Salute 8 Aprile 2019 15:30

Reti oncologiche, Beretta (Aiom): «Al sud meno incidenza ma sopravvivenza più bassa: colpa di difficoltà organizzative importanti»

Il presidente eletto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica promuove la legge che ha istituito la rete del registro tumori: «Fondamentale per poter gestire anche l’organizzazione delle realtà ospedaliere e delle reti sulla base dei numeri»

Reti oncologiche, Beretta (Aiom): «Al sud meno incidenza ma sopravvivenza più bassa: colpa di difficoltà organizzative importanti»

L’importanza delle reti oncologiche e la nuova legge sulla rete del registro tumori. Sono due dei temi di cui abbiamo parlato con Giordano Beretta, Responsabile dell’Oncologia Medica di Humanitas Gavazzeni Bergamo e presidente eletto di Aiom, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica. L’occasione è stata la presentazione in Senato della relazione sullo Stato dell’oncologia in Italia, in cui Beretta ha messo in evidenza le differenze che esistono tra le diverse regioni (soprattutto tra quelle del nord e quelle del sud) nella gestione dei pazienti con patologia tumorale. Beretta ha inoltre sottolineato la grande importanza dell’approvazione della rete nazionale dei registri tumore, varata dal Parlamento lo scorso 12 marzo, Un passo in avanti importante per avere una mappatura completa su scala nazionale dei malati di tumore, dati fondamentali per poter organizzare al meglio le realtà ospedaliere del territorio.

LEGGI ANCHE: ONCOLOGIA, STEFANIA GORI (AIOM): «BENE SUPPORTO PSICOLOGICO, PUNTARE SU PREVENZIONE: PUO’ ABBATTERE DEL 40% DIAGNOSI DI TUMORE»

Presidente, i dati che ha presentato, anche sulle reti oncologiche, parlano di una differenza abbastanza marcata tra nord e sud del paese. La preoccupano?

«Se uno va ad analizzare quelli che sono i dati dei registri tumori, quindi i dati di incidenza e di mortalità, si rende conto che l’incidenza al sud è più bassa che al nord ma al sud la sopravvivenza è più bassa che al nord e questo non è per l’incompetenza degli operatori ma è per limiti organizzativi. Questo vuol dire che non c’è un coordinamento tra le diverse strutture che consenta di gestire tutte le problematiche che i miei pazienti oncologici possono avere. Ovviamente la presenza di una rete consente in realtà di raccogliere tutte le tipologie di patologia e gestirle nel miglior modo possibile attraverso dei percorsi che siano standardizzati e quindi ottimizzati sulla base di quanto disponibile. Non avere una rete vuol dire una gestione più estemporanea. Al sud le reti sono un po’ più indietro, non che al nord siano perfette. Ci sono regioni al nord in cui ci sono stati rallentamenti sulla rete in realtà, però il concetto è che quantomeno un abbozzo di rete c’è stato mentre in alcune regioni del sud siamo alla delibera, o forse addirittura senza la delibera, quindi con le difficoltà organizzative importanti. Gli oncologi hanno cercato di risolvere parzialmente questa cosa creando dei Pdta, dei Piani diagnostico terapeutici assistenziali locali, che sono il modo migliore per gestire localmente il paziente ma che non hanno dietro tutto quel percorso organizzativo che una rete può fornire».

LEGGI ANCHE: REGISTRO TUMORI, E’ LEGGE L’ISTITUZIONE DELLA RETE NAZIONALE: M5S: «ORA POSSIBILE STUDIARE CON DATI CERTI IL LEGAME SALUTE- AMBIENTE E OFFRIRE CURE MIGLIORI»

Si è parlato della rete del registro tumori: perché è importante questa legge passata all’unanimità?

«Noi abbiamo ancora adesso, pur avendo delle realtà di registro tumori molto importante, ancora qualche area che è scoperta. La copertura è quasi totale ma ci sono ancora realtà su cui non abbiamo nessuna registrazione. Diciamo che se andiamo ad analizzare i dati di trend, cioè l’andamento del tempo, noi abbiamo una copertura che è nell’ordine del 60-70%. Una legge che definisca che esiste una rete di registri tumori su scala nazionale di fatto consente di avere un quadro complessivo di quella che è l’incidenza, la sopravvivenza, la prevalenza, la mortalità, cioè la possibilità di definire con esattezza quali sono le problematiche, i volumi e i problemi da affrontare, quindi di poter gestire anche l’organizzazione delle realtà ospedalieri e delle reti sulla base dei numeri».

Anche per vedere se c’è un’incidenza di qualche fattore ambientale?

«Sicuramente l’incidenza del fattore ambientale in questo modo può essere valutata anche se dobbiamo tenere presente che l’incidenza del fattore ambientale è una cosa che si vede a distanza di tempo, non nell’immediato. Però in realtà l’andamento dei trend è proprio quello che ci serve per dire che cosa è successo di diverso rispetto a quello che c’era prima che ha fatto cambiare questo andamento, in meglio o in peggio che sia. Avere una copertura del 100% dà la garanzia di poter vedere questi dati.

 

Articoli correlati
La vita oltre il cancro: le piccole pazienti guardano al futuro e sognano la maternità
All’ambulatorio di Oncofertilità del Gemelli di Roma il primo prelievo di tessuto ovarico per la crioconservazione su paziente minorenne, Nanni (chirurgo pediatrico): «La chemioterapia può compromettere la fertilità, così è stata offerta alla bambina ed alla sua famiglia la possibilità di accedere a questo programma di crioconservazione»
Oncologia, Cavanna (Cipomo): «Limitare gli spostamenti dei malati, siano i medici a farlo»
Per il presidente del Collegio Italiano Primari Oncologi Ospedalieri Luigi Cavanna la sfida del futuro è quella di una oncologia del territorio efficace. «Ora è essenziale che i malati di Covid vengano curati a casa il più possibile e che si trovino dei percorsi riparati per i malati oncologici perché possano fare i loro esami» spiega Cavanna
di Francesco Torre
Tumore al seno e oncologia territoriale: le dieci priorità delle associazioni dei pazienti alle istituzioni
Il documento riunisce per la prima volta le proposte di A.N.D.O.S. onlus, Europa Donna Italia, F.A.V.O. Donna Incontra Donna onlus e Salute Donna onlus, per una presa in carico territoriale più vicina alle pazienti e alle loro famiglie
Tumori, presto nuovo reparto di radioterapia all’Asl Roma 4
Fra 2-3 anni verrà aperto nell'Asl Roma 4 un nuovo servizio di radioterapia per i pazienti oncologici
di Redazione
Gara di solidarietà dagli ospedali italiani per curare i bambini oncologici ucraini
Lombardia, Piemonte e Veneto hanno messo a disposizione medici e psicologi per permettere ai bambini tra i 3 e i 18 anni di riprendere le terapie interrotte ed avere un supporto psicologico. Pronti anche ambulatorio per tamponi e vaccini anti Covid per chi ne è sprovvisto
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 26 settembre 2022, sono 615.090.972 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.536.966 i decessi. Ad oggi, oltre 12.25 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata ...
Covid-19, che fare se...?

Se risulto negativo al test ma ho ancora i sintomi posso contagiare gli altri?

Sintomi come febbre e tosse possono durare più della positività al test antigenico rapido. Gli scienziati si stanno interrogando quindi sulla durata della contagiosità. L'ipotesi ...
Covid-19, che fare se...?

Quanto durano i sintomi del Long Covid?

La durata dei sintomi collegati al Long Covid può essere molto variabile: si va da qualche settimana fino anche a 24 mesi