Sanità internazionale 5 Gennaio 2021 14:58

Salute globale, i 10 obiettivi dell’OMS per il 2021

Salute globale, i 10 obiettivi dell’OMS per il 2021

Quello appena terminato è stato «un anno devastante per la salute globale». La sintesi è dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che come da tradizione ha elencato i buoni propositi del 2021. Un decalogo di consigli, linee guida e raccomandazioni per affrontare al meglio le sfide che nel 2021 la sanità di tutto il mondo dovrà affrontare:

OMS, gli obiettivi 2021

  • Una solidarietà globale per la sicurezza sanitaria di tutto il mondo
    L’OMS affiancherà gli Stati per fare in modo che migliorino la loro preparazione e risposta alle pandemie e alle emergenze sanitarie. Oltre ad assistere le comunità più vulnerabili, l’OMS creerà una “Bio Bank”, un sistema di raccolta globale di materiali patogeni e campioni clinici per facilitare lo sviluppo sicuro ed efficace di vaccini e farmaci.
  • Accelerare l’accesso ai test, ai farmaci e ai vaccini per il Covid
    «Assicurare questi strumenti a tutti i Sistemi sanitari del mondo sarà essenziale per porre fine alla pandemia e alla crisi economica che ha causato», il commento dell’Organizzazione. 2 miliardi di vaccini distribuiti, 245 milioni di trattamenti, 500 milioni di test nei Paesi a medio e basso reddito ed il rafforzamento dei sistemi sanitari: questi gli obiettivi principali da raggiungere nel 2021.
  • Una buona sanità per tutti
    Oltre alla sfida pandemica, l’OMS intende aiutare gli Stati ad assicurare servizi sanitari essenziali accessibili a tutti. Verrà lanciato un nuovo programma di sanità primaria, creato uno strumento per identificare i servizi di cui ogni Paese ha bisogno e lanciata una campagna per rafforzare il personale sanitario.
  • Combattere le disuguaglianze di salute
    Nel corso del 2021 verranno utilizzati i dati ad oggi disponibili per accelerare la copertura sanitaria universale e rispondere ai principali determinanti di salute.
  • Creare una leadership globale sui dati e la scienza
    L’Organizzazione Mondiale della Sanità monitorerà e valuterà gli ultimi sviluppi scientifici, legati non solo al Covid-19, per identificare le opportunità da sfruttare per migliorare la salute globale. Rafforzerà, inoltre, i dipartimenti interni in modo da assicurare al mondo le migliori raccomandazioni basate sulle evidenze.
  • Combattere le malattie trasmissibili
    La pandemia ha comportato rallentamenti e passi indietro nella lotta a malattie come poliomielite, AIDS, tubercolosi e malaria. Nel 2021, quindi, l’OMS si impegna ad aiutare i Paesi a procurarsi i vaccini contro queste patologie. Tra gli obiettivi dell’anno, anche la prevenzione, il controllo e l’eliminazione di 20 malattie tropicali neglette.
  • Lotta alla farmaco-resistenza
    La sconfitta delle malattie infettive passa da farmaci efficaci per curarle. Sarà quindi vitale, per l’OMS, proseguire il lavoro iniziato con la Food and Agricultural Organization e la World Organisation for Animal Health per combattere i batteri resistenti agli antibiotici. Questo è quanto si discuterà nei prossimi giorni nella prima riunione del nuovo Global Leadership Group for Antimicrobial Resistance.
  • Prevenire e curare malattie non trasmissibili e mentali
    Responsabili di 7 delle 10 principali cause di morte nel 2019, l’attenzione alla prevenzione e al trattamento delle malattie non trasmissibili sarà uno dei principali focus del 2021. Previsto uno sforzo particolare anche per la salute mentale, messa a dura prova dalle conseguenze della pandemia.
  • Ricostruire meglio
    «Il Covid-19 – spiega l’OMS – offre l’opportunità di ricostruire un mondo migliore, più sano e più verde». Tra gli obiettivi, quindi, non vengono dimenticati la lotta al cambiamento climatico e all’inquinamento.
  • Agire solidali
    «Dalla lotta al Covid-19 è emersa la necessità di dimostrare maggiore solidarietà tra nazioni, istituzioni, comunità e individui. Nel 2021 – conclude l’OMS – daremo priorità a questo, lavorando con i giovani, rafforzando ed espandendo le partnership con la società civile ed il settore privato e collaborando con la neonata Fondazione WHO».

 

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