Salute 9 Giugno 2022 11:09

Più sanità pubblica e valorizzazione dei professionisti. Speranza: «Necessario grande “patto Paese”»

Idee e obiettivi per il Ssn emersi durante l’agorà “la Sanità pubblica è sostenibile. Assicurare le risorse, proteggere e valorizzare i professionisti”, organizzata dal Partito Democratico. Bonaccini: «Con Pnrr grande opportunità ma attenzione a non perdere le risorse. Rivedere numero chiuso in Medicina»

Più sanità pubblica e valorizzazione dei professionisti. Speranza: «Necessario grande “patto Paese”»

Rafforzare la sanità pubblica e tutelare (ma anche valorizzare) i professionisti che vi lavorano e che la sostengono ogni giorno. Il tutto, considerato che esiste una correlazione fra risorse complessive disponibili e quota dei budget destinati alla sanità (ovvero, i Paesi più ricchi spendono di più per la sanità), che storicamente l’Italia spende il 40% in meno rispetto agli altri Paesi dell’Unione europea per la sanità pubblica e che il rapporto spesa sanitaria/Prodotto interno lordo è inferiore alla media europea di oltre un punto di Pil e nettamente inferiore a quello di Francia e Germania. Data la crescita del debito (e per ora il rallentamento della crescita) i margini di manovra in questo settore sono limitati. Tuttavia, rimane compito della politica decidere come usare i margini esistenti, e quindi definire le priorità della spesa pubblica.

È questo l’obiettivo comune emerso dall’agorà “la Sanità pubblica è sostenibile. Assicurare le risorse, proteggere e valorizzare i professionisti”, organizzata presso la sede nazionale del Pd a Roma e promossa da Sandra Zampa (responsabile Salute nella segreteria nazionale del Partito democratico) alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il segretario del Pd Enrico Letta, il ministro della Salute Roberto Speranza, il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e il farmacologo Silvio Garattini.

L’agorà si è concentrata sulla sostenibilità dei servizi partendo dalle risorse messe in campo per il Servizio sanitario nazionale e dagli investimenti necessari per fare della Salute una priorità, oltre che sul riconoscimento del ruolo del personale medico, sanitario e sociosanitario che ha sofferto negli ultimi anni le conseguenze di carenze di organico, precarizzazione ed esternalizzazione.

Speranza: «Necessario grande “patto Paese”»

«Io penso che sul piano politico la grande scelta che dovremmo fare insieme debba essere quella di considerare l’investimento straordinario sul Ssn come uno dei punti più qualificanti anche di un’agenda politica che stiamo provando a mettere in campo». Così nel suo intervento all’agorà il Ministro della Salute, Roberto Speranza, che aggiunge: «Non è vero che non c’è differenza tra punti di vista e tra destra e sinistra come spesso viene raccontato: noi dobbiamo essere quelli che alzano fino in fondo con coraggio la bandiera di difesa del Ssn, la bandiera di difesa della sanità pubblica in Italia, della lotta contro le disuguaglianze che in sanità sono insopportabili. L’idea di un livello diverso di qualità della cittadinanza si declina anche attraverso la qualità dei servizi in sanità e su questo c’è ancora molto da fare». Speranza ha poi insistito sulla necessità di «un grande “patto Paese”, tenendo insieme tutti i pezzi: sicuramente il governo nazionale, quello regionale, dei Comuni, ma anche Ordini, professioni, organizzazioni di rappresentanza, sindacati e naturalmente il mondo della conoscenza: società scientifiche, università, Istituto superiore di Sanità, Consiglio superiore di sanità, la nostra rete straordinaria degli Irccs».

Bonaccini: «Con Pnrr grande opportunità ma attenzione a non perdere le risorse. Rivedere numero chiuso in Medicina»

Con il Piano nazionale di ripresa e resilienza «abbiamo a disposizione una grande opportunità» ma esiste anche «un problema che non dipende né dal Governo né dalle Regioni». Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, mette in guardia le istituzioni sul rischio che «i 20 miliardi di euro in arrivo, in gran parte finalizzati alla costruzione di cantieri per la realizzazione di ospedali, ospedali di comunità e case di comunità», potrebbero andar persi in gran parte se si verificheranno intoppi in questo settore: «Un mese fa – ha spiegato nel suo intervento durante l’agorà – ho aggiornato il prezziario regionale d’intesa con le associazioni di categoria che aprono i cantieri. Lo stesso governo, poche settimane fa, ha messo incentivi e risorse per evitare che i cantieri si fermino nel nostro Paese. Con il Pnrr succederà una cosa molto semplice: se non ci sarà la disponibilità del governo, d’intesa con l’Europa, a verificare come verranno usate queste risorse, così come se non si interverrà per evitare le gare vadano deserte a causa del vertiginoso aumento dei prezzi delle materie prime, non riusciremo a dar corso ai progetti. Non per mancanza di idee o volontà ma perché mancano le risorse».

Bonaccini poi dice la sua sul numero chiuso alla facoltà di Medicina: «Io una discussione su questo aspetto la farei. So che il tema è l’imbuto e la specializzazione, ma quando mi si risponde anche che in corsia non ci possono stare troppi studenti e che mancano le aule universitarie, si tratta di problemi di logistica che possono essere risolti. Quando invece mi si risponde che il tema è quello della qualità, rispondo che se mancherà la quantità di personale necessario a garantire la qualità, quella qualità rischiamo che venga garantita solo a qualcuno ma non a tutti. Non ho la verità in tasca – ha concluso – ma vorrei discuterne».

 

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