Salute 6 dicembre 2016

Vaccini in gravidanza, quali rischi? Bianchi (Meyer): «Serve chiarezza…»

Le donne in dolce attesa sono considerate soggetti a rischio di complicazioni. Cosa fare con i vaccini? La pediatra del Meyer: «Il tema è molto dibattuto e non tutti i medici sanno come muoversi nel consigliare, occorre una formazione specifica…»

I vaccini, tema caldo dibattuto con insistenza negli ultimi tempi, rappresenta un terreno di scontro fra scienziati, medici, genitori e istituzioni. Le polemiche non riguardano solo le coperture vaccinali obbligatorie come l’esavalente, ma motivo di scontro è anche il vaccino anti-influenzale che i medici raccomandano a chi risulta essere a rischio, ma non tutti sono d’accordo. Tra le persone a rischio, oltre ad anziani, malati e bambini, l’Organizzazione Mondiale della Sanità include anche le donne in gravidanza. Infatti il malanno di stagione raramente causa problemi al feto, ma questa ipotesi non si può del tutto escludere. Infatti nel momento in cui la donna è incinta, il sistema immunitario è meno efficiente, dunque il rischio di complicazioni come la polmonite è più alto. Tuttavia, il numero di donne incinte che scelgono di sottoporsi al vaccino antinfluenzale, almeno in Italia, è basso rispetto al resto d’Europa e anche tra gli operatori sanitari non c’è totale accordo sull’utilità del vaccino e sulla sua inoffensività. Su questo tema interviene Leila Bianchi, pediatra e infettivologa dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

Vaccinarsi in gravidanza, quali sono i benefici e quali sono i rischi?

«Il tema della vaccinazione in gravidanza è un tema nuovo. Come tutte le novità si tende ad accoglierle progressivamente. Io ritengo che il vaccino anti-influenzale sia molto importante per le neo-mamme perché serve a proteggere sia la donna che il bambino. La donna in gravidanza che contrae l’influenza rischia che il virus si manifesti più gravemente a causa del sistema immunitario più fragile. Inoltre, vaccinando la mamma, la copertura si trasmette anche al neonato che, ricordiamo, nei primi mesi di vita non può essere vaccinato, dunque questo è il modo migliore per proteggerlo anche nei primi sei mesi dalla nascita. Stesso discorso vale per la pertosse. Un alto tasso di morti per pertosse sono proprio i bambini piccoli, soprattutto quelli sotto i 3 mesi di vita, quindi quando ancora non possono essere vaccinati. Anche in questo caso, se la madre si vaccina, gli anticorpi passano al neonato che di conseguenza sarà protetto anche nei primi tempi dopo la nascita. Parliamo di sicurezza dei vaccini in gravidanza, su questo argomento sono usciti tantissimi lavori: è ormai noto che i vaccini ‘inattivati’, cioè caratterizzati da microrganismi uccisi, sono assolutamente sicuri, in nessun modo possono dare danno né alla donna né al bambino. Per quanto riguarda i vaccini ‘attenuati’, con microrganismi vivi ma resi non patogeni, morbillo, parotite, rosolia, varicella, rimane ancora una controindicazione in gravidanza. Parliamo di un rischio teorico, quello del passaggio del virus al feto, ed in effetti questo evento non si è mai verificato: abbiamo verificato che su alcune donne per errore erano stati somministrati questi vaccini ma non si è mai verificato alcun problema. Tuttavia la raccomandazione rimane questa: nessun rischio per i vaccini inattivi mentre meglio evitare i vivi attenuati. Per quanto riguarda il vaccino contro il virus del Meningococco, tema attualissimo in questo momento, sfatiamo un mito: può essere fatto tranquillamente, così come tutti gli altri vaccini inattivati».

Sul tema vaccini, la formazione dei medici quanto è importante? Quanto il medico effettivamente influisce nella decisione del genitore?

