Sanità internazionale 6 Settembre 2016

I medici internisti ospedalieri si lamentano: «Non veniamo rispettati»

“Non siamo stagisti!”. Negli Stati Uniti i medici internisti ospedalieri si sono sfogati pubblicamente denunciando di non essere rispettati da colleghi e pazienti. Lo conferma una recente ricerca del “Today’s Hospitalist”, secondo cui circa il 70% dei rispondenti non si sente tenuto nella dovuta considerazione: «In pratica –  afferma Amir Emami, un medico internista ospedaliero […]

“Non siamo stagisti!”. Negli Stati Uniti i medici internisti ospedalieri si sono sfogati pubblicamente denunciando di non essere rispettati da colleghi e pazienti. Lo conferma una recente ricerca del “Today’s Hospitalist”, secondo cui circa il 70% dei rispondenti non si sente tenuto nella dovuta considerazione: «In pratica –  afferma Amir Emami, un medico internista ospedaliero che sta lavorando per creare un sindacato che tuteli lui e i suoi colleghi – siamo i segretari di tutti: siamo stati svalutati e facciamo solo quello che gli altri non vogliono fare ma che non ci compete». Inoltre il medico internista verrebbe spesso utilizzato come tramite tra medico e paziente, con conseguenze negative sulla qualità della comunicazione e quindi sulla salute del paziente. Il dottor John Nelson, esperto di medicina ospedaliera dopo averla praticata per 30 anni, spiega le buone pratiche che, se correttamente adottate, permetterebbero a questi medici di migliorare la loro condizione lavorativa: evitare di adottare un atteggiamento vittimista; assumere le proprie responsabilità; mettere in pratica i buoni valori della cittadinanza; trovare una nicchia in cui svilupparsi; enfatizzare la professionalità anche tramite l’abbigliamento; stabilire relazioni attraverso uscite o pranzi insieme ai colleghi; essere consapevole dei propri aspetti positivi e negativi; comunicare con gli altri colleghi tenendo presente sempre la qualità della presa a carico del paziente. Il dottor Nelson però ricorda che i programmi dei medici internisti ospedalieri sono recenti e alcuni medici sono ancora restii a cedere il controllo dei loro pazienti ai medici internisti ospedalieri perché non ne comprendono i benefici: «È per questo che la loro condizione deve essere accettata così com’ è, non precludendo la possibilità di poterla migliorare».

Articoli correlati
“Io medico giuro”: al via la nuova campagna di FNOMCeO in omaggio ai medici impegnati contro il Covid-19
«Ci hanno chiamati angeli, ci hanno chiamati eroi. La parola che meglio e pienamente ci definisce è ‘medici’ – spiega Filippo Anelli - perché il medico giura di tener fede ai valori che informano la professione e non viene mai meno a questo giuramento, nelle emergenze come nella quotidianità, anche a costo della propria vita»
Origine coronavirus, pesanti accuse tra USA e Cina. Trump: «Prove di errori e ritardi». Pechino: «Falsità»
E così quelle che erano nate come teorie complottiste sull’origine del virus arrivano ad occupare la scena della geopolitica internazionale. Maggio si è infatti aperto con un duro scambio di accuse tra l’amministrazione statunitense ed il colosso cinese, all’ombra di una guerra commerciale che sembrava essersi sopita e di una campagna presidenziale che entra sempre […]
Coronavirus negli Usa, un medico italiano in Arizona: «Pochi tamponi, si sottovaluta il rischio»
Francesca Polverino, pneumologa alla guida di un gruppo di ricerca sull’enfisema: «Il governo della mia regione invita a rimanere a casa solo in presenza di sintomi. Non ci sono strategie, il danno sarà più ingente dell’Italia»
di Federica Bosco
Coronavirus, Silvestri (Emory University): «Ecco come gli USA si preparano all’epidemia»
Il professore di Patologia, tra gli animatori del Patto trasversale per la Scienza, racconta come gli Stati Uniti stanno vivendo l’epidemia: «Formazione del personale e sanificazione tra le misure messe in campo». Poi sottolinea: «La tendenza degli americani ad essere più "regolari", insieme al più alto livello di risorse disponibili, può aiutarci a gestire meglio l'emergenza»
Alzheimer, sbarca negli Stati Uniti il primo kit per la diagnosi precoce
Ogni anno 9,9 milioni di nuovi casi della malattia. Nel mese dedicato dall’Organizzazione mondiale della sanità all’auto-cura, via al programma che permette di diagnosticare la presenza di fattori di rischio della malattia tra cui il Rame Libero
di Federica Bosco
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 9 luglio, sono 12.051.561 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 549.735 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 9 luglio: nell’ambito del ...
Diritto

Pensioni, la Cassazione: «Necessaria richiesta per lavorare fino a 67 anni». Altrimenti due anni di attesa per il primo assegno

Il rischio per il lavoratore è di essere sollevato dall’incarico al compimento dei 65 anni, senza ricevere la pensione. Possibile eccessiva riduzione degli organici in sanità
Lavoro

Riforma sistema 118, le posizioni (opposte) di medici dell’Emergenza e SIS 118

Presentato al Senato il Ddl di riforma del 118: prevede organici propri e un sistema dipartimentale. Ma è scontro tra Balzanelli (SIS 118) e Manca (Simeu)