ECM, medici sotto attacco 12 Dicembre 2019

ECM, Speranza: «Continuare ad investire su formazione». Anelli (FNOMCeO): «Obblighi restano ma miglioreremo sistema»

Dopo l’inchiesta di Panorama sulla formazione continua di camici bianchi e operatori sanitari, parla il ministro della Salute: «Puntare sulla qualità». Il Presidente della Federazione degli Ordini dei Medici: «Abbiamo preso l’impegno nel 2020 di rivedere le regole dell’ECM per renderle più vicine alle realtà»

L’eco dell’inchiesta del settimanale Panorama sulla formazione continua di medici e operatori sanitari arriva ai massimi livelli politici e sanitari. L’articolo sostiene che circa la metà dei camici bianchi non si aggiorna su scoperte, terapie, progressi scientifici. Una situazione che rischia di deflagare e mettere in cattiva luce il resto della categoria che invece è in regola con l’obbligo deontologico e normativo dell’aggiornamento professionale. Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha convocato nelle scorse settimana la Commissione ECM: da più parti si chiede una riforma del sistema.

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«Partiamo dal fatto che i nostri medici sono di qualità, io difendo i medici di questo Paese che purtroppo sono tra i meno pagati in Europa» sottolinea Speranza a Sanità Informazione. «Guai ad avere un atteggiamento sbagliato nei confronti dei nostri medici che ogni giorno dedicano la vita per servire il Paese, lo Stato e prendersi cura dei pazienti».

Poi Speranza ha annunciato che il sistema dell’aggiornamento continuo sarà implementato andando verso un modello sempre più di qualità: «Abbiamo una Commissione che si occupa di Formazione continua e su questo dobbiamo continuare ad investire, le sfide dell’innovazione nel comparto salute richiedono una formazione sempre più di qualità, sempre più significativa. Punto molto sulla formazione di tutto il personale sanitario».

Anche il Presidente della Federazione degli Ordini dei Medici Filippo Anelli è intervenuto sull’articolo di Panorama. Anelli ha sottolineato che ad oggi non c’è un dato preciso ECM «perché dopo le modifiche che ci sono state da parte della precedente Commissione il sistema che era preposto per la registrazione degli eventi è andato in tilt».

Anelli punta a tranquillizzare pazienti e utenti e annuncia una riforma del sistema: «Vorrei tranquillizzare innanzitutto i cittadini perché il sistema ECM è un sistema che porta a migliorare sempre di più le competenze ma naturalmente non certifica la capacità di esercizio professionale che non viene assolutamente compromessa. Anzi in questa fase, considerato che ci sono nuovi Ordini professionali, c’è una riorganizzazione del sistema delle professioni sanitarie. Noi abbiamo preso l’impegno nel 2020 di rivedere le regole dell’ECM per renderle più vicine alla realtà, cioè a quella che è la capacità di formazione e quindi anche di autoformazione dei medici. Il sistema pensato 20 anni fa ha bisogna di una grande riflessione. Noi nel 2020 faremo una vera e propria riforma del sistema ECM».

Sull’ipotesi sanzioni Anelli chiarisce: «Le sanzioni sono previste non dalla legge ma dal Codice deontologico. Quindi dovrebbero essere a carico degli Ordini. Questo non è un problema, in questo momento noi abbiamo rilevato una difficoltà del sistema formativo e forse un momento di riflessione per affrontare meglio la questione, fermo restando gli obblighi, si dovrà fare».

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