Salute 15 Maggio 2020

Terapia al plasma, in Lombardia test a 500mila possibili donatori, conservazione in banca regionale e trattamento in più ospedali

Monti (presidente Commissione sanità Lombardia): «Dopo malati guariti e operatori sanitari, ci affideremo all’Avis per trovare una quota sufficiente di anticorpi neutralizzanti che serviranno per pazienti Covid»

di Federica Bosco
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Prende il via la banca del plasma iperimmune lombarda. Dopo la sperimentazione del policlinico San Matteo di Pavia e dell’ospedale di Mantova che ha confermato l’efficacia della cura con una riduzione della mortalità dal 15 al 6%, è stato definito il protocollo della raccolta del plasma in tutta la Regione: saranno 500mila le persone che verranno testate per individuare la presenza di anticorpi neutralizzanti ed il grado di immunità, come spiega Emanuele Monti, presidente della Commissione sanità di Regione Lombardia.

«È un grande risultato della ricerca nata tra Policlinico San Matteo e Ospedale Carlo Poma di Mantova, un’unione con l’Università che ha permesso di trattare 46 pazienti, molti dei quali in terapia intensiva, molti gravi e compromessi, e i risultati sono formidabili: riduzione dei due terzi della mortalità e miglioramento netto delle condizioni cliniche e respiratorie dei soggetti trattati. Pertanto, possiamo dire a gran voce che il plasma funziona e questo ci ha permesso di avere indicazioni molto positive, ora non dobbiamo perdere tempo».

LEGGI ANCHE: TERAPIA AL PLASMA, DA ISS E AIFA STUDIO NAZIONALE PER VALUTARNE L’EFFICACIA

Giorni preziosi che Monti ha sfruttato al meglio sollecitando la Regione ad intraprendere un nuovo percorso, sulla scia di quanto annunciato dal governatore veneto Zaia, con la creazione della banca del plasma iperimmune. «Abbiamo suggerito a Fontana – riprende il presidente della Commissione sanità della Regione –, con una mozione urgente portata avanti dalla Lega e che mi ha visto come primo firmatario, la possibilità di creare una banca del plasma iperimmune per la Lombardia. Il presidente Fontana si è subito attivato per rendere fattibile il progetto e l’ha presentato in settimana».

I prossimi giorni saranno fondamentali per la messa a punto della banca che avrà diversi obiettivi: «Innanzitutto verrà fatta una chiamata attiva ai possibili donatori, ovvero tutti coloro che hanno avuto il Covid e che verranno contattati dall’azienda ospedaliera per fare un test specifico che valuterà la presenza e la forza degli anticorpi nel proprio plasma e quindi la possibilità di donare il plasma alla banca regionale. In secondo luogo verrà testato tutto il personale sanitario che già da alcune settimane è sottoposto al test sierologico per cercare gli anticorpi neutralizzanti e poi più in generale, grazie alla collaborazione con Avis, si cercheranno donatori tra coloro che già svolgono un lavoro eccezionale di senso civico per dare ancora un aiuto alla popolazione. L’abbinata di tutti questi fattori – spiega Monti – con un test capace di valutare la presenza degli anticorpi neutralizzanti e la qualità del plasma, permetterà di avere una banca ben rifornita. Dopodiché si procederà con il prelievo e l’immagazzinamento per avere il plasma pronto all’utilizzo per la cura nei soggetti che ne avranno bisogno. Quello che abbiamo voluto indicare al presidente Fontana è di estendere la cura a più presidi ospedalieri possibili  garantendo un’eccellenza e una specializzazione nelle cure oltre ad una diffusione sempre più ampia», conclude.

 

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