Salute 9 Settembre 2020 10:15

Ritorno a scuola, a Milano test sierologici per 6000 studenti dai 3 ai 18 anni

Test pungidito analizzati al Buzzi per fotografare la situazione epidemiologica nelle scuole. In caso di esito positivo, immediato il tampone. Presto camper per esaminare anche studenti con sintomi influenzali. Il progetto pilota dell’ASST Fatebenefratelli Sacco con la collaborazione del Provveditorato agli studi e dell’Università Statale

di Federica Bosco

Parte da Milano un programma integrato di sorveglianza epidemiologica che consentirà di conoscere e di monitorare la diffusione del coronavirus tra gli studenti. Test sierologici su base volontaria verranno realizzati  su 6000 alunni dai 3 ai 18 anni di 14 istituti milanesi in tre fasi dell’anno scolastico: prima dell’inizio, a dicembre e in primavera. Questo permetterà di verificare la carica virale e gli effetti che il virus avrà sui più giovani. È l’obiettivo del progetto pilota che è stato messo a punto dall’Istituto Fatebenefratelli Sacco con la collaborazione del provveditorato agli studi.

SCREENING AL BUZZI

L’iniziativa che ha preso il via lo scorso lunedì con la distribuzione dei primi kit alle scuole è stata presentata alla stampa presso l’ospedale Buzzi che avrà un ruolo fondamentale nella fase di verifica dei test. A sottolinearlo è stato il direttore generale del Fatebenefratelli Sacco, il professor Alessandro Visconti: «La possibilità di farlo a Buzzi è data dal fatto che nell’ospedale pediatrico del gruppo ci sono macchinari che di solito vengono utilizzati per malattie ereditarie metaboliche nello screening neonatale e possono essere impiegate per analizzare fino a 2400 campioni di sangue al giorno e di processarlo in tempi velocissimi».

ATTENDIBILITÀ TEST AL 96%

Test rapidi, ma assolutamente attendibili, garantisce il professor Gian Vincenzo Zuccotti, Direttore del dipartimento di Pediatria del Fatebenefratelli Sacco, Prorettore dell’Università Statale di Milano e ideatore del progetto: «Sono equiparabili ai test con prelievo venoso – assicura –. Abbiamo verificato che hanno un’attendibilità pari al 96-98%».

«Il kit contiene un pungidito, la carta bibula e delle informazioni per come eseguirlo e per dare il consenso informato. Appena le scuole ci rimanderanno questi cartoncini con i campioni di sangue che i genitori raccoglieranno al proprio domicilio, noi potremmo fare il dosaggio degli anticorpi con una chiara fotografia di quella che è la situazione all’interno della scuola».

Il risultato sarà disponibile dopo 24 ore. Se negativo verrà inserito nel Fascicolo Sanitario Elettronico del singolo interessato e sarà consultabile direttamente secondo le procedure regionali e dal pediatra di libera scelta. In caso di risultato positivo, o dubbio, invece, lo studente verrà sottoposto al tampone rinofaringeo. Per agevolare ancor più il comparto scolastico, particolarmente sotto stress in questo avvio, è allo studio una modalità di esecuzione dei tamponi direttamente a scuola.

ALLO STUDIO IL CAMPER ANTI-COVID PER EFFETTUARE TAMPONI DIRETTAMENTE A SCUOLA

«Il problema del bambino con sintomi influenzali in classe è uno dei nodi da sciogliere – ammette Zuccotti –. Stabilire se l’alunno ha una banale influenza oppure è affetto da Covid è fondamentale per tenere sotto controllo la pandemia. Pertanto, oltre ai test sierologici, stiamo mettendo a punto un sistema di monitoraggio con tampone faringeo direttamente nei pressi delle scuole dove un camper sarà attrezzato per accogliere gli studenti che in classe manifestano sintomi sospetti. In questo modo i ragazzi saranno isolati dalla classe, verrà chiamato il camper e in poco tempo verrà realizzato e processato il tampone. In meno di due ore, si avrà l’esito e si saprà, quindi, se i compagni e i professori dovranno andare in quarantena oppure no».

