Salute 8 ottobre 2018

Vie aeree in età pediatrica, a Verona il primo congresso internazionale. Professor Marchioni: «Con nuove tecnologie, cure rivoluzionate»

L’evento, previsto per il prossimo 27 ottobre, calamiterà l’attenzione di professionisti di specialità diverse provenienti da tutto il mondo. Il Direttore U.O.C. di Otorinolaringoiatria presso l’Università di Verona: “Sarà l’occasione per testare strumentazioni d’avanguardia come il balloon”

Il mondo medico che si occupa delle vie aeree in età pediatrica si riunirà il prossimo 27 ottobre a Verona nel suo primo congresso internazionale. La tematica è particolarmente delicata perché chiama in causa diverse figure professionali che operano in sanità e perché riguarda la salute dei pazienti più piccoli, che possono presentare anche fin dalla nascita stenosi (ovvero restringimenti) laringotracheali che determinano pesanti problemi respiratori. L’appuntamento sarà l’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte della medicina e della ricerca in questo settore e darà la possibilità agli specialisti che interverranno di testare in prima persona le nuove tecnologie a loro disposizione per effettuare interventi più rapidi e molto meno invasivi che in passato. Verrà ad esempio utilizzato un nuovo balloon a clessidra, uno strumento di nuova generazione dalle dimensioni molto ridotte che permette di risolvere, anche in un solo passaggio, situazioni di difficoltà respiratoria che solo pochi anni fa avrebbero richiesto un intervento che prevedeva l’asportazione di una parte della mucosa laringotracheale. Ne abbiamo parlato con il Professor Daniele Marchioni, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Otorinolaringoiatria presso l’Università di Verona.

Professor Marchioni, a Verona il 27 ottobre ci sarà il primo congresso internazionale sulle vie aeree in età pediatrica.

«Si tratta di un evento estremamente interessante in quanto raggruppa diverse figure specialistiche perché le patologie che interessano soprattutto le vie aeree in ambito pediatrico non riguardano soltanto l’otorinolaringoiatria ma sono di grande interesse anche e soprattutto dal punto di vista anestesiologico ed infermieristico. Il nostro gold point è quello di radunare diversi specialisti per dibattere sulle attuali possibilità e le nuove prospettive terapeutiche di trattamento delle patologie laringotracheali in età pediatrica».

Quali saranno i topics di questo evento?

«Le patologie che frequentemente si possono riscontrare in età pediatrica che determinano stress respiratorio, e quindi una sofferenza dal punto di vista del bambino, sono soprattutto le stenosi laringotracheali che, spesso, sono congenite e dunque si esprimono appena il bambino nasce. Possono però esserci anche delle forme acquisite come papillomatosi laringea, laringomaracia o trachiomaracia. Queste patologie causano il famoso distress respiratorio, per cui il bambino che nasce non riesce a respirare attraverso le sue vie respiratorie. Il nostro compito è quello di capire perché ciò accade e, ovviamente, porvi rimedio».

In questa occasione si farà anche un punto sulle nuove tecnologie a disposizione degli operatori sanitari per trattare questo tipo di patologia. Ci può fare qualche esempio?

«Tra gli strumenti recentemente introdotti, ci sono, ad esempio, i famosi balloon: dei palloncini che ci consentono di dilatare le stenosi laringotracheali facendo un atto mininvasivo che ci permette di rimuovere gli ostacoli che si trovano nelle alte vie respiratorie. Nel corso del convegno ci sarà anche una parte pratica in cui i chirurghi potranno provare in prima persona queste nuove metodiche grazie a test di simulazione».

Cosa differenzia questo balloon dalle tecnologie precedenti e meno evolute e perché è particolarmente indicato per trattare questo tipo di patologie?

«Prima di questa innovazione, laddove esisteva una stenosi laringotracheale dovevamo procedere spesso con interventi laser che, naturalmente, richiedevano l’asportazione di una parte della mucosa laringotracheale. Ora, con questo strumento, molto spesso riusciamo a risolvere il problema attraverso una semplice dilatazione. A volte basta anche un solo step».

A chi si rivolge questo corso?

«Noi ci aspettiamo ovviamente un’affluenza multidisciplinare. Il corso è rivolto soprattutto agli otorinolaringoiatri, quindi ai chirurghi che si interessano di questo argomento, ma anche ai pediatri, visto che naturalmente sono loro in prima linea a trattare queste patologie. Ovviamente ci rivolgiamo anche agli anestesisti e ai logopedisti che seguono questi piccoli pazienti dopo il trattamento».

 

 

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