Lavoro 22 Febbraio 2019

Contenziosi, Moccia (Cittadinanzattiva): «Diritto a sicurezza cure è fondamentale, ma necessario mediare i conflitti medici-pazienti»

Il vicesegretario generale dell’organizzazione si schiera a favore di nuove modalità di risoluzione dei contenziosi tra medici e pazienti e chiede a istituzioni e professionisti di investire su sicurezza e formazione

Immagine articolo

«Ben vengano le iniziative volte a ridurre la conflittualità tra cittadini e professionisti del mondo della salute». Così Francesca Moccia, vicesegretario generale di Cittadinanzattiva, commenta la proposta di istituire un Arbitrato della Salute per risolvere in maniera alternativa i sempre più frequenti contenziosi tra medici e pazienti. Sottolinea poi l’importanza del diritto alla sicurezza delle cure e aggiunge: «L’errore umano è sempre possibile, ma per ridurlo oggi ci sono dei modelli di gestione del rischio che funzionano ma che ancora non vengono applicati abbastanza».

LEGGI ANCHE: CONTENZIOSI MEDICI-PAZIENTI, PIERPAOLO SILERI (M5S): «ARBITRATO SALUTE IDEA VINCENTE, RIDUCE I COSTI PER IL SSN E SCORAGGIA LA MEDICINA DIFENSIVA»

Dottoressa, Cittadinanzattiva partecipa a questo evento organizzato da Consulcesi per ragionare sull’eccessiva conflittualità tra medici e pazienti. Voi siete dalla parte dei cittadini e li difendete quando ne hanno giustamente diritto, però siete d’accordo con il compensare queste istanze e far sì che si vada in causa solo per un motivo fondato.

«Cittadinanzattiva si occupa da sempre di prevenire gli errori e gli eventi avversi nel campo della salute, quindi ben vengano tutte le iniziative che vanno a ridurre la conflittualità tra cittadini e professionisti del settore. Oggi possiamo contare sull’articolo 1 della Legge 24, che stabilisce a chiare lettere che il diritto alla sicurezza è parte integrante del diritto alla salute. È un fatto molto importante per i cittadini italiani: curarsi e curarsi in sicurezza sono un nostro diritto. Ma come si fa ad ottenere questo risultato? Bisogna lavorare con gli ospedali, i medici, gli infermieri e le istituzioni per investire sulla sicurezza, perché poi quando il danno è fatto è troppo tardi. Bisogna assolutamente ridurre la possibilità che accada. Poi certo, quando il danno è fatto è essenziale per i cittadini ogni modalità per risarcire giustamente il diritto violato, e noi staremo sempre al loro fianco su questo. Ma Cittadinanzattiva è assolutamente d’accordo ed è in prima linea per trovare modalità alternative volte a conciliare e mediare i conflitti».

Nel corso del convegno sono stati evidenziati alcuni elementi che possono aiutare a ridurre il rischio di errori: strutture adeguate, personale adeguato, ma anche formazione continua e aggiornamento costante.

«La sicurezza è una responsabilità di tutti. È una questione di competenze del personale, ma anche della struttura e dell’organizzazione, che devono funzionare. È stato dimostrato che per ridurre gli eventi avversi è necessaria la competenza e rispettare semplici procedure affinché certi errori non accadano. L’errore umano è sempre possibile, ma per ridurlo oggi ci sono dei modelli di gestione del rischio che funzionano ma che applichiamo ancora troppo poco. La formazione fa certamente parte di tutto questo, ma la sicurezza in un ospedale è un lavoro quotidiano, fatto di formazione e di controlli di certi processi. Quindi ognuno deve fare la sua parte, altrimenti la vittima è chi, oltre ad avere un problema di salute, deve anche purtroppo fare i conti con un evento avverso. E questo poi è un dramma, ci rimettono tutti: non solo i cittadini, ma anche i medici, gli infermieri, l’organizzazione e la sanità pubblica che paga, cioè noi. Quindi, alla fine, è un problema per tutti».

