Lavoro 17 Febbraio 2020

Dl Milleproroghe, Claus (Federspecializzandi): «No a specializzandi assunti già dal 3° anno e a medici in pensione a 70 anni»

Il testo del decreto, in attesa dell’approvazione della Camera, prevede medici operativi oltre i 40 anni di attività e concorsi accessibili agli specializzandi dal terzo anno. Ferma contrarietà da FederSpecializzandi: vediamo perché con il presidente Mirko Claus

Immagine articolo

Il decreto Milleproroghe, dopo tanti rinvii e una serie di emendamenti esaminati in Commissione Affari Costituzionali e Bilancio della Camera, ha iniziato l’iter alla Camera dei deputati per la richiesta del voto di fiducia da parte del Governo. Il testo, che va convertito in legge entro il 29 febbraio, passerà poi al Senato.

Tra i principali emendamenti approvati con il decreto fanno discutere quelli riguardanti camici bianchi e medici in formazione specialistica. Per contrastare l’emergenza e la carenza medici in Italia, il testo consente ai medici di restare in servizio superati i 40 anni di attività e fino ai 70 anni e la possibilità di assunzione a tempo determinato e con orario parziale (per consentire, contemporaneamente, di completare la specializzazione) per gli specializzandi già a partire dal terzo anno di corso di formazione.

LEGGI ANCHE: «CON MILLEPROROGHE E LEGGE DI BILANCIO IL VENTO È CAMBIATO»

Fortemente contraria a entrambe le possibilità l’Associazione nazionale dei medici in formazione specialistica FederSpecializzandi, guidata dal dottor Mirko Claus. Il Presidente, nell’intervista a Sanità Informazione, ha espresso le sue perplessità sulle misure approvate e rilevato tutte le criticità soprattutto per i giovani medici.

«La nostra posizione sull’emendamento presentato dal Governo che riguarda la possibilità per gli specializzandi di essere assunti dal terzo anno è di totale contrarietà – spiega Mirko Claus -. Ci eravamo opposti anche al momento dell’approvazione dell’emendamento durante il processo di conversione in legge del decreto Calabria che già prevedeva l’assunzione degli specializzandi al penultimo e all’ultimo anno. Quest’ulteriore scalino, secondo noi, in questo momento storico e con questo quadro normativo, propone una frammentazione della formazione inaccettabile» ammette il presidente.

«La norma – continua Claus – prevede che siano i singoli accordi tra regioni e università a definire la compatibilità dell’assunzione di dirigente medico e allo stesso tempo specializzando a tempo parziale in ogni singola realtà, creando una frammentazione su base regionalistica che non ci trova assolutamente d’accordo. Tra l’altro – precisa – non è ancora stato trovato un accordo tra i ministeri competenti – ministero dell’Università, ministero della Salute, le regioni e le università – per definire in omogenea l’applicazione di questa misura. L’assunzione al terzo anno è stata approvata senza neppure aver valutato, poiché non ancora applicate, le assunzioni al quarto e al quinto anno. È prematura e mira a indebolire un contesto già estremamente precario».

LEGGI ANCHE: «SPECIALIZZANDI AL TERZO ANNO IN CORSIA? SERVONO TUTELE». MANAI E ROMUALDI LANCIANO IL LABORATORIO PD SULLA FORMAZIONE

Assumere nel Servizio Sanitario Nazionale un giovane medico in pieno percorso formativo appare una misura sbagliata e rischiosa: «La formazione sarebbe oscurata per soddisfare la richiesta di servizi, senza garantire né qualità né sicurezza – sottolinea Claus -. Con questo tipo di impostazione, le esigenze operative diventano predominanti rispetto alla formazione; non secondario è inoltre il peso della qualifica dirigenziale che corrisponde all’assunzione di una responsabilità piena, totale e autonoma, sostitutiva del personale medico in servizio anche in contesti che possono essere estremamente sfidanti» spiega.

«In questo percorso ibrido, gli specializzandi non possono essere formati correttamente da un personale che è già allo stremo e in emergenza e non può supervisionare il loro lavoro e si troverebbero a essere veri e propri “tappabuchi”» ammette -. È necessaria una riforma organica – prosegue il presidente – per rendere rispettosa la formazione di qualità e garantire al nostro SSN professionisti in grado di rispondere adeguatamente alle esigenze attuali».

