Salute 21 marzo 2018

Tecnologia in medicina: all’Umberto I è arrivato Heart Navigator per ‘esplorare’ il cuore senza aprire il torace

Uno strumento all’avanguardia per l’impianto percutaneo di valvole cardiache donato dalla Fondazione Roma al Policlinico universitario. «Un grande contributo che permetterà all’ospedale di migliorare la qualità degli interventi e della formazione dei giovani medici» spiega Eugenio Gaudio, Rettore dell’Università Sapienza

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«Navigare nel cuore per esplorarne tutte le parti nel modo meno invasivo possibile». Così il Professore Luciano Agati, cardiologo e Direttore U.O. “Diagnostica e Terapia Cardiovascolare” del Policlinico Umberto I, descrive il funzionamento dello Heart Navigator, uno strumento all’avanguardia per l’impianto percutaneo di valvole cardiache introdotto da pochi mesi presso il Policlinico Umberto I. «Questa – prosegue il Professore – è la prima apparecchiatura in Italia che consente l’imaging fatto con gli ultrasuoni insieme a quello angiografico. Si tratta del futuro della cardiologia. Speriamo così di riuscire a curare i nostri pazienti senza aprire il torace per inserire le valvole in modo semi-invasivo».

Heart Navigator è stato donato al Policlinico dalla Fondazione Roma, una realtà che sostiene, in Italia ed in Europa, iniziative di solidarietà e di utilità sociale nei settori della sanità. «Siamo lieti di avere sostenuto questa importante iniziativa» interviene Emmanuele F.M. Emanuele, Presidente della Fondazione Roma. «Questo passo in avanti ci pone come numero uno nella risposta ad una patologia diffusa come quella delle malattie coronarie. Grazie alla collaborazione tra Policlinico e Sapienza siamo riusciti a realizzare pienamente, in tempi brevi, quello che io ritengo sia un dovere previsto dalla Costituzione (nell’art. 118): se lo Stato non è in grado di dare un’efficace risposta ai bisogni, il privato sociale senza fine di lucro può farlo. Ecco questo è un esempio virtuoso di quella che è la solidarietà orizzontale che permette veramente di dare risposte ai bisogni della collettività».

«Un grande contributo che permetterà all’ospedale di migliorare la qualità degli interventi» spiega Eugenio Gaudio, Rettore dell’Università Sapienza di Roma. «Altro valore aggiunto la possibilità di fare un addestramento più all’avanguardia ai nostri specializzandi che con questo nuovo strumento potranno avvicinarsi meglio e più approfonditamente alle nuove tecnologie; questa è la priorità per un Policlinico universitario il cui fine è formare i medici del terzo millennio che devono essere in grado di affrontare appieno le sfide del futuro».

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