Lavoro 27 Febbraio 2020

Coronavirus e certificati, tutto quello che medici e cittadini devono sapere

Nel Decreto ministeriale 26/02/2020 sono contenute le misure di contenimento della diffusione del Covid-19 che devono adottare tutte le Regioni non ancora toccate dal contagio

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Con il Decreto ministeriale del 26 febbraio 2020, adottato dal Ministero della Salute, è stato approvato lo schema di ordinanza relativo alle misure di contenimento della diffusione del Covid-19 che devono adottare tutte le Regioni che, fino ad ora, non sono ancora state toccate dal contagio. Questo documento contiene indicazioni sia per i cittadini che per i Medici di medicina generale ed ha lo scopo di permettere a questi ultimi di evitare i rischi di un’eventuale esposizione al virus (derivanti da una visita ambulatoriale o domiciliare con soggetti a rischio) sollevandoli allo stesso tempo da eventuali responsabilità derivanti dall’eventuale adozione della certificazione pur in assenza dell’effettivo svolgimento della visita. Viene infatti previsto un percorso in cui il MMG non si assume in toto la responsabilità della decisione ma le sue valutazioni dipendono dall’accertamento svolto dall’operatore di Sanità Pubblica e/o i servizi di Sanità Pubblica competenti per il territorio.

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COSA DEVE FARE IL CITTADINO – Chiunque abbia soggiornato (nel corso degli ultimi 14 giorni) in una delle zone a rischio epidemiologico identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità o nei Comuni italiani in cui è stata effettivamente dimostrata la trasmissione del virus, è tenuto a comunicare questa circostanza al proprio Medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta.

COSA DEVE FARE IL MEDICO – A quel punto il Medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta riceverà dalla Regione i riferimenti dell’operatore di Sanità Pubblica e/o i servizi di Sanità Pubblica competenti per il territorio, i quali hanno il compito di prescrivere la permanenza domiciliare secondo la seguente modalità:

  • Una volta ricevuta la segnalazione, l’operatore deve contattare telefonicamente il soggetto interessato per ricevere le necessarie informazioni per valutare adeguatamente il rischio di esposizione.
  • Nel caso in cui l’operatore accerti la necessità di avviare la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, questi deve illustrare al paziente le misure da adottare e ne informa il Medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta da cui il soggetto è assistito.
  • La procedura precedente vale anche ai fini dell’eventuale certificazione INPS per assenza dal lavoro. Nel caso in cui questa sia necessaria, l’operatore di Sanità Pubblica e/o i servizi di Sanità Pubblica competenti per territorio rilasciano una dichiarazione indirizzata all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, al datore di lavoro e al Medico di medicina generale/pediatra di libera scelta, in cui si attesta che, per motivi di sanità pubblica, l’interessato è stato posto in quarantena, specificando la data di inizio e fine delle stesse. Il medico di medicina generale dovrà riportare nella certificazione di malattia “diagnosi riconducibili a misure precauzionali nell’attuale fase di emergenza” (specificando quali sono tali misure precauzionali) e indicare nel campo editabile “in fase di verifica”.

CERTIFICATI MEDICI PER STUDENTI

Ricordiamo inoltre che per effetto del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio scorso, fino al prossimo 15 marzo la riammissione nelle scuole di ogni ordine e grado degli studenti per assenze dovute a malattia di durata superiore ai cinque giorni può avvenire solo previa presentazione di un certificato medico. Si tratta di un provvedimento che è stato aspramente criticato dalla FIMMG in quanto non avrebbe alcun «fondamento scientifico» e porterebbe ad avere «ambulatori più affollati e, quindi, più pericolo di contagio».

 

FONTI

FIMMGMisure di contenimento della diffusione del COVID-19 e certificazione di malattia

MINISTERO DELLA SALUTECovid-19. Nuove indicazioni e chiarimenti

MINISTERO DELLA SALUTEDecreto del presidente del consiglio dei ministri 25 febbraio 2020

 

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