Salute 20 ottobre 2015

Un “giusto ritmo” nella lotta agli scompensi cardiaci

Evento al Senato organizzato nella seconda Giornata Nazionale della Lotta alle AritmiePunto di incontro tra il mondo medico e la politica: “Attenzione sugli stili di vita”

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Un problema che “sta a cuore” a tanti. E’ questo il messaggio emerso in Senato, durante l’evento “Il giusto ritmo 2.0”, giunto al suo secondo appuntamento in occasione della II Giornata Nazionale della Lotta alle Aritmie.


Il convegno si è confermato un importante punto di incontro tra istituzioni e mondo della sanità per un tema sempre più di rilevanza sociale a causa della sua grande diffusione. Sono molti, infatti, gli italiani che soffrono di scompensi cardiaci più o meno gravi, tra cui la fibrillazione atriale. Tanti i protagonisti del mondo della politica e della sanità intervenuti all’evento per comunicare e proporre soluzioni e nuovi orizzonti. Un evento caleidoscopico che ha suggellato una bella sinergia tra mondi diversi – istituzionale, sanitario e farmaceutico – ma complementari quando si tratta di rispondere alle esigenze della comunità.

«Parliamo di patologie direttamente collegate agli stili di vita – commenta il senatore Piero Aiello, membro della Commissione Igiene e Sanità – e chi fa politica sanitaria deve avere la capacità di ascoltare e tradurre queste richieste in atti legislativi. Molte volte si parla di malattie metaboliche, diabete e malattie vascolari, perdendo di vista patologie come le aritmie che in Italia coinvolgono moltissime persone e che sono in evoluzione perché collegate appunto allo stress, all’ansia, alla depressione».

Gli fa eco il dottor Stefano De Lillo, cardiologo, membro del CDA dell’Agenas, già senatore nonché promotore dell’iniziativa: «Bisogna considerare anche il ruolo svolto dalla classe politica, che deve prendere sempre più consapevolezza delle nuove prospettive in tema di cardiologia. Il punto di arrivo  – continua De Lillo – sarà quello dell’appropriatezza, che il Ministero sta appunto tracciando per cercare di fornire con i mezzi a disposizione, le cure più appropriate a chi ne ha bisogno. Ogni anno ci troviamo di fronte a nuove scoperte e a nuove opportunità terapeutiche».

Fiducioso anche Luca Carreri, direttore della Business Unit Johnson & Johnson, ente contributore dell’evento.  «E’ stata una giornata determinante per sottoporre alle autorità politiche il problema delle aritmie, che in Italia non vengono ancora trattate abbastanza. Per fortuna  – aggiunge – molte realtà hanno già messo sul tavolo delle possibili soluzioni che non comportano ulteriori costi per il Ssn. La nostra realtà, invece, si propone come facilitatore di un dialogo tra gli attori in gioco che porti alla realizzazione di proposte concrete». Appuntamento, quindi, al prossimo anno…

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