Diritto 17 Dicembre 2018

Legge Gelli. Senatori (Ageo): «Responsabilità medico-legale libere professioni sia equiparata a dipendenti. Non siamo medici di serie B»

Il presidente del XVIII Congresso dell’Associazione Ginecologi Extra Ospedalieri: «Con chirurghi plastici, ortopedici e anestesisti siamo i professionisti più a rischio contenzioso». Aumenta disaffezione alla professione: «Recenti bandi di concorso andati deserti o quasi»

di Isabella Faggiano
Immagine articolo

«Non esistono ginecologi di serie A e di serie B.  La laurea conseguita dai liberi professionisti è uguale a quella dei medici del Sistema Sanitario Nazionale. Nel momento in cui il ginecologo si adegua alle normative, rispetta le linee guida, i buoni consigli, segue la medicina basata sull’evidenza, deve avere gli stessi diritti e gli stessi doveri dei suoi colleghi – anche da un punto di vista legale e di responsabilità civile e professionale – a prescindere dal luogo della sua professione, che sia una struttura pubblica o privata». Sono critiche le parole di Roberto Senatori che, in qualità di presidente del XVIII Congresso Nazionale  dell’Associazione Ginecologi Extra Ospedalieri (Ageo), racconta le difficoltà che ancora permangono per i medici liberi professionisti nonostante l’emanazione di nuove normative. L’Ageo ha dedicato un’intera sessione del suo ultimo Congresso, tenutosi in questi giorni a Roma nella cornice della “Domus Circo Massimo”, ai temi della medicina legale, da segnalare la tavola rotonda con l’intervento dell’avvocato Marco Tortorella, esperto nella tutela legale della categoria medica, sul tema della tutela assicurativa dei ginecologi.

«La legge Gelli  – ha continuato Senatori – è stato un passo importantissimo. Ha modificato la concezione della responsabilità professionale del ginecologo». Ma non di tutti: «Ha cambiato la realtà dei medici che lavorano per il Sistema Sanitario Nazionale all’interno di una struttura pubblica – ha aggiunto il presidente  del XVIII Congresso Ageo –  di coloro che indossano una casacca, una divisa, che intorno a sé hanno un reparto che li tutela».

LEGGI ANCHE: GINECOLOGIA, SCAMBIA (SIGO): «NUOVE TERAPIE ALLUNGHERANNO SOPRAVVIVENZA PAZIENTI CON TUMORE OVARICO»

E per il libero professionista? «Non è cambiato niente – ha risposto Senatori -. Lo specialista che lavora in un regime libero professionale instaura un rapporto di tipo contrattuale con la donna che lo sceglie. La sua paziente si affida a lui, ma nello stesso tempo, se qualcosa non dovesse andare secondo le sue aspettative, la signora avrà 10 anni di tempo per denunciare il suo ginecologo. Dal canto suo, il medico per tutelarsi ed esercitare serenamente deve  dotarsi di una polizza assicurativa che abbia un decennio di retroattività.  E credo – ha sottolineato Senatori – che nessun paziente sia realmente informato su quello che noi paghiamo per poter assistere le gravide e i loro parti. Si tratta di polizze che ogni anno ci costano dai 15 ai 18 mila euro, difficilmente rinnovabili qualora sia abbia un sinistro, dove per sinistro non si intende la condanna, poiché quasi mai ci si arriva, ma la semplice notifica di un problema».

Una situazione che riguarda diverse branche della medicina e che sempre più  specialisti preferiscono evitare, piuttosto che affrontare.  «Noi ginecologi, con i chirurghi plastici, gli ortopedici e gli anestesisti siamo i professionisti statisticamente più a rischio. E non escludo che questo possa essere uno dei motivi che allontana molti colleghi dallo scegliere queste specializzazioni». Quelle di Roberto Senatori non sono semplici supposizioni, lo specialista racconta ai microfoni di Sanità Informazione  alcuni avvenimenti recenti: «Vorrei che fosse noto – ha sottolineato – che ultimamente ci sono stati dei bandi di concorso per ginecologi e ostetrici, nelle Regioni del nord Italia, andati deserti o a cui si è presentato un iscritto su tre».

