Giovani 16 Dicembre 2019

Manovra 2020, mail bombing dei giovani medici: «Solo 300 le borse di specializzazione in più, non 1200»

Parte da Facebook l’invito al “mail bombing” attraverso l’hashtag #speranzatradita. I Giovani medici per l’Italia “bombardano” gli indirizzi di posta elettronica di ministeri competenti e redazioni di giornali «per salvaguardare il diritto alla formazione dei giovani medici italiani e la salute dei cittadini»

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Un vero e proprio attacco informatico a suon di hasthtag #perilfuturodelSSN, #vergogna, #pagliacci e #bastaimbutoformativo. Le vittime: ministeri, parlamentari, politici, trasmissioni televisive, agenzie di stampa e redazioni di quotidiani nazionali e di settore. Sono le associazioni di giovani medici ad essersi mobilitate in massa contro il mancato stanziamento di mille borse di specializzazione in più nel 2020.

«Dopo tutti i lunghi mesi di mobilitazione – si legge nelle email inviate – e la richiesta di arrivare almeno a 10.000 Borse di specializzazione mediche per luglio 2020, con l’attuale manovra constatiamo che nel 2020 ci saranno solo 8300 borse di specializzazione, a luglio 2019 erano 8000. La maggioranza di governo ha annunciato 1200 nuove borse, ma questo perché corrispondenti in effetti ai 25+5 milioni posti in Legge. Tuttavia, tale numero – si legge ancora – pare non tener conto delle 900 borse non strutturali assegnate lo scorso anno e che per tale ragione vanno sottratte al numero finale. Per un risultato netto finale di 300 borse in più».

Questi, secondo i giovani medici, i numeri del «paradossale meccanismo che ha generato questi risultati; alla luce di ciò – concludono – vi chiediamo subito di aiutarci a reperire le risorse necessarie a rifinanziare le 900 borse che nel corso dell’ultimo anno non sono state più confermate, e al contempo un impegno per arrivare al numero minimo di 10.000 borse di specializzazione statali per luglio 2020, come dichiarato da più parti della maggioranza e come numero minimo necessario per salvaguardare il diritto alla formazione dei giovani medici italiani e per salvaguardare la salute dei cittadini».

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