Lavoro 20 Febbraio 2021 10:26

Giornata personale sanitario, all’Omceo Palermo un sacrario e una cappella per i medici deceduti per Covid

La cerimonia di titolazione a Villa Magnisi, sede dell’Omceo Palermo. Il presidente Amato: «Preservare la memoria dei professionisti sanitari che si sono sacrificati nell’adempimento del proprio lavoro. Onorare i loro sacrifici e quelli delle loro famiglie»

Il 20 febbraio di ogni anno si celebrerà la “Giornata nazionale del Personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato” istituita dal Parlamento con una legge approvata all’unanimità, per ricordare tutte le vittime del Covid-19.

In questa occasione, l’Ordine dei medici di Palermo ha deciso di dedicare la Cappella di Villa Magnisi, sede dell’Omceo, e un sacrario a tutti i professionisti sanitari siciliani deceduti nell’esercizio della professione, sacrificando la vita al lavoro: da Paolo Giaccone e Sebastiano Bosio, assassinati dalla mafia, al giovane pediatra Giuseppe Liotta travolto dall’alluvione che colpì Corleone nel 2018.

«La nostra cappella è stata benedetta ed è ora dedicata, insieme al sacrario, ai medici siciliani morti nel corso del proprio lavoro» commenta il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo Salvatore Amato a Sanità Informazione. Alla preghiera ecumenica interreligiosa e alla cerimonia di titolazione della Cappella e del sacrario presenti i vertici istituzionali regionali e nazionali, i maggiori rappresentanti del mondo universitario e medico, i presidenti degli ordini dei medici e delle professioni sanitarie di tutta la Sicilia, l’arcivescovo Lorefice e i rappresentanti delle comunità religiose musulmana, ebraica e ortodossa.

«L’obiettivo della giornata è preservare la memoria dei professionisti sanitari che si sono sacrificati nell’adempimento del proprio lavoro – aggiunge il presidente Amato -. È un messaggio di grande portata che sintetizza il pieno riconoscimento di quell’abnegazione di centinaia di medici, infermieri e operatori sociosanitari che hanno salvato vite durante l’emergenza. Abbiamo il dovere di onorare i loro sacrifici e quelli delle loro famiglie».

Nel corso della cerimonia viene proiettato un cortometraggio del primo paziente bergamasco trasferito a Palermo durante il primo lockdown che ha raccontato la sua drammatica esperienza. Inoltre, il presidente Amato e il questore di Palermo Leopoldo Laricchia donano ai medici targhe di ringraziamento per le buone pratiche e le procedure di biocontenimento per il trasporto e la gestione dei pazienti infetti adottate durante l’emergenza sanitaria.

 

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