Lavoro 15 Ottobre 2020 07:48

La Giornata del personale sanitario e socio-sanitario sarà il 20 febbraio

Via libera della Camera per onorare «il lavoro, l’impegno, la professionalità e il sacrificio degli operatori sanitari e sociosanitari nel corso della pandemia da coronavirus». Grande soddisfazione da parte di FNOMCeO e FNOPI

La Giornata nazionale dei professionisti sanitari, sociosanitari, socioassistenziali e del volontariato si celebrerà il 20 febbraio di ogni anno, in memoria delle professionalità sanitarie che hanno contribuito a fronteggiare la pandemia da Covid-19 nel 2020. La proposta di legge, dopo aver incassato il via libera dal Senato lo scorso maggio, è stata definitivamente approvata ieri dalla Commissione Affari Sociali della Camera, in sede legislativa. Ma il testo è stato modificato, quindi dovrà fare un passaggio finale al Senato.

Nata per onorare «il lavoro, l’impegno, la professionalità e il sacrificio degli operatori sanitari e sociosanitari nel corso della pandemia da coronavirus, sarà considerata «solennità civile» ma non dovrà determinare «riduzione dell’orario di lavoro negli uffici pubblici né riduzione di orario per le scuole».

ANELLI (FNOMCEO): «TESTIMONIANZA DELL’ABNEGAZIONE E DEL SACRIFICIO DEI SANITARI ITALIANI DURANTE L’EPIDEMIA»

Grande soddisfazione è stata espressa dal Presidente FNOMCeO Filippo Anelli: «Questo progetto di Legge – spiega – è un segno tangibile di riconoscimento, attraverso la memoria collettiva, del sacrificio di tutti i colleghi che si sono esposti, anche in assenza dei dovuti dispositivi di protezione, per combattere il virus» afferma Anelli.

«Le dichiarazioni di voto – precisa – al di là di ogni schieramento politico, danno atto e testimonianza dell’abnegazione e del sacrificio dei sanitari italiani durante l’epidemia di Covid-19 continua Anelli -. Sono 179, ad oggi, i medici che hanno perso la vita a causa del Coronavirus. Ce lo ricordano, ogni giorno, le bandiere a mezz’asta nella nostra sede a Roma – aggiunge -. Li portiamo, uno per uno, nei nostri cuori, a cominciare dal primo medico a cadere, il nostro collaboratore e amico Roberto Stella».

MANGIACAVALLI: «SUCCESSO DI TUTTE LE PROFESSIONI SANITARIE E SOCIOSANITARIE»

Un plauso all’istituzione della ricorrenza arriva anche dalla Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) – che aveva esplicitamente richiesto l’estensione a tutto il personale sanitario e sociosanitario. «È un successo di tutte le professioni sanitarie e sociosanitarie: gli infermieri rappresentano il 61% delle professioni sanitarie e hanno pagato un prezzo altissimo: 42 morti, 4 suicidi e oltre 16mila contagiati fino a oggi. È un atto che rende merito ai tanti operatori sanitari impegnati nella lotta a Covid – aggiunge – molti dei quali hanno anche contratto il virus, un gran numero in tutte le professioni, molti sono deceduti e mai nessuno, nonostante tutto, ha abbandonato un solo istante la prima linea e per questo è giusto che la legge li comprenda davvero tutti».

BEUX: «RICONOSCIMENTO DOVEROSO»

«Siamo molto soddisfatti per l’istituzione della Giornata nazionale dei professionisti sanitari, sociosanitari, socioassistenziali e del volontariato. Un doveroso riconoscimento, duraturo nel tempo, per gli operatori che hanno patito e, purtroppo, stanno tornando a patire gli effetti della pandemia». Questo il commento del Presidente della FNO TSRM PSTRP Alessandro Beux. «Per la nostra Federazione – continua Beux – è un risultato particolarmente significativo perché accoglie, estendendolo, il suggerimento sulla denominazione dato lo scorso 29 maggio, testimoniando che ora il Legislatore ha ben chiaro che il Sistema socio-sanitario è animato da una pluralità di professioni che non può e non deve essere ridotta a rappresentazioni parziali».

GELLI: «OCCASIONE DI RIFLESSIONE COLLETTIVA»

Anche Federico Gelli, presidente della Fondazione Italia in Salute, commenta compiaciuto l’approvazione: «Con l’istituzione di questa giornata nazionale si rende omaggio al sacrificio di quei tanti che con eroismo hanno lavorato in prima linea, spesso senza neanche avere a disposizione adeguati dispositivi di protezione. Ma, soprattutto, il Paese renderà così omaggio alle centinaia di operatori purtroppo caduti nella lotta all’epidemia. Il 20 febbraio – conclude – potrà diventare un’occasione di riflessione collettiva sull’importanza del lavoro svolto dagli operatori sanitari per garantire quel diritto alla salute sancito dalla nostra Costituzione».

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