Salute 27 Settembre 2019 11:00

Suicidio assistito, Don Angelelli (Pastorale Salute CEI): «Stato non invada sfera delle scelte personali»

Il Direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute della Conferenza Episcopale Italiana è intervenuto al Congresso ANTEL per parlare del rapporto tra etica e lavoro nella sanità. Sul fine vita sottolinea: «Si parla di grande libertà, ma noi sappiamo che la libertà è vera nel momento in cui è orientata al bene e terminare anticipatamente la vita non so quanto sia bene»

Nonostante fosse un tema ostico, il suo intervento al Congresso dell’Associazione dei Tecnici di Laboratorio (ANTEL) ha riscosso tanti applausi. Monsignor Massimo Angelelli, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute della Conferenza Episcopale Italiana, è riuscito però di parlare di temi etici senza cadere nella retorica e conquistando anche una platea composta da tanti giovani tecnici di laboratorio. Al centro del suo intervento quello che potrebbe essere la base di un codice etico comune delle professioni sanitarie, la salvaguardia della sfera di libertà etica del lavoratore anche in relazione al rapporto con il paziente. Angelelli, che ha già collaborato alla stesura del Codice etico degli infermieri, non poteva non toccare il tema del suicidio assistito dopo la sentenza della Consulta che ha aperto, in casi limitati, a questa possibilità: «Si parla di grande libertà, ma noi sappiamo che la libertà è vera nel momento in cui è orientata al bene e terminare anticipatamente la vita non so quanto sia bene».

Quali sono i valori che devono ispirare l’operato dei professionisti sanitari che poi potrebbero essere inseriti in un codice etico comune?

«Il mio intervento al Congresso ANTEL riguarda la dimensione deontologica della professione, quindi ciò che ogni professionista sanitario deve fare, quali sono i comportamenti propri delle scelte individuali anche nell’ambito della professione. Poi si apre uno spiraglio sulle scelte morali della persona, che a volte potrebbero anche entrare in conflitto con alcune richieste dei pazienti o con alcune normative che invadono la sfera deontologica. A quel punto si pone il problema in coscienza di quali sono le scelte che deve fare l’operatore e quello è uno spazio molto personale di libertà personale nel quale avvengono le scelte che fanno riferimento all’apparto valoriale della persona».

LEGGI ANCHE: ETICA E SANITA’, PARLA DON ANGELELLI (CEI): «GARANTIRE LIBERTA’ AGLI OPERATORI SANITARI. SANITA’ CATTOLICA HA RINCORSO MODELLO AZIENDALISTICO, TORNARE ALLE ORIGINI»

Sullo sfondo c’è il grande tema del fine vita…

«In questi giorni se ne parla tanto, anche questo è un tema che può riguardare i professionisti sanitari. Io mi sono posto tante domande in questo periodo riguardo al fine vita. Parto dal presupposto che è un tema estremamente delicato che va trattato con grande attenzione e grande prudenza perché riguarda uno dei tratti più fragili della vita delle persone. Ho l’impressione che lo Stato voglia invadere la sfera delle scelte personali. Si parla di grande libertà, ma noi sappiamo che la libertà è vera nel momento in cui è orientata al bene e terminare anticipatamente la vita non so quanto sia bene».

Articoli correlati
«Macchine non possono sostituire la relazione di cura. Su eutanasia no a ideologismi». Intervista a Don Angelelli (CEI)
Il Direttore Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute CEI: «Interporre una macchina, una mediazione digitale tra il curante e il curato sarebbe un passo indietro»
Suicidio assistito, eutanasia e rinuncia ai trattamenti salvavita: ecco cosa si può fare e cosa è vietato in Italia
Gobber (SICP): «Con la sentenza n.242 del 2019 la Corte Costituzionale aveva chiesto al Parlamento di legiferare in materia di suicidio assistito. Ad oggi, in Italia, resta una pratica illegale. È, invece, del tutto legittimo che il paziente rinunci a qualsiasi intervento sanitario, anche salvavita»
di Isabella Faggiano
Suicidio assistito, eutanasia, DAT: cosa cambia nella responsabilità per il medico?
La Sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita pone nuovi interrogativi ai medici in ambito di responsabilità professionale. Alcuni chiarimenti con il contributo del Prof. Pasquale Macrì della Prof. Paola Frati, a margine del convegno dell’Università La Sapienza.
Suicidio assistito, FNOMCeO: «Medici non più punibili se rispettate condizioni Corte Costituzionale»
Il Consiglio nazionale della Federazione degli Ordini dei Medici aggiorna il codice deontologico
Suicidio assistito, perché sì/ D’Avack (Com. Bioetica): «Giusto regolamentare. Per i medici corretto prevedere obiezione»
Il presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica soddisfatto della decisione della Consulta: «Bene che abbia dato indicazioni precise, anche per una futura normativa che vada ad integrare e a migliorare quanto previsto»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 22 settembre, sono 229.563.544 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 4.709.292 i decessi. Ad oggi, oltre 5,96 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Salute

Aumentano i contagi tra i sanitari: 600% in più in un mese, l’84% sono infermieri

La presidente FNOPI Mangiacavalli interpreta i dati dell'ISS. Anche nel Regno Unito gli studi confermano che la protezione dall'infezione si riduce dopo 5 mesi dalla seconda dose per Pfizer e AstraZen...
Salute

Pericarditi e miocarditi dopo il vaccino, Perrone Filardi (SIC): «Casi rari e mai gravi»

Dopo i casi della pallavolista Marcon e del calciatore Obiang colpiti da pericardite e miocardite, la parola al professor Pasquale Perrone Filardi, presidente eletto della Società Italiana di C...
di Federica Bosco