Salute 7 Aprile 2021 22:29

Vaccino AstraZeneca raccomandato agli over 60: la circolare del Ministero della Salute

Locatelli (CSS): «Trombosi superiori all’aspettato fino ai 60 anni ma inferiori all’atteso negli over 60. Obiettivo è mettere in sicurezza le popolazioni con la letalità più alta»

Vaccino AstraZeneca raccomandato agli over 60: la circolare del Ministero della Salute

A poche ore dalla conferenza stampa dell’Ema che ha confermato il plausibile nesso di causalità tra trombosi rare e vaccino AstraZeneca e quando la riunione dei ministri della Salute dei Paesi Ue è ancora in corso, il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli ha annunciato in conferenza stampa che le istituzioni sanitarie italiane raccomandano l’uso preferenziale del vaccino inglese agli over 60. È una circolare del Ministero della Salute a prevedere le indicazioni precise per le Regioni.

Sono i numeri ad aver portato le istituzioni ad adottare questa decisione: «Gli eventi trombotici osservati sono superiori all’aspettato fino all’età di 60 anni ma inferiori all’atteso nei soggetti sopra i 60 anni di età», spiega Locatelli. Che aggiunge: «Il tasso di letalità del Covid-19 è superiore al 20% oltre gli 80 anni, al 10% per i settantenni, al 3% per i sessantenni, per poi scendere in maniera rilevante per i più giovani». Da qui la decisione di alcuni Paesi europei (Germania, Francia e Spagna) di raccomandare un uso preferenziale del vaccino AstraZeneca in determinate fasce di età, «con l’obiettivo di mettere in sicurezza le popolazioni con la letalità più alta», precisando che «il vaccino è approvato oltre i 18 anni e non è proibito somministrarlo dai 18 anni in su».

AstraZeneca, ok alle secondi dosi

E chi ha meno di 60 anni e ha già ricevuto la prima dose? «Al momento non ci sono elementi che suggeriscano l’opportunità di cambiare vaccino, quindi possono ricevere tranquillamente la seconda dose – risponde Locatelli -. Ma quando il numero di persone che avranno ricevuto entrambe le dosi aumenterà(ad oggi, in Europa, 600 mila persone e al momento nessuno ha riportato eventi gravi), sarà importante fare ulteriori riflessioni».

Strategie vaccinali da adattare

«Questo è un vaccino efficace, che protegge dalla malattia. Ed il calo della mortalità per Covid nel Regno Unito ne è la dimostrazione concreta – aggiunge Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute -. E nella situazione che stiamo vivendo è normale che all’aumento delle conoscenze che abbiamo possano seguire modifiche delle indicazioni. È previsto nel piano strategico stesso. Adatteremo quindi le strategie vaccinali, utilizzando se possibile i vaccini anche in maniera migliore».

Benefici superiori ai rischi

Intanto però la confusione, l’incertezza e la paura scatenate dall’odissea AstraZeneca rischiano di far aumentare il numero di persone che rifiuteranno il vaccino inglese. «Il prodotto funziona, gli effetti collaterali sono rarissimi, alcuni farmaci comunemente utilizzati ne hanno di peggiori con incidenze ben più alte, il Covid è molto più pericoloso», ripetono gli esperti da giorni.

È lo stesso Locatelli ad anticipare una delle tante possibili repliche: come mai AstraZeneca era considerato il vaccino per i più giovani e adesso anche questo è raccomandato per i più anziani? «La prima indicazione era relativa ai dati di efficacia del vaccino – spiega il Presidente del CSS -. Dagli studi clinici era evidente che aveva connotazioni più robuste sotto i 55 anni, ma non c’era mai stato un profilo di tossicità. Con l’incremento delle informazioni provenienti dal mondo reale, su milioni di soggetti, si è avuta evidenza della validità importante del vaccino anche negli over 55 e adesso abbiamo il fenomeno di trombosi molto rare ma più frequenti dell’atteso fino ai 60 anni. I vantaggi in termini di copertura dai rischi di sviluppare una malattia grave, comunque, superano di gran lunga i potenziali rischi che sono, lo ripetiamo, molto rari». Alla prossima puntata?

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Eventi avversi vaccini anti-Covid, non grave l’86%. Il rapporto Aifa
Pervenute 91 mila segnalazioni su un totale di 76,5 milioni di dosi somministrate (tasso di segnalazione di 119 ogni 100.000 dosi)
Sicurezza alimentare, al via la campagna #EUChooseSafeFood: «Consumatori europei tra i più protetti al mondo»
Il parere del Comitato nazionale sicurezza alimentare più cliccato dai cittadini? La possibilità di contrarre il Covid-19 attraverso il cibo
di Isabella Faggiano
Scuola, appello ai pediatri: «Parlate a genitori e ragazzi, il vaccino è fondamentale per la didattica in presenza»
Di Mauro (SIPPS) punta sulla corretta informazione scientifica per fugare dubbi e paure. Barbi (FIASO): «I giovani chiedono di vaccinarsi, mentre i genitori temono effetti collaterali a lunga scadenza. È importante tranquillizzarli»
di Federica Bosco
La variante Delta ha cambiato le carte in tavola. Ecco perché e cosa andrebbe fatto per affrontarla
Il professor Guido Rasi: «La variante Delta infetta anche i vaccinati, che tuttavia rimangono asintomatici o paucisintomatici. Mantenere distanziamento e mascherine»
di Guido Rasi, ex Direttore Esecutivo dell'EMA e Direttore Scientifico Consulcesi
La “calda” estate di medici e professionisti sanitari. Petralia (Fiaso): «Ora lo sprint della campagna vaccinale»
Il vicepresidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere: «Il 90% dei pazienti ricoverati in terapia intensiva non ha effettuato nemmeno la prima dose di vaccino. Non sono più ultraottantenni, ma adulti tra i 50 e i 70 anni»
di Isabella Faggiano
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 17 settembre, sono 227.070.462 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 4.670.479 i decessi. Ad oggi, oltre 5,81 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Salute

Aumentano i contagi tra i sanitari: 600% in più in un mese, l’84% sono infermieri

La presidente FNOPI Mangiacavalli interpreta i dati dell'ISS. Anche nel Regno Unito gli studi confermano che la protezione dall'infezione si riduce dopo 5 mesi dalla seconda dose per Pfizer e AstraZen...
Salute

Pericarditi e miocarditi dopo il vaccino, Perrone Filardi (SIC): «Casi rari e mai gravi»

Dopo i casi della pallavolista Marcon e del calciatore Obiang colpiti da pericardite e miocardite, la parola al professor Pasquale Perrone Filardi, presidente eletto della Società Italiana di C...
di Federica Bosco