In attesa di vedere i camper anti-Covid posizionati davanti alle scuole, il provveditorato agli studi deve risolvere la spinosa questione dei professori che manifestano situazioni di fragilità.

SCUOLE SUPERIORI E UNIVERSITÀ: DIDATTICA MISTA

«Gli insegnanti e il sistema amministrativo in questo momento hanno grandi difficoltà e perplessità – commenta il dirigente dell’ufficio scolastico del territorio di Milano Marco Bussetti -. Noi cerchiamo di dare supporto e sostegno e questo strumento va in quella direzione. Le scuole per ora partono in presenza nel primo ciclo e un misto tra didattica a distanza e presenza in aula nel secondo ciclo. Vedremo poi strada facendo».

Anche l’Università Statale di Milano ha deciso di prendere parte al programma, come sottolineato dal Rettore Elio Franzini presente alla firma del protocollo d’intesa. «Applicheremo il modello di sorveglianza sierologica mediante test su base volontaria con l’intento di monitorare studenti, docenti, personale tecnico e amministrativo. Nel frattempo, abbiamo avviato un piano di rientro misto, con matricole e studenti che seguono i laboratori scientifici in presenza con turni e prenotazione delle aule, mentre gli altri corsisti saranno a distanza ancora per qualche mese».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
L’affondo di Villani (SIP): «Vaccino contro il morbillo reso obbligatorio con 8 morti al giorno»
Ricciardi al webinar Altems dedicato al ritorno in classe: «Sono preoccupato. I casi di Covid-19 tra i bambini sono molti, e alcuni finiscono in terapia intensiva. Nelle scuole non ci siano adulti non vaccinati»
Covid e giovani, Speranza: «Prossima settimana intervento Governo per scuola in presenza. Si valutano iniziative forti»
Il Ministro della Salute ha risposto al Question Time al Senato: «L’85% personale scolastico ha già avuto prima dose. Al lavoro perché dato cresca in modo significativo»
Covid e scuole, la grande incognita di settembre. Cosa succederà secondo i pediatri
Le varianti minacciano il ritorno alla normalità, nonostante i vaccini. L’obiettivo? «Evitare la DAD immunizzando gli adolescenti»
Dal 7 all’11 giugno a Milano il Convegno europeo ISPCAN
Oltre 70 Paesi e 400 contributi con l’obiettivo di promuovere un network internazionale capace di potenziare le strategie di contrasto al maltrattamento e alla violenza su bambine, bambini e adolescenti
Villa Marelli a Milano, modello di integrazione tra medicina ospedaliera e del territorio
Ribera (direttore Servizi territoriali ASST Niguarda): «Entro 72 ore siamo in grado fare la diagnosi e definire la cura del paziente Covid grazie alla collaborazione tra professionisti ospedalieri, medici di medicina generale e infermieri di comunità»
di Federica Bosco
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 17 settembre, sono 227.070.462 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 4.670.479 i decessi. Ad oggi, oltre 5,81 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Salute

Aumentano i contagi tra i sanitari: 600% in più in un mese, l’84% sono infermieri

La presidente FNOPI Mangiacavalli interpreta i dati dell'ISS. Anche nel Regno Unito gli studi confermano che la protezione dall'infezione si riduce dopo 5 mesi dalla seconda dose per Pfizer e AstraZen...
Salute

Pericarditi e miocarditi dopo il vaccino, Perrone Filardi (SIC): «Casi rari e mai gravi»

Dopo i casi della pallavolista Marcon e del calciatore Obiang colpiti da pericardite e miocardite, la parola al professor Pasquale Perrone Filardi, presidente eletto della Società Italiana di C...
di Federica Bosco