Salute 20 giugno 2018

Al Policlinico Gemelli nasce il primo giardino pensile terapeutico d’Italia e la chemio esce dall’ospedale

Dedicato alle pazienti del Dipartimento della Salute della Donna e del Bambino, offre un nuovo modo di curare con e nella natura. All’area dedicata alla chemioterapia, si affiancano percorsi sensoriali e aree di meditazione. Inaugurato inoltre un Centro di Farmacologia Clinica di Genere dedicato alle sperimentazioni cliniche oltre che alla cura delle malattie oncologiche delle donne | GUARDA LE IMMAGINI

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Alla Fondazione Universitaria Policlinico Gemelli IRCCS di Roma è fiorito un giardino pensile terapeutico. Un percorso immersivo nella natura che, per la prima volta in Italia, mette al servizio delle pazienti oncologiche dei percorsi clinico-assistenziali del Dipartimento della Salute della Donna e del Bambino, un nuovo modo di curare con la natura. Numerose ricerche, condotte a livello internazionale, hanno infatti confermato l’efficacia degli scenari naturali nel ridurre l’ansia e, in particolare, l’efficacia dei giardini terapeutici progettati negli ospedali nel promuovere la salute, la relazione sociale e la generazione di ricordi piacevoli nei pazienti.

La chemioterapia esce quindi dalle mura dell’ospedale: le pazienti avranno a disposizione comode sedute al riparo dal sole che consentiranno di godere di sensazioni di rifugio e privacy e potranno sperimentare un contatto diretto con la natura offerta dal giardino, massimizzandone gli effetti benefici.

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Subito fuori dall’area di chemioterapia sono presenti, lungo tutto il percorso del giardino, gli agrumi e le piante aromatiche officinali appositamente scelte per mitigare gli effetti collaterali delle terapie e per consentire un’esperienza tattile e olfattiva. Le pazienti potranno così creare il loro percorso sensoriale, secondo le loro preferenze. Inoltre, nel giardino ci sono due differenti aree di quiete e meditazione, con una diversa esposizione alla luce del sole, dove è possibile godere di sensazioni di rifugio e di privacy e sentirsi accolti dalla natura, o anche solo per fermarsi in silenzio per ascoltare, osservare, respirare.

Le esperienze sensoriali presenti nel giardino attraverso il contatto diretto con le forme e le consistenze materiche della natura, si arricchiscono con il percorso sensoriale (sensory path): un percorso da fare a piedi nudi che alterna sassi di fiume, legno ed erba. La sensazione dei sassi scaldati dal sole, il fresco dell’erba, gli oli essenziali del legno consentono di mitigare lo stress e di ritrovare l’equilibrio e l’armonia con gli elementi della terra. In ogni angolo si diffondono suoni della natura composti utilizzando frequenze che sono state appositamente studiate per rigenerare l’equilibrio psicofisico e potenziare le energie.

E di inverno? Le ampie vetrate consentono un contatto visivo diretto con la natura presente nel giardino in tutte le stagioni dell’anno. Inoltre, anche gli spazi interni si ispirano alle forme e ai materiali della natura per creare continuità nell’esperienza sensoriale delle pazienti affinché sia possibile trarre beneficio anche all’interno dalle scelte di design biofilico adottate, e dalla possibilità di “toccare” la natura anche nei corridoi e nelle stanze, grazie a forme di verde diffuso.

Il giardino “è fiorito” nell’ambito del progetto “Exploring the therapeutic benefits of biophilic design in hospital settings”, promosso dal Centro studi ReLab – Studies for Urban Re-Evolution con il coinvolgimento del Dipartimento Salute della Donna e del Bambino della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS.

Inoltre, è stato inaugurato, anche grazie al sostegno finanziario dell’Associazione “OPPO e le sue stanze” Onlus, un Centro di Farmacologia Clinica di Genere dedicato alle sperimentazioni cliniche oltre che alla cura delle malattie oncologiche delle donne. Si tratta di un reparto di degenza con 4 posti letto e un day hospital che si sviluppa su una superficie di circa mq. 380 ed è attualmente sede di circa 23 trial clinici in ginecologia oncologica di fase II-III, la maggior parte sui carcinomi dell’ovaio.

«L’Unità di Farmacologia Clinica offre alle pazienti la possibilità di ricevere terapie con farmaci sperimentali, cioè ancora in fase di studio – spiega il Professor Giovanni Scambia, Ordinario di Ginecologia e ostetrica dell’Università Cattolica e Direttore scientifico della Fondazione Gemelli -. L’obiettivo principale è personalizzare i trattamenti medici su misura del singolo paziente e sviluppare nuovi farmaci antitumorali per garantire trattamenti mirati, più efficaci e con meno effetti collaterali, sulla base delle caratteristiche genetiche e molecolari di ogni tumore senza sottovalutare le ansie e le aspettative personali. La realizzazione di una unità dedicata agli studi clinici permette di ottimizzare, facilitare e garantire un elevato standard qualitativo ai pazienti che, accettando di sottoporsi ad una terapia sperimentale, necessitano di maggiore assistenza, supporto e confort».

L’unità è dotata inoltre di un’accogliente sala di attesa con un “Olfattorio” dove le pazienti possono inalare essenze contro la nausea e l’ansia, o energizzanti, che le aiutano a sopportare meglio le terapie a cui si sottopongono. Sono presenti, inoltre, stanze accoglienti per le visite medica e infermieristica, dotate di filodiffusione musicale e una sala riunioni per il personale del reparto. A ciò si aggiunge l’ufficio di coordinamento degli studi clinici, realizzato secondo il concetto della buona vivibilità del luogo di lavoro, con piante integrate nelle postazioni di lavoro.

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