Salute 21 Febbraio 2018 19:29

È lo #SconnessiDay: «Disconnettiamoci dai device un’ora al giorno e torniamo a comunicare veramente»

Al Ministero della Salute presentata la prima Giornata Mondiale della S-Connessione. Massimo Tortorella (Consulcesi): «L’abuso di internet ha conseguenze sulla nostra salute su cui i medici sono chiamati ad aggiornarsi». Il provider Sanità-in Formazione presenta il corso ECM “Internet e adolescenti: I.A.D. e cyberbullismo”

È lo #SconnessiDay: «Disconnettiamoci dai device un’ora al giorno e torniamo a comunicare veramente»

È lo #SconnessiDay, la prima Giornata Mondiale della S-connessione. 24 ore senza Internet, social network e email per tornare a guardarci negli occhi. L’iniziativa, presentata oggi presso il Ministero della Salute, coincide con l’uscita del film “Sconnessi” per sensibilizzare genitori, insegnanti e medici sui pericoli, anche per la salute, legati ad un uso smodato di web e smartphone.

«Disconnettiamoci dai device e riconnettiamoci tra di noi». È questo il messaggio che arriva direttamente dal Ministero della Salute. Un gesto da ripetere tutti i giorni, anche solo per un’ora, da trascorrere senza fissare i display. La campagna social proposta attraverso l’hashtag #SconnessiDay, che ha già riempito le bacheche dei social network e i profili dei contatti su Whatsapp, è stata promossa da Consulcesi Club, network da oltre 20 anni in prima linea nella formazione dei medici italiani, dagli attori del film e dal regista di “Sconnessi” Christian Marazziti.

Anche il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin è intervenuta alla conferenza con un video messaggio, sottolineando come la dipendenza dalle tecnologie non sia da sottovalutare: «Tutto ciò che vogliamo è che non si finisca in ospedale per la dipendenza da smartphone. Il tema delle dipendenze dalle tecnologie, che è un nuovo mondo di dipendenze che si affaccia nella nostra realtà, non è da sottovalutare. Sono contenta che questo film lo affronti in modo ironico e anche leggero, un buon modo per far riflettere le persone: gli adulti che mettono in mano queste tecnologie ai figli sin da piccolissimi e tutti coloro che attraverso il film possono comprendere i propri comportamenti. Stiamo attenti, non è il mezzo in sé che crea un problema, è come noi lo usiamo. Ma non c’è niente che possa sostituire la relazione umana, il fatto di stare insieme agli altri, di parlarci, di guardarci negli occhi; così si vince la solitudine, non attraverso un telefonino».

«Siamo tra i primi a credere nella tecnologia e nelle sue straordinarie potenzialità – sottolinea Massimo Tortorella, Presidente del Gruppo Consulcesi e CEO di Falcon Production, che ha co-prodotto il film “Sconnessi” – ma riteniamo che si debba intervenire per regolamentare l’abuso di internet e smartphone. È ormai scientificamente dimostrato che questo ha conseguenze sulla nostra salute, siamo di fronte a vere patologie su cui i medici sono chiamati a formarsi ed aggiornarsi. Intanto dobbiamo dare un segnale, per primi noi genitori, insieme a medici e insegnanti: prendiamo una cassetta di sicurezza, riponiamoci all’interno i nostri smartphone e tablet. Disconnettiamoci almeno per un’ora al giorno – noi proponiamo dalle 20.30 alle 21.30 – e riconnettiamoci con la realtà è fra di noi, guardandoci negli occhi e non sui display».

Soprattutto per i camici bianchi, poi, sorge la necessità di capire quando l’uso di internet, soprattutto nei più giovani, sta assumendo risvolti patologici: un fenomeno che non ha ancora un’ampia letteratura scientifica e che implica un continuo e costante aggiornamento.

Conculcesi Club, insieme al provider ECM 2506 Sanità in-Formazione, ha presentato quindi al Ministero un corso rivolto al personale sanitario dal titolo “Internet e adolescenti: I.A.D. e cyberbullismo”, on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it e fruibile prossimamente anche da parte di genitori e pazienti, che ha come responsabile scientifico lo psichiatra David Martinelli del Centro Pediatrico Interdipartimentale Psicopatologia da Web presso la Fondazione “Policlinico Gemelli” di Roma. Il corso, che esplora il mondo dei cosiddetti “nativi digitali” inquadrandone sintomi patologici e relative terapie, è corredato da pillole formative video e presenta anche un’intervista doppia in cui a Martinelli fa da contraltare Maurizio Mattioli, uno dei protagonisti di “Sconnessi”: un divertente botta a e risposta su internet addiction, nomofobia (la paura di essere sconnessi dallo smartphone) e cyberbullismo.

«La nuova generazione, quella che viene definita dei ‘nativi digitali’ – spiega il dottor David Martinelli – ha sviluppato un modo di vedere la realtà che è diverso dalla generazione precedente. Internet è un mezzo, quindi in sé non è né buono né cattivo, però è fondamentale che la generazione degli adulti, dei genitori, degli educatori e soprattutto dei medici sia consapevole di questo nuovo modo di vedere la realtà per potersi relazionare correttamente con i giovani, in modo da scongiurare eccessi che possono portare a problemi. Concordare con i ragazzi un periodo di ‘disconnessione’, togliendo lo sguardo dallo schermo del cellulare almeno per un’ora al giorno – conclude Martinelli – consente loro di riappropriarsi di relazioni e rapporti personali, fruendo di esperienze reali senza l’interfaccia artificiale del display».

Il film “Sconnessi”, da oggi al cinema, mostra proprio la reazione di un gruppo di persone che rimane improvvisamente senza connessione Internet. Il panico è la prima reazione, seguita da conseguenze rocambolesche. La “sconnessione” presto mette infatti i protagonisti di fronte a tutte le loro insicurezze che dovranno resettare per poter ripartire.

«Con ‘Sconnessi’ ho voluto sottolineare il paradosso del contesto attuale, nel quale abbiamo sempre la possibilità di essere prossimi a qualcuno, grazie a messaggi, social network, videochiamate, senza tuttavia stare mai vicini a nessuno», spiega il regista Christian Marazziti. «Per questo – conclude – assieme al cast del film abbiamo voluto lanciare l’iniziativa #Sconnessiday in sinergia con Consulcesi, anche per sollecitare medici ed educatori ad affrontare questo legame patologico tra iperconnessione e alienazione».

«Direttamente qui, nel cuore delle istituzioni della Salute, chiediamo al Ministro che venga proclamata la Giornata Mondiale della S-connessione, da svolgere il 22 febbraio di ogni anno – dichiara il Presidente Tortorella – . Così facendo, intendiamo lanciare un messaggio importante: alzate lo sguardo dallo smartphone e godetevi le persone che vi circondano, tornando così a comunicare veramente. L’unico modo per farlo è ovviamente essere Sconnessi…».

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