Non è una questione solo di responsabilità professionale, ma anche di rapporto medico-paziente, modificatosi negli ultimi anni. «Oggi la donna non vuole più un figlio sano,  vuole un figlio perfetto. E questo – ha detto Senatori – è molto difficile, poiché l’evento parto non è programmabile in tutte le sue caratteristiche. Il nostro dovere è di cura, non necessariamente di guarigione. Ma allo stesso tempo, in qualità di medici di fiducia, scelti liberamente dalle pazienti, dobbiamo avere la possibilità di svolgere pienamente il nostro lavoro, prevenendo e riducendo le emergenze della sala parto, urgenze che poi – ha concluso il presidente  del XVIII Congresso Ageo – rappresentano la principale causa di contenzioso medico-legale».

Articoli correlati
Ex specializzandi, a Roma l’Appello dà ragione ai camici bianchi. L’avvocato Marco Tortorella: «300mila medici abbandonati dallo Stato, ora giustizia»
L’ultima sentenza della Corte di Appello di Roma ha portato all’assegnazione di rimborsi per 12 milioni di euro per i camici bianchi tutelati dal network legale Consulcesi. «Lo Stato è obbligato al risarcimento perché ha violato la giurisprudenza dell'Unione europea e dell'Italia», sottolinea l’avvocato. La materia è anche oggetto di un Master alla Luiss
Marco Camisani Calzolari spiega la blockchain in Sanità: «Renderà tutto molto più trasparente»
A Milano il convegno “Responsabilità professionale e arbitrato della salute” è stata l'occasione per presentare tutte le potenzialità in campo sanitario della nuova tecnologia
Rischio clinico e contenzioso, Paola Frati (Medicina legale): «Promuovere formazione di qualità per implementare buone pratiche»
«C’è un costante aumento delle denunce penali contro i medici ma oltre il 60% vanno subito in archiviazione. Se poi seguiamo i processi, un altro 25% sono assoluzioni. Non si arriva al 10% di condanne penali ai sanitari» così il professor Vittorio Fineschi a margine del convegno organizzato all’Università Sapienza di Roma
Magi (OMCeO Roma): «Collaborazione con sindaco Raggi per affrontare affollamento Pronto soccorso»
Intervenuto al convegno “La sicurezza delle cure e la tutela dei diritti”, organizzato all’Università Sapienza di Roma, il presidente dell’Ordine aggiunge: «In arrivo i decreti attuativi della Legge Gelli, che tranquillizzeranno gli operatori e comporteranno risparmi economici»
Legge Gelli, contenziosi in aumento. Cascini (Fond. Italia in Salute): «Gestione del rischio ancora incompiuta»
A più di due anni dall’entrata in vigore della legge 24 sulla responsabilità professionale, il rapporto della Fondazione Italia in Salute registra un aumento dei contenziosi tra medici e pazienti. La responsabile del programma di ricerca Fidelia Cascini: «Non sono causati da malasanità, ma da meccanismi di mercato ancora non governati»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Sanità internazionale

«La sanità si basa sullo sfruttamento infinito e gratuito di medici e professionisti sanitari»

Riuscite a immaginare un idraulico o un avvocato che lavorano il 30% in più senza chiedere ulteriori compensi? In sanità viene dato per scontato
Salute

Anatomia Patologica, viaggio nel laboratorio dove si scoprono i tumori. Virgili (Campus Bio-Medico): «Sanità digitale e I.A. il futuro»

Sanità Informazione è entrata nel laboratorio del Policlinico Campus Bio-Medico di Roma dove vengono analizzati i tessuti: la tecnologia consente precisione e velocità. Il coordinatore Roberto Virg...
Politica

Elezioni europee, ecco gli impegni dei candidati per i medici

Dal presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ai suoi vice David Sassoli e Fabio Massimo Castaldo, fino al nuovo volto della Lega, l’economista Antonio Maria Rinaldi: le ricette in campo sui ...