LEGGI ANCHE: CONTENZIOSI, QUICI (CIMO): «SPOSTIAMO I COSTI PER ASSICURAZIONI E PROCESSI VERSO LA FORMAZIONE ECM»

Articoli correlati
Milano, al Galeazzi primo progetto di Audit Civico per un IRCCS. Pellicciari (Cittadinanzattiva): «Faremo formazione congiunta operatori-cittadini su health technology»
La responsabile Lombardia del Tribunale per i diritti del malato: «C’è la necessità di un maggiore impegno in tema di coinvolgimento dei cittadini e dei pazienti, con un occhio di riguardo anche all’utenza straniera, in termine di mediazione linguistica e culturale». Il direttore sanitario dell’IRCCS Galeazzi Fabrizio Pregliasco: «Avremo poi sistemi informatici come il carrello intelligente per garantire qualità, efficacia, sicurezza nella somministrazione dei farmaci e ancora una app che permetterà agli utenti di destreggiarsi all’interno dei corridori per arrivare al reparto»
di Federica Bosco
Medici sotto processo, Maggiorotti (Amami): «Impatto psicologico devastante. Ma forse il civile è anche peggio…»
Il presidente dell’Associazione per i medici accusati di malpractice ingiustamente: «La polizza assicurativa di un chirurgo costa circa 12-15mila euro l’anno, ma se negli ultimi 10 anni ha ricevuto una richiesta di risarcimento, a prescindere dall’esito, la cifra può raddoppiare o, peggio, il medico può avere difficoltà a trovare una copertura assicurativa, e deve quindi smettere di lavorare»
Contenziosi, Fernando Capuano (Simedet): «Sempre più cause coinvolgono lo staff, serve formazione per far conoscere all’operatore i rischi»
Il Presidente della Società italiana di Medicina diagnostica e terapeutica plaude alla proposta dell’Arbitrato della Salute lanciata dal gruppo Consulcesi: «In questo modo anche Ordine TSRM e PSTRP potrà dare suo contributo per prevenire e risolvere in maniera stragiudiziale tutti i contenziosi che vengono inoltrati»
Contenziosi medici-pazienti, i più colpiti sono oncologi, ortopedici, chirurghi e ginecologi. Ma non tutti gli errori sono uguali…
«Se una massa neoplastica interessa un’arteria e il chirurgo, nel tentativo di eliminarla, recide il vaso, non è detto che sia colpevole. Bisogna valutare le specificità del caso». Così il chirurgo maxillo-facciale Valentino Valentini. Ma intanto aumentano i contenziosi ed il ricorso alla medicina difensiva che, secondo il professor Marco De Vincentiis (Sapienza) va ridimensionata con la formazione
Il contenzioso non risparmia gli infermieri. Pulimeno (Fnopi): «Puntare su formazione e migliore comunicazione tra le parti»
E sulla mediazione: «Soluzione necessaria». Il vicepresidente della Federazione nazionale degli Ordini degli Infermieri spiega ai nostri microfoni cosa fare per superare definitivamente un problema che non riguarda solo i medici
di Giovanni Cedrone e Arnaldo Iodice
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Riscatto agevolato della laurea, ecco perché ai medici conviene. Cavallero (Cosmed): «È l’unico modo per programmare un’uscita dal lavoro prima dei 70 anni»

La norma voluta dal governo permetterà a chi ha iniziato a lavorare dal 1996 di poter guadagnare anni di contribuzione pagando 5240 euro per ogni anno di studio. «Dobbiamo capire perché universitar...
Lavoro

Allarme pensioni, Palermo (Anaao): «Si rischia il caos. Speriamo che aderisca a Quota 100 solo il 25%»

In base alle stime del sindacato, per il combinato disposto di Quota 100 e gobba pensionistica, in tre anni lasceranno il SSN 24mila medici, che si aggiungono all’attuale deficit di 10mila camici bi...
Lavoro

Rinnovo contratto sanità privata, Aiop: «Siano coinvolte Regioni». Cgil: «Chi fa profitti non può chiedere che a pagare siano altri»

Dopo 18 mesi di trattativa, i sindacati confederati hanno interrotto il dialogo perché le controparti, Aiop e Aris, non sono disposte a farsi carico della parte economica del rinnovo del contratto di...
di Giulia Cavalcanti e Giovanni Cedrone