Salute 23 Aprile 2023 18:48

Uomini e donne diversi anche a tavola: come cambiano endocrinologia di genere e uso farmaci

La Federico II (Napoli) con una review di 43 studi apre nuovi scenari. A Sanità Informazione parla Annamaria Colao, presidente della Società Italiana di Endocrinologia (SIE)…

Uomini e donne diversi anche a tavola: come cambiano endocrinologia di genere e uso farmaci

Uomini più propensi a spuntini notturni, cibi grassi e pasti ad orari sballati. Donne più attratte da carboidrati, frutta e verdura, ed inclini ad una maggiore regolarità. La parità dei sessi non si fa certo a tavola, ed anzi, i gusti e le scelte in ambito alimentare sarebbero determinate prevalentemente dal sesso, dall’assetto ormonale e dai cambiamenti fisiologici dello stato riproduttivo (ciclo mestruale e menopausa), piuttosto che da fattori culturali e dal luogo di appartenenza. A evidenziarlo è una review, in corso di pubblicazione, condotta dal Dipartimento di Endocrinologia dell’Università Federico II di Napoli che ha preso in esame 43 studi in materia effettuati negli ultimi 10 anni.

Una review per l’endocrinologia di genere

I dati, oltre a fare luce sulla matrice ormonale e di genere che sottende i comportamenti alimentari, apre nuovi scenari relativamente all’utilizzo e all’efficacia dei farmaci anti-obesità che, a seconda del genere del paziente, agirebbero in maniera molto diversa. Abbiamo approfondito la questione con la professoressa Annamaria Colao, presidente della Società Italiana di Endocrinologia (SIE) e Ordinario di Endocrinologia Università Federico II di Napoli.

I gusti alimentari in base al sesso

«Abbiamo deciso di mettere a sistema una serie di concetti la cui consequenzialità è evidente, ma sui quali non era stata fatta una riflessione approfondita – dice ai nostri microfoni Colao. Innanzitutto la review suggerisce che gli estrogeni agiscano sui nuclei ipotalamici, che sovraintendono al controllo della fame e della sazietà, attivando il sistema cannabinoide che stimola l’appetito e induce nelle donne il desiderio di cibi ricchi di carboidrati. Gli uomini invece sono più propensi a mangiare cibi ricchi di grassi perché il testosterone attiva un altro sistema che è quello della dopamina, un neurotrasmettitore cerebrale che genera una maggiore sensazione di forza e aggressività. Questo, almeno fino a quando la donna non arriva alla menopausa quando, con il calo degli estrogeni, e le differenze si riducono e tendono ad avere preferenze più simili agli uomini».

Il timer alimentare: differenze di genere

Ma ci sono altri fattori, oltre ai gusti alimentari, che entrano in gioco, come la propensione a mangiare in determinati orari. «Per mantenere un peso normale – afferma Colao – è importante sincronizzare il momento dei pasti con il nostro orologio biologico interno, concentrando il consumo dei cibi nella prima parte della giornata quando i livelli di cortisolo sono più alti ed è maggiore la richiesta energetica quotidiana. Secondo la review il 47% delle donne concentra il consumo del cibo nella prima parte della giornata contro il 33% degli uomini. Per la sera invece è il 46% delle donne contro il 63% dei maschi – sottolinea l’esperta -. Le donne tendono dunque ad assecondare l’orologio biologico, con effetti vantaggiosi per il mantenimento di un peso normale. Gli uomini, invece, sono “late eaters” cioè mangiatori notturni quando i livelli di cortisolo sono più bassi. Ciò comporta con conseguenze metaboliche peggiori perché ‘sfasati’ con l’orario biologico e un rischio maggiore di sviluppare obesità, anche perché più inclini delle donne a svegliarsi per consumare spuntini notturni».

L’impatto ormonale nelle terapie anti-obesità

Assodato che il genere influenza i gusti alimentari e i livelli di adattamento al ritmo biologico nel consumo dei pasti, per via degli ormoni sessuali che agiscono anche sulla diversa distribuzione del grasso corporeo, è logico aspettarsi significative differenze di genere per quanto riguarda i meccanismi di azione, efficacia ed effetti collaterali dei farmaci antiobesità. «La distribuzione del grasso corporeo nell’uomo e nella donna è diversa – dichiara ai nostri microfoni Colao – e questo significa che anche la biodistribuzione e l’efficacia di ogni farmaco antiobesità sarà diversa. Ad esempio, le molecole che agiscono sull’obesità viscerale hanno una efficacia diversa nell’uomo e nella donna in quanto è l’uomo ad avere più grasso a livello viscerale. E sarà ancora diversa se una donna obesa è in fase fertile o in fase post-menopausale, perché gli estrogeni modificando le proteine leganti, modificano la biodistribuzione. Per questo, bisognerebbe rimodulare protocolli e studi in base al genere. Tra l’altro in questa discussione siamo ancora agli albori riferendoci solo a uomo e donna – conclude – mentre queste questioni sono ancora più impattanti sulle persone transgender che assumono ormoni, e non possiamo più, oggi, ignorare questo aspetto».

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