Lavoro 17 luglio 2018

Tasse e contributi, come non sbagliare la dichiarazione. La guida completa alla compilazione del Modello D

Entro il 31 luglio i camici bianchi che hanno svolto attività libero professionale nel 2017 devono compilare nell’area riservata Enpam il Modello D. Ecco come scegliere le aliquote, come calcolare il reddito da dichiarare e chi è esonerato

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Si avvicina la scadenza per la consegna del Modello D. Entro il 31 luglio, tutti coloro che nel corso del 2017 hanno svolto attività libero professionale devono infatti dichiarare il reddito prodotto. Chi non rispetterà la scadenza, dovrà pagare una sanzione di 120 euro. Se il Modello è già stato compilato ma si temono errori, è possibile modificarlo prima della scadenza senza incorrere in sanzioni pecuniarie: l’Enpam terrà conto solo dell’ultima dichiarazione. È consigliabile quindi verificare se si è tenuto conto di tutte le informazioni anche se il Modello è già stato compilato.

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IL REDDITO DA DICHIARARE

Forse l’elemento più difficile da valutare è proprio il reddito che va dichiarato. L’Enpam sottolinea che «nel Modello D vanno dichiarati i redditi libero professionali che derivano dall’attività medica e odontoiatrica svolta in qualunque forma, o da attività comunque attribuita per la particolare competenza professionale, indipendentemente da come vengono qualificati dal punto di vista fiscale». È importante ricordare che non bisogna quindi dichiarare i compensi percepiti nell’ambito del rapporto di convenzione. Vanno invece dichiarati, ad esempio, i redditi da lavoro autonomo prodotti in forma individuale e associata; i redditi da collaborazioni o contratti a progetto; i redditi da lavoro autonomo occasionale, come la partecipazione a congressi scientifici o le attività di ricerca in campo sanitario; i redditi per incarichi di amministratore di società o enti; gli utili che derivano da associazioni in partecipazione, quando l’apporto è costituito esclusivamente dalla prestazione professionale; i redditi che derivano dalla partecipazione nelle società che svolgono attività medico-odontoiatrica o connessa con le mansioni tipiche della professione. Gli ospedalieri devono inoltre ricordarsi di dichiarare i redditi percepiti per l’attività in intramoenia e le attività libero professionali equiparate alle prestazioni intramurarie (intramoenia allargata, prestazioni per ridurre le liste d’attesa, prestazioni aggiuntive in carenza di organico, eccetera).

COME CALCOLARE L’IMPORTO DA DICHIARARE

L’importo da dichiarare è il reddito libero professionale al netto delle spese sostenute per produrlo. I medici che esercitano la libera professione contemporaneamente all’attività in convenzione potrebbero avere difficoltà a calcolare l’importo e, in particolare, ad attribuire le spese sostenute ai diversi tipi di reddito. In pratica «le spese possono essere dedotte in proporzione a come i due tipi di reddito incidono sul reddito professionale totale», spiega l’Enpam, che ha elaborato una semplice formula per venire in soccorso ai medici in difficoltà:

Spesa libera professione = spese totali x compensi libero professionali
                                                                        compensi totali

Una volta calcolata la spesa imputabile alla libera professione andrà sottratta dal reddito libero professionale. Il risultato sarà il reddito netto da dichiarare nel Modello D.

QUANDO IL MODELLO NON VA COMPILATO

Ci sono alcuni casi in cui il Modello non va compilato.
I liberi professionisti (non pensionati del Fondo di previdenza generale Enpam) non sono tenuti a presentare il Modello D se nel 2017 hanno avuto un reddito pari o inferiore a 4.770,00 euro (al netto delle spese sostenute per produrlo). Il limite di reddito sale a 8.809,33 per chi nel 2017 ha pagato la Quota A intera. Questi importi possono tuttavia variare se l’iscrizione all’Albo, la cancellazione o il pensionamento sono avvenuti in corso d’anno.
Inoltre, i pensionati che hanno svolto attività libero professionale sono esonerati dal fare la dichiarazione se stanno ancora pagando i contributi alla Quota A del Fondo di previdenza generale Enpam e se il reddito è pari o inferiore alla soglia indicata nell’email o nella lettera che l’Enpam invia nel mese di luglio. Per non sbagliarsi e rischiare sanzioni, però, l’Enpam consiglia di dichiarare sempre: in ogni caso non si pagheranno contributi non dovuti.
Gli specializzandi, infine, non devono presentare il Modello D visto che la borsa di specializzazione è soggetta a contribuzione presso la Gestione separata Inps.

LE ALIQUOTE

Al momento della compilazione del Modello è possibile scegliere l’aliquota con la quale versare i contributi: intera (16,50%) o ridotta (8,25%). I medici dipendenti che fanno intramoenia e gli iscritti al corso di formazione di medicina generale possono pagare il 2%. Attenzione però: pagando l’aliquota ridotta si riceverà una pensione ridotta e i contributi che si potranno detrarre nella dichiarazione fiscale saranno minori. Chi paga meno contributi, quindi, percepirà una pensione inferiore e pagherà più tasse.

MEDICI IN FORMAZIONE

I medici iscritti al corso di formazione in medicina generale devono dichiarare per intero la borsa di studio e i redditi che derivano dallo svolgimento dell’attività medica e odontoiatrica, come sostituzioni o certificati. Non vanno invece dichiarati i compensi per l’attività di guardia medica, visto che la ritenuta Enpam è già applicata in busta paga.
Gli specializzandi non devono invece presentare il Modello D visto che la borsa di specializzazione è soggetta a contribuzione presso la Gestione separata Inps.

 

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