Salute 27 Marzo 2018 10:40

Vamping, Nobili (neuropsichiatra): «Attenti alle luci del pc, alterano melatonina»

«In aumento gli adolescenti deprivati di sonno, incapaci di affrontare gli impegni quotidiani». Così Lino Nobili, responsabile del centro di Medicina del Sonno dell’ospedale Niguarda di Milano

di Isabella Faggiano
Vamping, Nobili (neuropsichiatra): «Attenti alle luci del pc, alterano melatonina»

Vampiri di notte e zombie di giorno. Quando diventa buio, per molti adolescenti non è arrivata l’ora di dormire, ma il momento giusto per socializzare, rigorosamente nel mondo virtuale. Si chiama Vamping ed è l’ultima ‘moda’ – se così si può definire – che incentiva i giovani a rimanere connessi tutta la notte per navigare tra un social e l’altro. Dopo notti insonni trascorse davanti al pc, gli adolescenti di oggi assomigliano più a degli zombie che a dei ragazzi pronti ad affrontare una giornata di scuola.

«Il Vamping è un’abitudine sempre più diffusa – ha spiegato  Lino Nobili, neurofisiopatologo e neuropsichiatra, responsabile del centro di Medicina del Sonno dell’ospedale Niguarda di Milano -. Capita spesso che a varcare la soglia dei nostri ambulatori siano giovani con un sintomo in comune: troppo stanchi per alzarsi al mattino e prepararsi ad affrontare le lezioni scolastiche».

LEGGI ANCHE: «BAMBINI E ADOLESCENTI “IPERCONNESSI”? QUANDO IL PROBLEMA SONO I GENITORI ASSENTI E CON SENSI DI COLPA»

Quali sono i principali effetti negativi del Vamping?

«Un eccessivo attaccamento ad Internet nelle ore serali comporta un disturbo del sonno e, più precisamente, del ritmo del sonno. L’effetto che si scatena è duplice. Da un lato c’è una componente comportamentale. L’adolescente spinto dalla voglia di estraniarsi dal mondo reale si lascia trascinare da quello virtuale: più resta connesso, più ha difficoltà a dire basta e staccare la spina. Dall’altro lato c’è un effetto biologico: la stimolazione luminosa del computer altera la secrezione della melatonina (un ormone che regola il ciclo sonno-veglia, ndr) e quindi impedisce l’addormentamento. Siamo di fronte ad un vero e proprio circolo vizioso dall’effetto univoco: adolescenti deprivati di sonno che non sono più in grado nemmeno di affrontare gli impegni quotidiani».

È tutta colpa del web?

«No, Internet ha solo complicato la situazione. L’adolescenza è un periodo molto particolare della vita di un individuo. In questa fascia di età, anche prima dell’era del web, i giovani erano alla ricerca di uno spazio proprio, intimo, privato. I ragazzi, in altre parole, hanno sempre cercato di trovare un diversivo che gli permettesse di allontanare l’ora dell’addormentamento. Internet ha, dunque, solo peggiorato una situazione già preesistente».

Perché il Vampig costituisce un “pericolo” più nell’età adolescenziale che in altri momenti della vita?

«Perché l’adolescente ha bisogno di dormine più dell’adulto. È proprio il sonno notturno a contribuire alla maturazione di alcune particolari sinapsi cerebrali».

Siamo di fronte ad una patologia da curare?

«Piuttosto lo definirei un aspetto sociale importante, da non sottovalutare. Questo disturbo del ritmo del sonno, causato dal Vamping, può creare anche un’alterazione dell’umore. Ma allo stesso tempo, può essere un disturbo dell’umore, già presente, a creare la necessità di un rifugio notturno nel web. Ogni adolescente ha una storia a sé. Per aiutarlo a superare questo attaccamento ad Internet – ha concluso Nobili – bisogna scoprire quale sia l’origine del circolo vizioso che si è instaurato. È davvero il Vamping a causare l’insonnia, o piuttosto l’insonnia è la conseguenza di un disagio sociale?».

LEGGI ANCHE: IPERCONNESSIONE, LA PSICOLOGA: «ANSIA, DEPRESSIONE, PROBLEMI SUL SONNO-VEGLIA E ABBANDONO SCOLASTICO SONO AUMENTATI»

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

Articoli correlati
La disinformazione viaggia su Twitter
In pandemia i “cinguettii” hanno ostacolato le vaccinazioni. Lo dimostra un’enorme revisione di dati scientifici internazionali pubblicati su social media e vaccini anti-Covid condotta dai ricercatori dell’Università Cattolica. Ecco i risultati
Fedez e la confessione sui social, esibizionismo o semplice sfogo? L’analisi della psicoterapeuta Iacobelli
La psicoterapeuta Eleonora Iacobelli spiega quali potrebbero essere i motivi cha hanno spinto Fedez a confessare sui social di avere un problema di salute
Ucraina, sui social media «istruzioni» per resistere all’invasione russa
I civili ucraini possono trovare sui social network informazioni utili per la resistenza agli invasori russi
Safer Internet Day: 9 medici su 10 temono le insidie del web, ma solo il 18% sa come difendersi
Prof. Razzante: «Se un medico dovesse finire nel cosiddetto tritacarne mediatico, i fatti di cui è stato protagonista non possono essere cancellati dalla rete. È possibile richiedere un aggiornamento ed una corretta indicizzazione delle informazioni che lo riguardano»
Child Grooming, l’adescamento online di minori sui social: nel 2021 +98% di casi
Lavenia (psicoterapeuta): «Il groomer non sceglie le sue vittime a caso: preferisce soggetti timidi. Individuato il prescelto, setaccia i suoi profili virtuali per raccogliere le informazioni utili a manipolarlo. Instaurati stima, fiducia e affetto, l’adulto adescatore chiederà un incontro dal vivo che, purtroppo, nella maggior parte dei casi, si concluderà con una violenza sessuale»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 27 settembre 2022, sono 615.555.422 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.538.312 i decessi. Ad oggi, oltre 12.25 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata ...
Covid-19, che fare se...?

Se risulto negativo al test ma ho ancora i sintomi posso contagiare gli altri?

Sintomi come febbre e tosse possono durare più della positività al test antigenico rapido. Gli scienziati si stanno interrogando quindi sulla durata della contagiosità. L'ipotesi ...
Covid-19, che fare se...?

Quanto durano i sintomi del Long Covid?

La durata dei sintomi collegati al Long Covid può essere molto variabile: si va da qualche settimana fino anche a 24 mesi