Salute 21 Febbraio 2018

«Ricerca scomparsa dalla campagna elettorale», l’allarme di Nature in vista delle elezioni

L’autorevole rivista scientifica dedica un dettagliato articolo alla crisi della scienza in Italia. Dal 2008 il budget a disposizione delle università si è ridotto di circa un quinto. L’economista Mario Pianta: «Siamo sull’orlo del collasso»

Immagine articolo

«Italian election leaves science out in the cold». Il titolo dell’articolo della rivista Nature, firmato da Alison Abbot, non lascia spazio a dubbi: gli scienziati e i ricercatori italiani non nutrono grandi aspettative dalle prossime elezioni, chiunque le vinca. E la scienza rischia di rimanere «fuori al freddo». Come in parte il tema della sanità, anche il tema della ricerca scientifica sembra essere sparito dai radar della campagna elettorale, ad eccezione di quello sui vaccini, di cui spesso si parla a sproposito. I ricercatori italiani temono che i tagli al settore e il declino dell’interesse verso la scienza continueranno indipendentemente dall’esito del voto del 4 marzo. Nature evidenzia come la scienza abbia avuto appunto pochissima visibilità in queste settimane di intenso dibattito politico, nonostante gli allarmi di esperti ed economisti sullo stato precario del sistema di ricerca italiano.

L’allarme sulla ricerca italiana lo lancia, senza giri di parole, Mario Pianta, economista dell’Università di Roma Tre, che compila le statistiche sul nostro Paese in tema di ricerca e sviluppo (R&S) per la Commissione europea. «Siamo sull’orlo del collasso», afferma Pianta.

A partire dalla crisi economica del 2008 la spesa dell’Italia in ricerca, già bassa, è diminuita del 20% in termini reali, ossia di ben 1,2 miliardi di euro, e nel 2016 ammontava a soli 8,7 miliardi. Il budget a disposizione delle università si è ridotto di circa un quinto – a 7 miliardi di euro – così come il numero di professori a livello nazionale. Il finanziamento agli istituti di ricerca pubblici non è superiore a quello del 2008, con un calo del 9% in termini reali. E il deficit dell’Italia suggerisce come sia improbabile che la situazione migliori presto. Dal 2008 hanno lasciato il Paese più scienziati di quanti ne siano arrivati, secondo le statistiche dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. La spiegazione è variegata: in questo ambito l’Italia può vantare aree di eccellenza, come la fisica delle particelle e la biomedicina. Ma, a differenza di molti altri Paesi europei, negli ultimi decenni non è riuscita a modernizzare il suo sistema scientifico. Budget costantemente bassi, pratiche di assunzione accademiche complicate, burocrazia paralizzante, sono i maggiori problemi lamentati dagli scienziati.

Nonostante tutto questo la produzione scientifica del nostro Paese tiene e nel complesso procede spedita. Dal 2005, l’Italia ha aumentato la sua presenza all’interno di quel 10% di lavori più citati al mondo. E pubblica più articoli per voce di spesa in R&S rispetto a qualsiasi altro Paese dell’Unione europea, a eccezione del Regno Unito. Eppure, questo «paradosso felice non può continuare», afferma Pianta. «Stiamo andando verso la mediocrità».

Nell’articolo si fa riferimento anche ai programmi elettorali dei vari partiti, soprattutto del Movimento Cinque Stelle, sul tema della ricerca e si cita il lancio dello Human Technopole da parte dei governi Renzi e Gentiloni. Ma il la luce in fondo al tunnel ancora non si vede.

Articoli correlati
Antibiotico-resistenza, alla Camera mozione per contrasto. Nappi (M5S): «Fenomeno da arginare, approvare subito Ddl»
Il Governo viene impegnato, tra le altre cose, anche a un programma di formazione continua degli operatori sanitari sul tema e al contrasto della vendita illegale di prodotti antimicrobici
Obbligo vaccinale, Nas: «Ad oggi 217 contestazioni a dirigenti e genitori». A Belluno 30 indagati
Presentato il libro “La prima missione dei fratelli Super Vaccini e dei loro amici. Un pizzicotto in quattro e quattr’otto", realizzato dall’associazione Valore Uomo in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità. Ricciardi: «Bene obbligo ma copertura non ancora sufficiente ovunque». Mazzucchiello: «La favoletta è per i bambini ma sono i genitori che devono leggerla». Il Miur diffonderà il volume nelle scuole
Vaccini, al Niguarda primo ambulatorio intra-ospedaliero per pazienti cronici, fragili e donne in gravidanza
Collaborazione tra specialisti e medici affinché le vaccinazioni siano parte del piano terapeutico dei pazienti. Orso (Responsabile del centro vaccinale): «Triplice vantaggio per i pazienti: profilassi all’interno del percorso ospedaliero, tempi rapidi di realizzazione e vaccinazione parte integrante del percorso terapeutico»
di Federica Bosco
Disabilità, D’Arrando (M5S) lancia il ‘budget di salute’: «Così mettiamo la persona al centro di un progetto terapeutico personalizzato»
«L’obiettivo è un utilizzo virtuoso delle risorse economiche, sia pubbliche che private, affinchè la persona venga veramente sostenuta e reintegrata nella comunità», sottolinea la deputata M5S Celeste D’Arrando. Nella legge di Bilancio previsto un piano nazionale per la disabilità di 1,3 miliardi di euro
Vaccini, l’avviso automatico di Facebook contro le fake news riaccende le polemiche
Basta digitare le parole “no vax”, “free vax” oppure chiedere l’iscrizione ad uno dei tanti gruppi sul tema presenti sulla piattaforma social per ricevere l’invito ad accedere al sito dell’OMS
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Riscatto agevolato della laurea, l’esperto: «Ecco cosa cambia dopo circolare INPS»

Anche chi ha studiato prima del 1996 può richiederlo. Tomi (F.F.S. S.r.l. e collaboratore di Consulcesi & Partners): «Possibile riscattare fino a 5 anni di studi universitari versando la somma di 5....
Salute

Coronavirus e Sars, la storia che si ripete. Ecco cosa è successo nel 2003

Anche la Sindrome Acuta Respiratoria Grave si diffuse dalla Cina al resto del mondo con le stesse modalità. La patologia causò 800 morti
Lavoro

Spese sanitarie in contanti e sgravi fiscali, cosa cambia per i professionisti della sanità

I pareri del fiscalista esperto in materia sanitaria Francesco Paolo Cirillo e del Tesoriere Sumai Napoli Luigi Sodano