Salute 16 Ottobre 2019 09:10

Professioni sanitarie, Capaccioli (Vice Presidente TSRM e PSTRP): «Aggiornamento fondamentale, possibili percorsi formativi specifici»

Il Presidente dell’Ordine interprovinciale di Firenze, presente al primo Congresso nazionale di Rimini, sottolinea: «Insieme alle altre professioni sanitarie siamo la terza forza dopo medici e infermieri»

«Oggi siamo la terza forza in termini numerici con 230mila professionisti stimati dopo medici e infermieri: rappresentiamo 19 professioni sanitarie ognuna con le sue peculiarità». Leonardo Capaccioli, Vice Presidente della Federazione Nazionale Ordine TSRM PSTRP e Presidente dell’Ordine interprovinciale di Firenze, non nasconde la sua soddisfazione per il primo Congresso nazionale del maxi Ordine delle professioni sanitarie che si è celebrato a Rimini dall’11 al 13 ottobre. Un evento che ha visto la partecipazione di centinaia di persone in rappresentanza delle 19 professioni racchiude nell’Ordine, dai tecnici ortopedici ai tecnici di laboratorio. A Capaccioli, tecnico di radiologia medica, abbiamo chiesto anche il punto di vista specifico della sua professione: «Quello che ci manca è di conquistare ancora degli spazi di maggiore autonomia. Intanto siamo, come professione sanitaria, fortemente legati alle tecnologie sanitarie» sottolinea Capaccioli che sottolinea l’importanza dell’aggiornamento professionale: «Il fatto di lavorare con tecnologie di ultima generazione – aggiunge – impone anche che i tecnici di radiologia medica come professionisti dedicati alla conduzione all’utilizzo di queste apparecchiature molto particolari siamo formati e stiano al passo con i tempi».

Presidente, si è celebrato il primo Congresso nazionale dell’Ordine delle professioni sanitarie. Cosa rappresenta questo Congresso e cosa rappresenta questo processo di creazione dell’Ordine?

«È il consolidamento di un processo che stiamo portando avanti da tempo. Siamo riusciti a consolidare in questo primo Congresso nazionale un qualcosa di fattivo, di concreto. Abbiamo riunito tutte le 19 professioni che fanno parte dell’Ordine, un momento di condivisione comune di un obiettivo che è stato raggiunto e progettato da tanto tempo. Oggi ci possiamo considerare soddisfatti da questo risultato raggiunto».

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Lei è un tecnico di radiologia medica. Voi avevate già la dimensione ordinistica. Questo processo alla fine vi sta rafforzando?

«Come tutte le cose, ci sono vari aspetti. Sicuramente quello che abbiamo raggiunto con la nuova federazione degli ordini che comprende 19 professioni potrebbe da una parte far pensare che ci siano delle criticità ma invece è proprio la nostra forza intrinseca perché da una dimensione che avevamo precedentemente come soli tecnici di radiologia siamo passati a una dimensione 10 volte superiore, quindi in termini numerici e di rappresentanza professionale questo che dà maggiore importanza al risultato che abbiamo raggiunto. Siamo una forza non indifferente, perché a livello nazionale stimiamo 230mila professionisti. Se facciamo il raffronto con l’Ordine dei medici che è composto da 450mila, gli infermieri che sono 440mila, noi siamo la terza forza in termini numerici. L’elemento che ci contraddistingue è questo: rappresentiamo 19 professioni che nel loro specifico hanno una loro peculiarità. Quindi abbiamo 19 professionisti che sostanzialmente vanno a coprire tutte le altre attività che non sono state fatte da medici, infermieri o ostetriche».

Come tecnici di radiologia medica avete delle richieste da portare alle istituzioni? Le competenze potrebbero aumentare in futuro?

«Sicuramente. Quello che ci manca è di conquistare ancora degli spazi di maggiore autonomia, nello specifico professionale nostro. Intanto siamo, come professione sanitaria, fortemente legati alle tecnologie sanitarie. Se pensiamo a una risonanza magnetica, a una tomografia computerizzata, alla pet–tac, alle più moderne macchine di radioterapia. Questa è una particolarità che ci fa stare sempre al passo con i tempi per quanto riguarda l’evoluzione tecnologica. Necessariamente il fatto di lavorare con tecnologie di ultima generazione impone anche che i tecnici di radiologia medica come professionisti dedicati alla conduzione all’utilizzo di queste apparecchiature molto particolari siamo formati e stiano al passo con i tempi perché la funzione importante è quella di rendere al paziente la migliore immagine diagnostica o il miglior trattamento radioterapico possibile salvaguardando il paziente stesso da una esposizione indebita».

Quindi l’aggiornamento professionale è importantissimo per voi. Si aggiornano gli iscritti?

«Dobbiamo fare ancora dei passi, e consolidare dei percorsi formativi dedicati anche in ambito specialistico anche per ciò che riguarda l’aggiornamento professionale e il nuovo contesto ordinistico. Il professionista non è tale se non sa cosa deve rispondere in termini normativi. È importante, che ci piaccia o no, che sappiamo quale siano le ricadute legali e normative. Dall’altro lato abbiamo delle chance perché nell’ambito formativo ECM tutte le professioni creare per ciascun profilo professionale dei percorsi formativi specifici in cui possiamo scegliere il livello che vogliamo raggiungere, indirizzare la formazione che riteniamo necessario che il professionista abbia sul campo».

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