Salute 25 Maggio 2018

Sanità, i consigli dell’ex Ministro Sirchia al nuovo governo: «Senza prevenzione salta Ssn. Medici emarginati, fermare concezione aziendalistica»

L’immunoematologo, per quattro anni alla guida del dicastero di Lungotevere Ripa, chiede di tornare allo spirito originario del Ssn: «È diventato una sorgente di profitto per gli enti e questo non va bene. Necessario rivedere intramoenia»

Immagine articolo

È passato alla storia per la sua legge antifumo con cui ha vietato le sigarette nei locali pubblici. Girolamo Sirchia, classe 1933, luminare di immunoematologia, è stato Ministro della Salute per quattro anni, dal 2011 al 2015, nel secondo governo Berlusconi. A tredici anni di distanza da quell’esperienza, continua a fornire le sue ricette sulla sanità del futuro. La parola chiave del suo agire è “prevenzione”, unico strumento per salvare il Sistema sanitario dal fallimento. «È giustissimo che si studi come rimediare ad alcune patologie, ma bisogna parallelamente evitare che queste patologie continuino a crescere – spiega Sirchia a Sanità Informazione -. Allora se non si blocca con una prevenzione intelligente questa crescita, la spesa sanitaria diventa insostenibile e salta tutto».

LEGGI ANCHE: CONVEGNO ‘IN SCIENZA E COSCIENZA’, SIRCHIA:«VACCINI, BENE OBBLIGO»

Professore, quali dovranno essere le priorità del prossimo Ministro della Salute?

«Il Servizio sanitario nazionale è un bene primario importante. Va bonificato perché ha tradito in gran parte i suoi presupposti durante questi anni. Cioè in altri termini è servizio universale, e questo è rimasto. Non è più gratuito al punto di erogazione del servizio, per tutte le prestazioni ambulatoriali e di laboratorio, perché si deve pagare dei ticket, e questo è sbagliato. È diventato una sorgente di profitto per gli enti e questo non va bene. La politica sui medici è stata sbagliata completamente, e più in generale su tutto il personale, perché si è emarginata questa categoria in favore di amministratori che sono per lo più economisti che hanno una visione prettamente aziendalistica, economicistica del sistema, che non è lo spirito del Servizio sanitario nazionale ma è l’opposto. Gli ospedali si sono trasformati in aziende. L’ospedale non è un’azienda, è un ospedale. Tutte queste cose messe insieme esigono di mantenere il servizio e di ricondurlo alle sue origini e ai suoi principi fondanti. Solo così può funzionare bene. L’intramoenia salva alcuni introiti per i medici e rabbercia un errore di impostazione che è stato fatto per la libera professione: cioè mantenerli inchiodati dentro un ospedale per evitare che vadano fuori. Sono tutti errori di sistema che io mi auguro vengano riconsiderati».

Tra le altre cose del programma di governo si parla di togliere la politica dalle nomine in sanità. Che ne pensa?

«Sarebbe uno dei pilastri importanti per ridare al Servizio sanitario il ruolo che le compete. Serve gente che sa quello che fa. Invece c’è gente che non sa quello che fa negli ospedali. La direzione è data per via politica e non sempre considera il merito di queste persone e così poi vediamo delle cose orrende».

LEGGI ANCHE: GOVERNO, GIUSEPPE CONTE VERSO PALAZZO CHIGI. IL PROGRAMMA SANITA’: LOTTA AGLI SPRECHI, ASSUNZIONI E POTENZIAMENTO DEI MEDICI DI FAMIGLIA

Lei ha parlato più volte della necessità di impostare il sistema non sulla cura ma sulla prevenzione. La sua attività di Ministro è stata impostata su questo. Si sta facendo abbastanza su questo?

«Assolutamente no. È un segno di una mancanza di cultura dei governi regionali e nazionali che va corretto. Nel senso che è giusto continuare a studiare come curare le malattie una volta che sono apparse, ma questo aumento di attenzione comporta un aumento di spesa enorme. I nuovi farmaci, i nuovi device sono molti più costosi del passato. È giustissimo che si studi come rimediare ad alcune patologie ma bisogna parallelamente evitare che queste patologie continuino a crescere. Allora se non si blocca con una prevenzione intelligente questa crescita, la spesa sanitaria diventa insostenibile e salta. E accadrà a breve. È un obbligo strategico, fondamentale capire che la prevenzione a basso costo è urgente, urgentissima. Se non si fa quello, salta tutto».

Si parla di alcuni nomi per il Ministero della Salute. Tra gli altri il leghista Massimo Garavaglia, i pentastellati Giulia Grillo e Pierpaolo Sileri…

«Non conosco Sileri e Grillo. Garavaglia è uno intelligente, molto bravo, lo vedo bene. Però non è un medico ma un economista».

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

Articoli correlati
Emofilia, presentato il Rapporto di Omar nell’ottica del ‘Value Based Health Care’
Binetti: «Sia finanziato il nuovo piano delle malattie rare». E le associazioni dei malati chiedono che i pazienti vengano messi al centro
Arrivi da Paesi extra Ue ed extra Schengen, Speranza: «Urgenti nuove misure rigorose»
La lettera del ministro della Salute al Commissario Ue Stella Kyriakides e al presidente del Consiglio dei ministri della Salute Jens Spahn: «Serve maggior coordinamento tra gli Stati membri»
Lazio, Senior Italia FederAnziani: «Ecco le soluzioni per ridurre le liste d’attesa»
Telemonitoraggio, aumento ore specialisti, informatizzazione. Le proposte lanciate da Senior Italia FederAnziani che ha messo a confronto società scientifiche e organizzazioni sindacali di medici con la Regione Lazio
Il ricorso al MES spacca la politica e la sanità: cos’è, a cosa serve e perché fa tanto discutere
Sia la maggioranza che l’opposizione sono divise sulla possibilità di aderire al Meccanismo Europeo di Stabilità, con Lega, Fdi e M5S contrarie e Pd-Iv-Fi a favore. I pro e i contro di una possibile adesione
Ticket 2019: l’abrogazione Superticket è sufficiente o serve altro dopo COVID?
Tonino Aceti, Portavoce Federazione nazionale infermieri (Fnopi)
di Tonino Aceti, Portavoce FNOPI
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 10 luglio, sono 12.270.172 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 554.953 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 10 luglio: nell’ambito de...
Diritto

Pensioni, la Cassazione: «Necessaria richiesta per lavorare fino a 67 anni». Altrimenti due anni di attesa per il primo assegno

Il rischio per il lavoratore è di essere sollevato dall’incarico al compimento dei 65 anni, senza ricevere la pensione. Possibile eccessiva riduzione degli organici in sanità
Lavoro

Riforma sistema 118, le posizioni (opposte) di medici dell’Emergenza e SIS 118

Presentato al Senato il Ddl di riforma del 118: prevede organici propri e un sistema dipartimentale. Ma è scontro tra Balzanelli (SIS 118) e Manca (Simeu)