Lavoro 10 Giugno 2020 11:06

Dalla corsia al palco: il rock scopre temi sociali con i medici della Twins Father’s Band

Il gruppo musicale di camici bianchi romani nasce negli anni ’90 da tre studenti di Medicina della Cattolica e si riunisce 20 anni dopo. Emiliano Santacroce (batterista e medico del lavoro): «La nostra testa segue sempre il cuore. La passione musicale è unita all’impegno sociale»

Dalla corsia al palco: il rock scopre temi sociali con i medici della Twins Father’s Band

Emiliano Santacroce, medico del lavoro e batterista, Emanuele Caroppo psichiatra e cantante, il chitarrista Alessandro Cina fa il radiologo, Piero Farina è bassista e cardiochirurgo e Silvio De Santis, paziente, ha il ruolo di tastierista. Quattro medici e un paziente, per un rock intenso che veicola temi sociali: è questa l’essenza della Twins Father’s Band, la band di padri “Gemelli”, perché giovani studenti iscritti al primo anno di Medicina della sede romana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, fondata dal medico e psicologo francescano Padre Agostino Gemelli.

«Il nome del gruppo, Twins Father’s Band, nasce dall’appartenenza alla stessa università – spiega il dottor Emiliano Santacroce a Sanità Informazione -. Tre membri della band sono stati miei compagni di corso, a Medicina, nell’anno accademico ‘90-91. L’università organizzava ogni anno, in primavera, una serata musicale all’Auditorium e gli studenti potevano dare sfogo alle proprie passioni. Dopo aver suonato insieme all’università, ci siamo persi di vista, tra la specializzazione, la famiglia e il lavoro. Ma il destino ha voluto che ci rincontrassimo 20 anni dopo, nel 2015, alla festa per il ventennale della laurea e abbiamo deciso di rimetterci a suonare con una motivazione e finalità diversa: stavolta, non solo per passione ma per beneficienza e solidarietà».

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L’obiettivo della Twins Father’s Band è usare il linguaggio efficace e diretto della musica per promuovere la salute, sensibilizzare alla prevenzione stimolando l’interesse delle persone verso problematiche sociali. «Noi siamo una band atipica – prosegue il dottor Santacroce – facciamo parodie, le chiamiamo “ri-cover”, canzoni “ricoverate”. Scegliamo brani famosi che amavamo da giovani e cambiamo i testi con gli argomenti più attuali in sanità: vaccini, prevenzione delle malattie cardiache e oncologiche, bullismo, fino alla tossicodipendenza. Insomma, cerchiamo di diffondere tematiche serie e inviare messaggi importanti con il rock».

Musica per allontanare la paura e trasmettere forza e speranza, sostenendo progetti di beneficenza: «Dal 2016 abbiamo suonato per diverse onlus e raccolto fondi importanti – prosegue Santacroce -. Una fra tutte l’Andos (Associazione nazionale donne operate al seno): abbiamo organizzato quattro eventi per l’Andos di Velletri e l’abbiamo nel cuore perché è stata promossa dalla mamma del nostro cantante. Abbiamo suonato per la onlus “Uniti per loro” per i ragazzi diversamente abili per altre associazioni che si occupano di spina bifida e tumori cerebrali. Abbiamo grande riscontro dal pubblico e il fatto di sostenere onlus conosciute per noi è fonte di grande orgoglio perché abbiamo la possibilità di vedere concretamente cosa si realizza con il denaro raccolto».

La Twins Father’s Band è unica nel suo genere: «Non c’è rock band in Italia che fa quello che facciamo noi. Noi ci divertiamo, giochiamo ma con serietà: proviamo a raccontare la dura realtà che vivono medici e pazienti con simpatia e a sdrammatizzare la sofferenza. E ci siamo resi conto di trasmettere una gioia non da poco ai pazienti: avere sul palco le donne operate al seno così felici per noi è un onore e una grande gratificazione».

L’ultima fatica de La Twins Father’s Band è “Resisti”, un brano inedito, scritto e musicato dai membri del gruppo. Nato in piena emergenza coronavirus, è dedicato ai medici in prima linea nella guerra al covid e ai cittadini a cui si implora di non uscire. “Tu a casa a pregare, noi fuori a lottare”, recita la canzone. «“Resisti” perché fuori c’è un pericolo, nella speranza di tornare a essere, presto, liberi come prima – specifica Emiliano Santacroce -. È questo il messaggio della canzone. Il senso del video è molto chiaro: le immagini drammatiche degli ospedali e, sullo sfondo, una ragazza che balla sulla spiaggia. Il dramma del Covid-19 bilanciato da lei che balla felice e in libertà. È un video registrato a distanza con cui volevamo trasmettere forza a tutti in un momento così difficile. Disponibile su Apple Music e Spotify, tutto il ricavato sarà devoluto alla Andos di Velletri. La nostra testa segue sempre il cuore: la passione musicale è unita all’impegno sociale. A 20 anni – conclude – suonavamo per piacere, adesso sappiamo che con il rock si può fare tanto».

 

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