Salute 26 gennaio 2018

«Solo il 15% dei primari in oncologia è donna»: parlano le Women for Oncology

Un network che promuove opportunità per le oncologhe italiane in un contesto professionale in cui le quote rosa sono in ascesa ma ancora troppo deboli. Obiettivo dell’iniziativa: costruire una futura classe dirigente al femminile

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Il 50% degli oncologi italiani è donna, ma solo il 15% dei 223 primari oncologici è rosa. Globalmente, in ambito sanitario, la percentuale di operatori donna è in crescita dal 30 al 35%, mentre nel management sanitario la quota cresce dal 9 al 12%. Una crescita positiva ma ancora debole. Sono alcuni dei dati emersi al convegno “Donne che curano”, organizzato da Women for Oncology, network delle oncologhe italiane, emanazione di Esmo European Society for Medical Oncology. L’Italia è all’avanguardia in tema, essendo insieme alla Grecia il solo Paese europeo ad avere un team di questo genere. Obiettivo fare il punto sulle principali sfide per l’oncologia italiana oggi e chiedere al prossimo Governo di mettere la lotta alle fake news tra le priorità in agenda.

«Soltanto una piccola percentuale di donne ricopre una posizione apicale in oncologia in Italia – afferma a Sanità Informazione Marina Chiara Garassino, neo presidente di Woman for Oncology –  Questo perché c’è maschilismo e perché le donne non sono ancora sufficientemente preparate culturalmente a essere leader di un’unità. Noi crediamo che la donna abbia una leadership particolare e che questa vada accresciuta in modo professionale. Women for Oncology è nata per cercare di aiutare le donne a essere competitive, ad avere una leadership accresciuta in termini psicologici, economici, di comunicazione. La percentuale di donne che fanno le oncologhe sta crescendo moltissimo e è necessario che se diventano un giorno primario siano preparate per poterlo fare»

L’iniziativa, che si è svolta nella Sala della Regina della Camera dei Deputati, si è aperta con un grande applauso rivolto a Ida Maddalena Milanesi, medico del Carlo Besta di Milano morta ieri nell’incidente ferroviario di Pioltello. Tra le moderatrici dell’evento anche Carolyn Smith, celebre giudice della trasmissione ‘Ballando con le stelle’ e autrice del libro ‘Ballando con uno sconosciuto’, in cui ha raccontato la sua lotta contro il tumore.

«Un luogo virtuale di discussione come Women for Oncology è importante perché servono persone che ragionano sugli accadimenti della salute, e la questione di genere oggi sta toccando ambiti nuovi come quello del management», afferma Valeria Tozzi, direttrice del Master in Management della Sanità alla Bocconi di Milano. Tozzi ha anche ricordato che il 46% delle donne in ambito sanitario non ha responsabilità organizzativa. Una tendenza che si conferma tra i Presidenti delle Società medico-scientifico.

Women for Oncology, il cui comitato scientifico è composto da nove tra le più importanti oncologhe italiane, ha annunciato oggi la costituzione in associazione e la nomina della Presidente Marina Chiara Garessio che lavora per la Fondazione IRCCS dell’Istituto Nazionale di Tumori di Milano ed è specialista del tumore al polmone. La rete vuole offrire sostegno alle oncologhe italiane con nuove opportunità di formazione per costruire una futura classe dirigente al femminile.

Oltre alla Presidente Garassino, le altre otto oncologhe fondatrici di Women for Oncology sono Rossana Berardi (Università Politecnica delle Marche), Fabiana Letizia Cecere (Istituto Nazionale Tumori Regina Elena), Rita Chiari (Azienda Ospedaliera di Perugia), Valentina Garneri (Università degli Studi di Padova), Nicla La Verde (Fatebenefratelli Sacco di Milano), Laura Locati (Istituto Nazionale Tumori Milano), Domenica Lorusso (Istituto Nazionale Tumori Milano), Erika Martinelli (Università della Campania Luigi Vanvitelli).

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