Chiusura anche sull’innalzamento dell’età pensionabile a 70 anni: «È una misura tampone che non ci trova d’accordo: i medici che hanno contributo con il duro lavoro alla sostenibilità del sistema hanno diritto alla pensione e chiediamo ambienti di lavoro e condizioni di lavoro attrattive per i professionisti che vogliono lavorare nel SSN pubblico».

Quali sono, allora, le misure da adottare per contrastare la carenza medici negli ospedali? «Noi pensiamo che le reti formative già previste dal Decreto Legislativo 368, che riguarda la formazione medico specialistica, siano un grande strumento che vada utilizzato a pieno con la possibilità per il medico specializzando di formarsi sia in contesti universitari che negli ospedali sul territorio. Questo però – sottolinea il presidente Claus – deve avvenire sotto un’adeguata supervisione e in un contesto dove la formazione anche da parte dei tutor sia di qualità e di livello e in un quadro normativo che tuteli il medico in formazione specialistica che sta acquisendo gradualmente competenze. Siamo concordi nel ritenere l’autonomia un elemento essenziale per l’identità stessa dello specializzando, ma non deve essere lui a sopperire a carenze di organico che potrebbero, poi, tradursi in carenze assistenziali» conclude.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
Covid-19, è siciliano il primo progetto di biocontenimento: online corsi su vestizione e svestizione
Nato in collaborazione con il ministero della Salute e dalla sinergia fra assessorato della Salute della Regione siciliana, Ordine dei medici di Palermo, Asp di Trapani e Asp di Ragusa, “Health Biosafety Training” è rivolto a tutti i soggetti coinvolti nella gestione di un’emergenza sanitaria
Anelli (Fnomceo): «Le mascherine arrivate agli Ordini non sono per uso sanitario»
«Abbiamo contattato la Protezione Civile, ci ha confermato che il materiale non era conforme a quello ordinato – precisa Anelli -. Ho avvisato i Presidenti degli Ordini affinché fermassero le procedure. Ci attendiamo che a breve si possa rimediare e che i medici possano contare finalmente su dispositivi idonei e adeguati all’esposizione professionale»
Emergenza Coronavirus, picco della Formazione a Distanza: + 40%. Burnout il corso più seguito
La metodologia interattiva più utilizzata quella del “Paziente Virtuale”: le simulazioni e la realtà immersiva superano Film Formazione ed Ebook. Massimo Tortorella (Presidente Consulcesi): «Il messaggio degli operatori sanitari è chiaro: anche in emergenza la formazione resta un valore. Continueremo ad investire nella tecnologia, la Fad non è più un’alternativa, ma l’unica soluzione»
Coronavirus, Magi (OMCeO Roma): «Nella Capitale situazione stabile. Partito il camper per assicurare l’assistenza sul territorio»
«Con l'unità mobile dell'Ordine dei medici cerchiamo di non ripetere l'errore che è stato fatto al Nord. A Nerola, centro focolaio, facciamo tamponi e test rapidi e se coincidono possiamo estenderli a tutti». Così il presidente Magi, che aggiunge: «Accelerare i tamponi ai medici per lavorare in sicurezza»
Coronavirus, arrivano i medici albanesi. Il Primo Ministro Edi Rama: «L’Italia ha bisogno di noi»
Il discorso di Edi Rama prima della partenza per Bergamo: «Noi non siamo ricchi, ma nemmeno privi di memoria, non ci possiamo permettere di non dimostrare all’Italia che gli albanesi e l’Albania non abbandonano mai l’amico in difficoltà». Ad attenderli a Roma il ministro degli Esteri Luigi di Maio: «Grazie Tirana»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del Coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 2 aprile, sono 937.783 i casi di Coronavirus in tutto il mondo, 47.261 i decessi e 190.330 le persone che sono guarite. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE. I CASI IN ITALIA   Bollettino...
Salute

Visite domiciliari, cure precoci e controllo da remoto: con il ‘modello Piacenza’ il coronavirus si sconfigge casa per casa

L’oncologo Luigi Cavanna, dell’ospedale di Piacenza, racconta: «Se i sintomi sono quelli del Covid, facciamo un’ecografia e diamo gli antivirali e strumenti di controllo. Poi monitoriamo a dist...
Lavoro

Coronavirus, lo psicologo: «Personale sanitario svilupperà disturbi post traumatici. Attivare subito supporto psicologico»

«Non sentono ancora ciò che stanno provando, lo capiranno più avanti. Parte del personale sanitario ne uscirà ancora più fortificato, ma quelli che non sono in grado di sopportare un carico emoti...