del professionista sanitario. Premi assicurativi alle stelle e la costante paura di sbagliare o di essere chiamati dal giudice senza aver commesso nulla di sbagliato rappresentano un grosso freno a chi vorrebbe intraprendere questa carriera. I chirurghi sono una delle categorie più esposte a questo tipo di problema, e in tanti rinunciano in partenza al loro sogno. Ma cosa si può fare per invertire la tendenza? Lo abbiamo chiesto ad Orazio Schillaci, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia all’Università Tor Vergata.

Professore, sono sempre più pochi i medici che scelgono di specializzarsi in chirurgia. Perché avviene questo fenomeno e cosa si può fare per contrastarlo?

«La chirurgia rappresenta da sempre una parte fondamentale delle scuole di specializzazione di medicina. Penso che dare percorsi formativi migliori e far sì che i giovani chirurgi si sentano protetti in quella che è la loro attività sia indispensabile per far crescere le vocazioni verso questa disciplina insostituibile».

LEGGI ANCHE: ARBITRATO DELLA SALUTE, LA TORRE (COLLEGIO CHIRURGHI): «LEGGE GELLI NON STA FUNZIONANDO, POSITIVA IDEA DI UNA CAMERA DI COMPENSAZIONE»

Uno di questi problemi è il rischio del contenzioso. Una petizione lanciata proprio in questi giorni, e che ha raccolto migliaia di adesioni, è volta all’istituzione di una camera di compensazione che possa sminare questo contenzioso, che quasi sempre si conclude con l’assoluzione del medico. Lei pensa possa essere una buona soluzione?

«Si, credo che sia uno strumento utile perché bisogna risolvere le controversie anche nell’interesse dei pazienti. È necessario ricreare, tra medico e paziente, un rapporto di fiducia. Si tratta di un aspetto fondamentale perché il medico è una persona che aiuta il paziente a superare i suoi problemi di salute. Questi contenziosi vanno in qualche modo risolti e tutto riportato ad uno stato di normalità».

Articoli correlati
Cancro, gli oncologi: «Creare ospedali COVID19 a bassa incidenza per continuare a curarlo»
SICO-AIOM-AIRO sul trattamento delle neoplasie in regime di emergenza COVID-19: «Chiediamo una tempestiva riorganizzazione dei presidi al fine di poter continuare ad effettuare interventi di chirurgia oncologica»
Protesi alla spalla, 5mila interventi l’anno grazie alla rivoluzione 3D
A Roma il meeting biennale dei principali esperti italiani e internazionali patrocinato dalla Società Italiana Ortopedia e Traumatologia. «Intendiamo favorire il costante confronto e imprimere un’ulteriore accelerazione agli importanti progressi raggiunti negli ultimi anni» spiega il presidente Francesco Falez
Chirurgia 4.0, al S. Orsola di Bologna la realtà aumentata è entrata in sala operatoria
Per la prima volta al mondo il chirurgo ha indossato un visore di nuova generazione che lo ha guidato e supportato durante un intervento di chirurgia maxillo-facciale
Spina bifida, feto operato in utero. Il primato europeo della clinica Mangiagalli di Milano
Il chirurgo fetale Nicola Persico: «Tecnica endoscopica appresa in Brasile che prevede riparazione del difetto del canale vertebrale in sede con meno rischi per il feto e la madre»
di Federica Bosco
Chirurgia plastica, dagli antichi egizi alle stampanti tridimensionali: le tappe di uno sviluppo millenario
Latorre (chirurgo plastico): «Durante la prima guerra mondiale le parti mancanti dei volti deturpati venivano riprodotte con delle maschere sottilissime di rame»
di Isabella Faggiano
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 5 agosto, sono 18.543.662 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 700.714 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 5 agosto: nell’ambito del ...
Contributi e Opinioni

«Contro il Covid non fate come noi. Non sta funzionando». La lettera di 25 scienziati e medici svedesi

Un gruppo di 25 scienziati e medici dalla Svezia scrive una lettera su Usa Today al resto del mondo: «La strategia "soft" non funziona, abbiamo perso troppe vite»
di 25 dottori e scienziati svedesi
Lavoro

SIMG, appello ai Ministri Azzolina e Speranza: «Utilizziamo i medici in pensione nelle scuole»

«Una eccezionale risorsa professionale totalmente inutilizzata, professionisti esperti e perfettamente formati con esperienza ultratrentennale, ben aggiornati e spesso in prima linea su Covid-19», s...