«Il medico influisce tantissimo. Ad esempio, sul tema delle vaccinazioni in gravidanza abbiamo avuto delle grosse difficoltà con il gruppo dei ginecologi e ostetrici, talvolta anche medici generici, semplicemente perché, essendo un argomento parecchio dibattuto, a volte non vogliono rischiare di consigliare qualcosa che più volte è stato sottoposto ad analisi e approfondimenti. Io penso che la medicina è un campo del sapere sterminato, ci sono sempre più informazioni, progressi, scoperte, non possiamo sapere tutto, però sicuramente fare una formazione specifica sulle vaccinazioni può aiutare il medico nella sua pratica quotidiana a consigliare meglio i genitori che nello stesso tempo si sentirebbero più sicuri».

Articoli correlati
40 anni SSN, Grillo: «No privatizzazione diritti fondamentali». Sulle aggressioni: «Più misure di sicurezza ma c’è problema sociale»
Davanti al Capo dello Stato il racconto di 40 anni di Servizio Sanitario Nazionale anche attraverso la testimonianza di persone comuni. Il Ministro della Salute ha chiesto l’appoggio dei Governatori «per combattere corruzione, malgoverno e promuovere servizi migliori»
Vaccini, a Perugia convegno SIMEDET e CISL Umbria contro la disinformazione: «Rispondere con evidenze scientifiche a chi parla senza conoscere»
Tra i relatori i professori Gaetano Maria Fara e Susanna Esposito. Il titolo dell’incontro è “La vaccinazione oggi: tra realtà e falsi miti”
Dal “Siero Bonifacio” alla cura Di Bella, Roberto Burioni racconta 10 “Balle mortali”
«Il libro parla delle bugie in medicina e delle conseguenze gravissime che queste possono avere sulla salute e anche sulla vita delle persone» così il virologo del San Raffaele
Morbillo, nel 2017 110mila morti nel mondo. L’OMS: «Senza aumento coperture vaccinali perderemo decenni di progressi»
L’aumento dei casi preoccupa le agenzie sanitarie: «Non sono dati sorprendenti, ma il frutto della combinazione della diffusione di notizie false sui vaccini in Europa, del collasso della sanità in Venezuela e di sacche di povertà e bassa immunizzazione in Africa. Sono necessarie misure urgenti»
Vaccini, il commissario europeo Andriukaitis: «Inutile discutere su obbligatorietà o volontarietà, contano coperture»
«Il nostro dovere è liberarci dal morbillo entro il 2020. Che cosa stiamo facendo, tutti insieme, Parlamenti e governi di tutti gli Stati membri per raggiungere quell'obiettivo?» così il commissario europeo alla Salute in conferenza stampa a Bruxelles VEDI L'INTERVISTA DI SANITA' INFORMAZIONE
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Endometriosi, arriva nuovo Ddl: 25 milioni per la ricerca e bonus malattia. Sileri (Comm. Sanità): «Prevenzione e tutela contro patologia subdola»

Per contrastare il ritardo nella diagnosi il disegno di legge presentato al Senato prevede corsi di formazione per ginecologi e medici di famiglia e una Giornata nazionale per parlare della malattia. ...
Politica

Sunshine Act, ecco cosa prevede Ddl trasparenza. Il relatore Baroni (M5S): «Così si previene corruzione. Per i medici no oneri burocratici»

Il provvedimento, in discussione in Commissione Affari Sociali, è sul modello di una analoga legge francese. Soglia minima per la dichiarazione è 10 euro: l’obbligo sarà in capo alle industrie sa...
Formazione

Formazione ECM, c’è tempo fino al 2019 per mettersi in regola. La proposta di Lenzi (Area medica): «Rafforzare obbligo crediti in alcune discipline»

Delibera Agenas stabilisce che per il triennio 2014/2016 si potranno utilizzare i crediti maturati nel periodo 2017/2019. Il presidente del Comitato di Biosicurezza e Biotecnologie e membro della Comm...